Di Tartavalle terme tratteremo della scoperta della fonte, e di coloro che l’hanno fatta conoscere attraverso i loro scritti ai letterati e alla nobilta’ milanese che sono stati i primi frequentatori di questo luogo ameno.
Ing. Giuseppe Arrigoni nelle Notizie storiche della Valsassina e delle terre limitrofe, nel poscritto del 24 maggio 1847, scusandosi coi Signori associati per l’uscita in ritardo dell’ultimo fascicolo da questa “notizia che riempie di speranze i miei convalligiani, ed e’ la scoperta di un acqua nel territorio di Tartavalle, che nel 1839 dal proprietario sig. Antonio Fondra, e da me, poi da altri, venne sospettata di natura minerale, e che analizzata in questi giorni dal distinto chimico P. Ottavio Ferrario diede i piu’ felici risultamenti.
All’egregio commissario distrettuale dott. Angelo Curioni che tante solerte cure si prese in proposito, al chiaro dott. Luigi Marchetti, che quanto prima fara’ conoscere al pubblico l’uso ed il valore medicinale di quest’acqua, andra’ la Valsasina debitrice dei vantaggi che gliene saranno per rifondere”
L’acqua minerale naturale dell’antica fonte di Tartavavalle venne successivamente analizzata dal prof. Menozzi di Milano – dal Prof. Dott. Giacomo Bertoni, libero docente della Regia Accademia Navale di Livorno, nell’anno 1912 – dai Prof. Dott. Enrico Galli Bordoni,.del laboratorio chimico del Comune di Milano, nell’anno 1922.
Indicatissima nelle dispepsie in genere, efficacissima contro le malattie croniche dell’intestino e dell’apparato urinario.
L’entusiasmo per la scoperta e l’amore per la sua valle, spinse l’ingegner Arrigoni a scrivere nel.1848 un libretto stampato in poche copie per gli amici: dal titolo:
Delle acque minerali subacidulo-salino-ferruginose di Taceno nella Valsassina
In-16 (cm. 17,5 x 12), p. 16.
Milano, coi tipi di Luigi di Giacomo Pirola. 1848
Esemplare privo di legatura.
Un libretto che descrive anche le bellezze della Valsassina che si avviava a diventare centro di attrazione per il nascente turismo,.e finisce cosi’:
” Ma io non voglio con deboli parole togliere il magico incantesimo che la valle e il sito delle acque devon produrre su coloro che per la prima volta vi vanno”.
Napoleone Mariani di Monza nel romanzo storico –Una gita in Valsassina. Noterelle- stampato nel.1892 a beneficio dell’asilo infantile Principe di Napoli alla Santa frazione di Monza, decide in un caldo giorno di agosto finito di lavorare, di partire per le vacanze.
Raggiunto Como, col piroscafo arriva a Bellano dove pernottera’.una notte, poi pensa dove trascorrere in serenita’ una decina di giorni.
Sceglie la Valsassina e si fermera’ a Taceno, punto di partenza per le escursioni sulla Grigna e il monte Legnone.
Frequenta le terme di cui ricorda:
“Tartavalle fu sempre anche il geniale ritrovo degli artisti e letterati lombardi, ed e’ la’ che durante la calde aure estive, Cagnoni, Ponchielli, Ghislanzoni ed altri estrinsecavano il loro genio, sposando la cura dell’acqua medicinale al godimento del buon vino”.
In Valsassina purtroppo, si sono conservarti bene il ferro, il cemento, e l’asfalto, e si sono distrutti bene molti dei siti storici tra i quali l’antica fonte di Tartavalle terme.
Allegate le immagini del frontespizio del libretto celebrativo delle terme a cura di Giuseppe Arrigoni, scheda medica del periodo fascisra, e depliant pubblicitario del 1950 ca.
Giancarlo Valera



