Condividi l'Articolo sui Social

E’ l’appello dei leader delle comunità religiose italiane rivolto alle Istituzioni e a tutti gli uomini di buona volontà credenti e non credenti, per gridare dalle finestre e dalle piazze: sì al dialogo, no alla guerra, pubblicato su Avvenire il 29 agosto 2025.
Cattolici, ebrei, musulmani, altre Confessioni religiose, insieme, per ragionare “sull’improrogabile necessità di favorire qualsiasi iniziativa di incontro per arginare l’odio, salvaguardare la convivenza, purificare il linguaggio e tessere la pace”.

Papa Leone XIV ha supplicato più volte i potenti di porre fine alle guerre in atto a Gaza, in Ucraina, e in ogni parte del mondo, invocando il nome di Dio per trovare le ragioni della pace. Le parole del Pontefice hanno dato l’avvio all’incontro religioso con l’intento di contribuire a far tacere le armi e a dare voce ai buoni e costruttivi propositi di convivenza che non hanno confini territoriali mappati.
Invece i capi dei regimi che interpretano la Bibbia per rivendicare la forza del potere e si dimenticano di essere solo dei piccoli, ma proprio dei piccoli uomini in pensiero e in azione, propagandano idee di grandezza di piani divini sognati sventolando la bandiera del diritto alla prevaricazione dei popoli, seminando morte e distruzione in nome di Dio, trascinando il proprio popolo nell’abisso della violenza.
Ma il popolo pensa, il popolo non condivide questo lugubre disegno malvagio tracciato dai loro piccoli leader che rimangono aggrappati al potere con i trucchi delle leggi, e che credono di distinguere il sangue del proprio figlio dal sangue del figlio di chi vogliono eliminare.

L’appello interreligioso è stato sottoscritto da molti rappresentanti religiosi tra cui: Cardinale Matteo Zuppi Presidente della CEI, Conferenza Episcopale Italiana; Noemi Di Segni Presidente dell’UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; Yahya Pallavicini, Vicepresidente della COREIS, Comunità Religiosa Islamica Italiana.
L’unità di intenti forte che traspare dal messaggio religioso è che “la giustizia per il popolo palestinese, come la sicurezza per il popolo israeliano, passano solo per il riconoscimento reciproco, il rispetto dei diritti fondamentali e la volontà di parlarsi”.

Intense le parole di Noemi Di Segni, e cariche di significato: “E’ stato uno sforzo, anche da parte mia, focalizzarsi su quello che unisce, ci sono tanti temi sui quali ci sono confronti faticosi, ma abbiamo scelto di lasciarli da parte…in questi momenti in cui il dolore delle diverse comunità sta crescendo, per noi è importante aggrapparci alla convivenza per fare in modo che a guidare le coscienze non siano appiattimenti su forme di propaganda, immagini inventate dall’AI o appelli al boicottaggio…Insieme ai politici abbiamo una grande responsabilità, quella di non far delirare nell’odio la convivenza. Occorre creare iniziative per sensibilizzare e far ragionare soprattutto i giovani, che subiscono più di tutti il fascino del boicottaggio…”.

L’odio e la violenza, si legge nella lettera, corrompono la natura autentica dei Testi Sacri per benedire l’uso delle armi e organizzare la morte dell’altro. Questa spirale del male porta alla propagazione dell’antisemitismo, dell’islamofobia, dell’avversione al cristianesimo cattolico, della volontà legittimata di sopprimere il ‘diverso’, il povero, l’inutile.
Qual è la prospettiva? La persecuzione? Tornare a pregare nelle catacombe?

MARIA FRANCESCA MAGNI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *