Condividi l'Articolo sui Social

Qualche anno fa c’era in televisione una serie di successo (l’originale era addirittura degli anni ‘50) che aveva un bel nome, “Ai confini della realtà”: come tutte le opere di genio conteneva parecchie anticipazioni del futuro che sarebbe venuto poi. A pensarci già il titolo era geniale oltre che anticipatorio perché non so a voi, ma a me in quest’ultima settimana è sembrato proprio di trovarmi lì: ai confini della realtà.

Perché non è la stessa realtà nella quale vivo io quella in cui la nostra Presidente del Consiglio può dire che la Global Sumud Flotilla, in sostanza, è stata organizzata per mettere in difficolta lei! Né è la realtà in cui vivo io quella in cui un Presidente americano prima straparla senza vergogna all’ONU della “inutilità” dell’ONU, poi bersaglia i suoi alleati europei e infine si vanta di aver posto fine a guerre in Paesi di cui neppure sa pronunciare il nome. 

Non è la mia – non è la nostra! – stessa realtà nemmeno quella in cui il Governo si mette a vantare un successo dietro l’altro nel medesimo momento in cui l’ISTAT rivela che un italiano su dieci vive in condizioni di povertà assoluta(il conto, Presidente Meloni e illustri Ministri del suo Esecutivo, fa praticamente sei milioni, di cui il 14% sono bambini e minori in generale) e non lo è neppure quella in cui nel Consiglio regionale della Lombardia si opera in spregio di ogni regola così che la maggioranza di destra e Lega, mentre dice che una legge sulla sanità sostenuta da 100mila firme è “fuffa” – incurante tanto di chi è costretto a pagare il privato per esami e cure quanto di chi, non potendoseli permettere, dovrà rinunciarci – può tranquillamente occuparsi di caccia. 

Lo so che sembra impossibile, che non possa essere vero, e invece lo è. La maggioranza di Fontana e soci piega i Regolamenti a proprio uso quando si tratta di approvare in fretta e furia un provvedimento per la caccia sui valichi montani – quelli attraversati dagli uccelli migratori – salvo poi fregarsi altamente delle infinite liste d’attesa, di chi non ha più da tempo il medico di base, e del ridicolo 4% appena di Case di Comunità realmente in funzione in tutta la nostra Regione. I Consiglieri del nostro Gruppo hanno dovuto occupare i banchi della Presidenza per ottenere che le regole istituzionali venissero rispettate, ma già solo il tentativo di bypassarle messo in atto spaventa e inquieta.

Sì, mi sembra davvero che questa sorta di “politica dei due forni” della destra, quella da un lato di fare perennemente le vittime, e dall’altro di forzare ogni codice di comportamento scritto e non scritto, questo parlare di pastarelle sul primo canale del servizio pubblico e allo stesso tempo lamentarsi per la “stampa nemica”, rappresenti un pericolo enorme per la nostra democrazia. 
Lo abbiamo visto accadere, in un certo senso, anche lunedì, quando di fronte alle migliaia e migliaia di manifestanti pacifici per Gaza, mentre persino gli automobilisti bloccati nel traffico applaudivano in solidarietà con le ragioni della manifestazione (qualcosa di pressoché mai accaduto sinora) il Governo e le trombe mediatiche e social di cui dispone non hanno trovato di meglio che mettere l’accento sui facinorosi e sugli infiltrati che hanno causato danni a Milano, incuranti dell’immediata e durissima condanna che ovviamente tutti noi democratici abbiamo fatto di questa violenza, insulsa e deleteria come ogni violenza.

Ecco: noi non accettiamo la narrazione falsa e vittimistica di questa destra, non la accettiamo nella nostra Regione né sulle questioni nazionali né su altre più ampie ancora. 

Noi stiamo insieme agli equipaggi della Flotilla che hanno subito un gravissimo attacco (le navi italiane e quelle battenti bandiere inglese e polacca) nonostante stiano portando aiuti alle popolazioni in ginocchio: cibo, acqua e medicinali meritano di essere scortati, non certo di trovarsi davanti a droni e ad armi spianate.

Silvia Roggiani

Segretaria regionale PD lombardo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *