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Tra le diverse attività proposte nella tre giorni dedicati ai “Borghi più belli d’Italia” di Bellano, direi che una delle più interessanti è il convegno tenutosi domenica mattina, vicino all’imbarcadero in Piazza Tommaso Grossi, dal titolo esemplificativo (anche se ortograficamente non del tutto corretto) “La restanza, strategie per il ripopolamento dei borghi” .

Restanza” quindi nel senso di “resistenza”, il tentativo cioè di mantenersi e di non sparire, che è un problema per molti piccoli Comuni italiani , molti rappresentati proprio a Bellano dall’Associazione dei Piccoli Borghi e delle Pro Loco.

“La tendenza della popolazione oggi” – ha detto il Presidente dell’UNIPLI (Unione Pro Loco) Antonino La Spina ” è quella di concentrarsi nelle città, ritenute più appetibili per i servizi che non i piccoli paesi, dove anche i pochi negozi che ci sono fanno molta fatica e tendono a chiudere la serranda”.

“Noi dobbiamo combattere questa tendenza – è la conclusione del discorso – anche soprattutto per trattenere i giovani, e quindi migliorare i servizi e le attività economiche esistenti nei borghi”.

“I borghi sono vivi ” ha detto Mauro Guerra, Sindaco di Tremezzina e Presidente Anci Lombardia . “Bisogna contrastare in tutti i modi questa tendenza all’emigrazione, aumentando i servizi e la vivibilità dei nostri bellissimi borghi, che già adesso attirano molti turisti (forse fin troppi a volte, e si parla di “overtourism“).

“Aiutare quindi i piccoli negozianti, che svolgono un ruolo non solo economico ma soprattutto sociale: i bar sono spesso dei centri dove gli anziani si ritrovano a giocare a carte, non devono chiudere” .

Dopo i saluti degli assessori regionali Massimo Sertori e Barbara Mezzali, che hanno elogiato il Comune di Bellano per l’organizzazione dei tre giorni, la discussione è continuata su come salvaguardare i 375 borghi che fanno parte della rete che si è manifestata in questa festa.

“Un ruolo particolare possono avere anche le Associazioni culturali e soprattutto le Pro Loco “ha detto Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” , facendo degli esempi molto interessanti a proposito di alcuni Comuni nel centro Italia.

“Le Pro Loco possono organizzare non solo feste e incontri musicali, ma anche delle Sagre che intendano valorizzare i prodotti e gli artigiani locali. In alcuni Comuni la Sagra è organizzata proprio dalla Pro Loco, che porta i suoi produttori locali nella esposizione, e i redditi vanno alla Comunità, che li utilizza per abbellire parchi pubblici, le strade, le fontane, i servizi pubblici e turistici”.

Insomma, mi è venuto da pensare, tutto il contrario di quello che succede in Valsassina, dove la principale Sagra, che 60 anni fa era nata proprio per valorizzare i produttori locali, oggi è quasi completamente estraniata dalla realtà locale, visto che i produttori valsassinesi sono forse il 10% degli espositori, e i redditi non vanno alla Comunità ma ai privati.

Forse una riflessione in questo senso in Valsassina sarebbe molto utile, visto anche che l’anno prossimo per fortuna scade la convenzione con gli attuali gestori della Sagra, e chiunque subentri sarebbe bene che riportasse un livello di equilibrio tra produttori locali e “esteri” che vengono in Valsassina solo quella settimana, per poi sparire per il resto dell’anno, togliendo qualsiasi senso a questa sia pur importante manifestazione.

Tornando al Convegno, le conclusioni sono state affidate a Alessandro Callari, responsabile per la Lombardia del grande gruppo Booking.com, leader nella gestione delle prenotazioni turistiche.

“Che cosa cercano i turisti quando vanno a soggiornare in un piccolo borgo ?” si è chiesto Callari. “Soprattutto relax, bei panorami, tranquillità, e possibilità di mangiare bene in qualche ristorante o trattoria i prodotti tipici locali”.
Callari ha sottolineato in questo il ruolo della Intelligenza Artificiale: ” a volte i turisti fanno una semplice domanda all’AI: ‘ dove trovo un luogo con begli itinerari e passeggiate, relax, bei panorami e ottime trattorie ? Ed è l’Intelligenza artificiale a dare loro delle risposte, indicando un luogo piuttosto che un altro. Proprio su questo a Booking stiamo lavorando , cercando di prevedere i flussi turistici dell’anno prossimo”.

Importante anche connettersi con gli operatori locali, respirare un clima di serenità e di relax. Poi naturalmente c’è anche il problema dei prezzi: più del 60% dei turisti vuole spendere come l’anno precedente o anche meno, solo circa il 30% è disponibile a spendere di più, mentre invece i prezzi dei soggiorni negli ultimi anni sono molto aumentati. Ci sono molti che viaggiano da soli (circa il 20%) ma è chiaro che la fascia più interessante è quella delle famiglie o di chi viaggia in coppia : questi ultimi sono la maggioranza dei visitatori, circa il 40%.

Insomma, un convegno molto interessante e con diversi spunti di riflessione: l’obiettivo, non dimentichiamolo, è lo sviluppo del territorio e la “restanza” !

ENRICO BARONCELLI

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Alessandro Callari di Booking.com (il primo a destra) e Fiorello Primi

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