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Nel Settembre del 52 avanti Cristo i Galli, comandati da Vercingetorige e ormai in una situazione disastrosa dopo mesi di assedio chiusi ad Alesia, non avendo più da mangiare né acqua, presero una decisione disperata.
Sperando nella compassione dei Romani, mandarono fuori dalle porte della città donne, bambini e vecchi, già in uno stato di grande malnutrizione, che si avvicinarono implorando pietà agli accampamenti di Giulio Cesare, il quale aveva predisposto due file di palizzate che stringevano come una terribile morsa la città gallica .
Ma i Romani non ebbero pietà: per giorni e giorni quei poveri disperati vagarono sempre più deboli tra l’accampamento romano, che si rifiutava di salvarli, e le mura di Alesia, sopra cui stavano gli uomini di Vercingetorige, che sempre più disperati non potevano fare più nulla per salvare i loro figli, le loro donne, i loro vecchi.
Morirono tutti di fame, sotto gli sguardi cinici e atroci dei Romani e quelli sempre più angosciati dei Galli.

Ecco, la storia attuale di Gaza è simile a questa vicenda: per secoli gli eserciti assedianti hanno utilizzato l’arma della fame per indebolire o annientare il popolo nemico.

Ma oggi siamo arrivati a un punto di svolta: Gaza è diventata un simbolo delle atrocità, un elemento dirimente, in cui la cosiddetta “civiltà occidentale“, dopo quattro secoli di storia e di evoluzione civile, dal “De Cive” di Hobbes, scritto nel Seicento, agli Illuministi, alla Costituzione americana del 1787 in cui si affermava il diritto degli uomini a vivere e a tentare di essere felici, fino ad arrivare alla “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo” dell’ONU nel 1948, lo stesso anno in cui è nata Israele, insomma se dobbiamo buttare tutto ciò nella spazzatura, e tornare a essere atroci e “disumani” come gli antichi Romani, oppure no.

Questo è il dilemma: Gaza come la Battaglia di Stalingrado del 1943, un punto di svolta nella storia umana, tra chi lotta per salvare qualcosa della società civile e del suo ordinamento e chi la vuole affossare, per tornare alla semplice legge bestiale del più forte.

Ecco, chi degrada ed irride alla spedizione della Flotilla (in primi la nostra purtroppo premier Meloni, che ancora una volta si è dimostrata molto al di sotto della situazione, e lei che si lamenta di un presunto clima di odio approfitta per lanciare parole incendiarie, prontamente imitata da servili postulanti) non ha capito il significato simbolico della lotta di Gaza per la sopravvivenza, e soprattutto della spedizione di questi giovani provenienti da tutto il mondo.

E’ per questo che, a mio parere, lo sciopero di oggi non solo è giusto, ma sacrosanto.
Ah , mandare le navi a proteggere quelle barche costa !” è veramente uno dei commenti più stupidi che abbia mai sentito in vita mia.

La spedizione della Flotilla ha messo in chiaro la totale illegalità giuridica in cui attualmente si muove Israele, chiudendo lo spazio marittimo di fronte a Gaza.
E’ come se l’Italia dichiarasse improvvisamente che Marsiglia è italiana, non più francese, e impedisse l’arrivo di qualsiasi nave nel porto di Marsiglia.
Gaza non è di Israele, non è mai stata di Israele, e il mare di fronte a Gaza non è israeliano: con quale ragione l’esercito israeliano ha fermato e imprigionato gli attivisti che volevano portare sostegno alla popolazione affamata ?

L’arresto di questi giovani è una operazione svoltasi nella totale illegalità e nel mancato rispetto di ogni legge internazionale.
Dimostrare questo era sostanzialmente l’obiettivo della Flotilla.
Obiettivo raggiunto, direi. Anche solo per questo, meriterebbero molto più rispetto di quello che la Meloni e i suoi sciocchi epigoni destrorsi, scatenatisi sulla tastiere e sui social, stanno dimostrando.

ENRICO BARONCELLI

2 commenti a ““Restiamo Umani” !”
  1. Carissimo Enrico,

    sinceri complimenti per il poderoso articolo.
    E’ bello prendere conoscenza delle opinioni altrui attraverso esposizioni di qualità anche perché così il confronto non deve
    misurarsi con frasi fatte o ad effetto senza riferimenti negoziabili.
    Ciò che ricordi degli anni 52 avanti Cristo purtroppo non è rimasto un’eccezione : nel corso dei secoli successivi si sono succeduti incessanti episodi fin troppo simili.
    “Simboli di atrocità” hanno insanguinato la storia dell’ umanità e anche oggi (vedi Gaza e Ucraina) ci affliggono.
    E’ più che naturale la spinta ad opporsi a tali orrori che ognuno di noi sente fortemente dia modo di esprimersi nei modi i più efficaci possibile.
    Flotilie,scioperi,cortei,manifesti,dichiarazioni, ognuno pone nel suo il modo migliore per contribuire alla cessazione di ogni malvagità quindi le sue intenzioni sono più che condivisibili.
    Rimane la tentazione di criticare il “modo” di contribuire dell’altro quando esso assume un’ identità politica più che quella pratica ed efficace.
    Capita che facendo ciò, da una parte si giudichi l’altra come composta da “sciocchi epigoni scatenatisi sulle tastiere e sui social” mentre vengono consentite violenze, danneggiamenti e imposizioni e insulti da utilizzare come “modo”.
    Questo è un “modo” che io non uso.
    Carissimo Enrico pur rischiando che la mia amicizia possa inquinare la purezza del tuo ambito politico, confermo complimenti e stima.

    Enzo Patuzzi

    1. Grazie Enzo, contraccambio la stima, a fare danneggiamenti però sono state le solite piccolissime minoranze che approfittano di ogni occasione per fare caos (fosse anche una partita Inter-Juventus) ma non c’entrano nulla col “sentimento” popolare che si è manifestato ieri ( e anche a Pasturo martedì scorso quando è arrivato da Gaza un medico di Medici senza Frontiere) cosa che a me fa molto piacere. Ciao Enrico

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