Gli ultimi ostaggi israeliani detenuti da Hamas sono tornati a casa dopo la tragedia del 7 ottobre 2023. E i potenti soddisfatti del summit di pace sono tornati a casa.
Solo il Vaticano mette in guardia discretamente: l’accordo di tregua tra palestinesi e israeliani rappresenta una scintilla di speranza per una pace duratura e giusta, ma deve comprendere il riconoscimento dello Stato di Palestina con pari condizioni di pace, dignità e sicurezza.
Tuttavia la ‘carta della tregua’ è pur sempre una scintilla di bene, ma come il fuoco primitivo attivato con sterpaglie e sfregamenti non è detto si accenda, quindi rimane per il momento una speranza, non una certezza.
Sicuramente aver cessato i bombardamenti nella Striscia e aver fatto entrare aiuti umanitari è positivo per la popolazione di Gaza, ma nessuno dei potenti presenti ha fatto cenno alle barbarie e alle responsabilità di Netanyahu, perche’? Nessuno dei firmatari ha fatto riferimento allo Stato di Palestina, e non è scritto nemmeno un cenno di riferimento nel testo della dichiarazione dei sottoscrittori, perché? Nessun politico ha citato i rapporti pubblicati dell’Idf che dimostrano un vuoto di comando durante il rapimento degli ostaggi, quasi fosse un pretesto per avviare la sanguinosa guerra gazawa, perché?
“Sono profondamente grato al Presidente Donald Trump per aver ottenuto il rinnovo dell’accordo di cessate il fuoco, e sollevato che questo giorno sia arrivato: per gli ultimi ostaggi vivi che hanno sopportato un inferno inimmaginabile si sono finalmente riuniti alle loro famiglie e ai loro cari, e per i civili di Gaza che hanno subito perdite incommensurabili e avranno l’opportunità di ricostruire le loro vite” Joe Biden, ex Presidente degli Stati Uniti.
105 ostaggi furono rilasciati col primo accordo di cessate il fuoco nel 2023 all’epoca di Biden, 5 rilasciati da Hamas al di fuori di qualsiasi accordo. Oggi, al tempo di Trump, con il secondo accordo sono stati liberati gli ultimi 20 ostaggi.
Lo Stato è un popolo che si stanzia su un territorio e si sottopone a una sovranità, si legge sul quaderno di un alunno di prima. Proprio da 3000 anni esiste la Palestina, ma nel 1948, dopo l’orrore dell’Olocausto, gli occidentali, dato che ne sono stati gli artefici, si sono sentiti in dovere di imporre, dall’oggi al domani sul suolo di Palestina, lo Stato di Israele, senza chiedere una trattativa o, come si suol dire tra persone civili, il permesso alla coabitazione. In qualunque parte del mondo si sarebbe gridato all’ingiustizia e alla prevaricazione, come è stato di fatto in terra di Palestina.
Alla Knesset, il Parlamento israeliano, il Presidente Trump saluta la “fine di un lungo e doloroso incubo” e promette “una nuova alba di pace e prosperità per il Medio Oriente”. Trump chiama l’ovazione per Netanyahu “mi ha chiesto un sacco di armi, armi che non avevo mai sentito nominare, gli ho dato le migliori e le ha usate bene”. E fa appello a Herzog, Presidente israeliano, perché conceda la grazia al Primo ministro Netanyauh minimizzando le gravi accuse di corruzione a suo carico: “è solo una storia si sigari e champagne, a chi importa”.
Marcia trionfale, lodi e complimenti dispensati a tutti i firmatari dei 20 punti del rinnovato accordo di pace, grande ovazione per il Presidente americano: gloriato in tutto il Medio Oriente.
Ma Israele non vuole lo Stato di Palestina, Hamas sarà una forza di polizia “almeno per un pò” sostiene Trump, cosa intende? Israele auspica la distruzione di Hamas che ritiene essere un gruppo terrorista al pari degli Hezbollah, Hamas esige la partecipazione alla ricostruzione e aspira all’amministrazione della Striscia ritenendosi forza di liberazione.
E già a novembre ci sarà un nuovo summit dei potenti firmatari per decidere il da farsi sulla contestata e martoriata Striscia, da chi sarà rappresentato il popolo palestinese? La storia si ripeterà?
…champagne
per brindare a un incontro…
…champagne
per un dolce segreto…
…io devo festeggiare
cameriere, champagne… (Peppino Di Capri, Champagne)
MARIA FRANCESCA MAGNI
