Se il sapore delvino dealcolato, nelle sue varietà frizzantino rosso bianco e rosato, ha lasciato un po’ interdetta la maggior parte dei soci Unitre che hanno partecipato all’interessantissima conferenza della professoressaChiara de Lorenzo,docente di Chimca presso l’Università Statale di Milano, davvero molto interessante è stata la sua relazione che ha introdotto “l’assaggio” , relazione che mettiamo in appendice all’articolo grazie alla sua cortesia.
E’ la seconda volta che all’Unitresi parla di argomenti davvero specialistici e all’avanguardia, almeno per quanto riguarda l’alimentazione, come quando a Giugno sempre con Chiara De Lorenzo e la ricercatrice Carlotta Girominisi è parlato di carne coltivata.
Che cos’è intanto il “vino dealcolato” ? ” E’ semplicemente un vino prodotto normalmente , a cui però è stata tolta ogni gradazione alcolica”.
Il vino normalmente ha una gradazione alcolica da 8,5 % gradi in su (mediamente sui 13-14 gradi).
Se è ormai appurato che un buon bicchiere di vino rosso fa bene generalmente alle arterie e alla pressione venosa, è chiaro però che un consumo maggiore può comportare dei problemi, non solo alla salute, ma anche al portafoglio, in caso di controllo stradale della Polizia col famigerato “palloncino” (multa e detrazione punti dalla patente).
“Il vino dealcolato serve per fare festa senza bisogno di assumere alcool: magari da madri in attesa di partorire, persone astemie, o che non possono bere alcolici per motivi religiosi”.
Il vino delacolato è stato introdotto inItaliain tempi recentissimi, solo in quest’anno 2025 : l’Esselunga vende alcune bottiglie di una ditta spagnola, la Natureo, in Italia viene prodotto in Trentino con il Valpolicella e per la prima volta ha partecipato con uno stand a Vinitaly di Verona.
InGermania,dove si produce da tempo anche la birra analcolica, sono più avanti di qualche anno.
“Le etichette devono essere belle e attrattive, con temi floreali, i prezzi al consumo sono sui 10 euro, più alti di alcuni vini economici, ma meno di alcuni vini di qualità” .
Hanno poche calorie e l’etichetta, a differenza di quella dei vini normali, presenta tutti i valori specifici (proteine carboidrati ecc): sono indicati per chi ha problemi renali, malattie epatiche o diabete
oAltre informazioni nelle slides qui sotto: l’assaggio, come detto , ha lasciato un po’ stupiti i partecipanti, che hanno compilato un questionario sul gradimento ( “ai miei giovani allievi è piaciuto, ma probabilmente loro non hanno elementi di riferimento come le persone di maggiore età”): la lezione si è conclusa con un simpatico momento di convivialità.
ENRICO BARONCELLI









