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Tre trattati politico-giuridici nella Rezia di fine Settecento. Il settecento un secolo di forte instabilità, ma anche di grande rinnovamento.

Il territorio retico, sempre centro di osservazione, per le controversie religiose, per l’instabilita’ dei confini, ma anche per le vie di comunicazione che attraverso i passi alpini permettevano lo scambio di merci tra nord e sud Europa.

Argomenti che vengono esaminati in queste pubblicazioni che andiamo a considerare.

Riflessioni proposte  dalla Valtellina alla prudente considerazione degli eccelsi e potenti comuni dell’Eccelsa Repubblica Retica, suo naturale benignissimo principe, sopra certa anonima scrittura tedesca, che porta in fronte il titolo, che in italiano suona: Dimostrazione fondata sopra il diritto canonico e civile, che nissuni beni stabili possono passare in mani morte senza la permissione del principe. – Senza indicazioni tipografiche, (dopo 1763).

(Unito): Il buon Grigione a’ suoi cari e fedeli confederali. – Senza indicazioni tipografiche, (dopo il 1763). 

(Unito): Risposta al libro stampato l’anno corrente 1764,  e sparso per i comuni delle Eccelse Tre Leghe, senza nome dell’Autore, il cui titolo suona in italiano: Dimostrazione quale prova in forza del Gius. Comune, Civile, Canonico e divino competere a ciascun Principe il diritto di proibire il passaggio di beni stabili senza una licenza nelle mani morte, ec. Facendone per il dominio dell’Eccelse Tre Leghe particolare applicazione. – Senza indicazioni tipografiche (dopo il 1763).

In 4°, 86 pp.., 1 c.b.., 22 pp., 1 c.b., 38 pp., 1 c.b.: legatura coeva in cartone rustico con dorso ricoperto in carta decorata.

Tre rarissimi trattati sulla situazione politico-giuridica della Lombardia settentrionale in uno scorcio cruciale del XVIII secolo, quando nel 1763 si rinnovo’ per la seconda volta il Capitolato di Milano tra Grigioni e Austria, con una clausola segreta per cui l’Austria tollerava la residenza dei riformati in Valtellina. In nessuno di essi e’ data indicazione dell’autore ne’ di riferimenti tipografici.

Dal 1336 Sondrio e la Valtellina erano sotto Il potere dei Visconti, con le lotte tra questi e i Grigioni, il piu’esteso cantone svizzero. Questi, con il trattato di Teglio nel 1512, ottennero il controllo della Valtellina, fino a che, a seguito di sommosse popolari e del passaggio dei lanzichenecchi nel 1636 fu ristabilita la situazione precedente. Una situazione geo-politica del tutto nuova si produsse invece al termine della guerra di successione spagnola quando il ducato di Milano passo’ sotto il dominio dell’Austria (1714).

Questa potenza, senza contiguita’ territoriale con la Lombardia per la tradizionale ostilita’ di Venezia, poteva comunicare col paese suddito solo attraverso le valli dell’Inn dell’Adda e del Mera, che erano del resto la via piu’breve e naturale. Cio’ spinse il governo di Vienna a rinnovare con quello Grigione il Capitolato del 1639 subentrando alla Spagna nella tutela della Valtellina e dei contadi (24 ottobre 1726). Si stabili’ cosi’ nella Rezia una importante influenza austriaca, che si fece piu’vasta e penetrante dopo il 1748 quando la cessione del novarese è della riva destra del lago Maggiore al Regno di Sardegna mise praticamente in mano ai Grigioni la chiave del commercio milanese con la Germania. A questo punto la Repubblica di Venezia tento’ di reagire all’accerchiamemto politico ed economico in cui si sentiva stretta dopo l’occupazione austriaca del milanese.

Per ridare vita ai commerci essa propose a Coira il ripristino della strada del passo di S.Marco, ormai ridotta in condizioni disastrose per l’incuria in cui giaceva da tanti anni, ma la vigile diplomazia di Vienna fece fallire le trattative rinnovando nel 1762 l’antico Capitolato di Milano con notevoli miglioramenti in favore dei Grigioni. Della strada di S.Marco non si parlo’ piu’; si intensificavano invece i traffici sul lago di Como verso la Valchiavenna e il passo dello Spluga grazie anche alla riduzione delle tariffe daziarie concessa dalle autorita’ austriache.

Fu in conseguenza di questo accordo che si fisso’ definitivamente il confine, rimasto fino allora sempre incerto, tra il dominio retico e il ducato di Milano nella zona del Lago di Mezzola e del pian di Spagna. La nuova linea concordata nel 1763 rimarra” poi, in quel tratto, il confine ufficiale tra le provincie di Como e Sondrio.

Allegate seguenti immagini fotografiche:

Frontespizi di due trattati.

JJ. Scheuchzero,  Itinera alpina, descriptio 

secunda, Tab. XII, Anno MDCCIII. 

I due viaggiatori allo Julierpass (2284 m s.l.m.) che mette in collegamento la Val Sursette e l’Engadina, con le sue

antiche colonne romane resti di un santuario romano, che testimoniano l’importanza storica del passo come via di attraversamento gia’ in epoca romana.

Giancarlo Valera

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