Costaroma, 15 lug. (askanews) - "Il lupo di Otranto, che nei giorni col suo carattere troppo socievole aveva strappato con un morso il vestito di una bambina e ferito non gravemente una turista mentre faceva jogging, è stato catturato dai tecnici del gruppo faunistico del parco nazionale della Majella con il supporto dei carabinieri forestali e in costante contatto con Ispra, ed è gia stato trasferito al centro tutela fauna di Monte Adone, vicino Bologna, che come ministero conosciamo bene e dove esiste un’area specifica dove potrà convivere con altri esemplari della sua specie, lontana dal pubblico”, così il ministro dell’ambiente Sergio Costa commenta la cattura dell’esemplare, avvenuta nella tarda serata di ieri. “Noi, come istituzione, dobbiamo sempre garantire la migliore convivenza possibile fra uomo e natura, fra cittadini e animali selvatici", sottolinea il ministro, aggiungendo: "In questo caso il comune di Otranto aveva anche emesso un’ordinanza che proibiva di avvicinarsi all’animale particolarmente socievole, ma molti turisti hanno continuato a cercarlo e a lasciargli cibo nella vicina pineta. Per questo è stato necessario intervenire, per evitare ulteriori rischi e assicurare il benessere di tutti”. “Dopo che Ispra avrà terminato tutte le analisi genetiche per capire se si tratta di un lupo o di un ibrido cane-lupo – conclude Costa - si dovrà poi valutare anche il comportamento registrato in cattività e, solo a valle di tutto questo, si potranno prendere decisioni sul destino dell’animale, il cui benessere non è comunque in discussione”.
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In Italia quasi il 90 per cento dei lupi muore per cause connesse all’attivita’ umana. Lo dimostra un’indagine coordinata da Ispra con le universita’ di Bologna e Sassari, il Wwf e l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, che ha analizzato oltre 200 carcasse di lupo raccolte tra il 2005 e il 2021.

Pubblicato nel 2021 sulla rivista Global Ecology and Conservation, lo studio ha rivelato che solo un esemplare su dieci e’ deceduto per cause naturali. Tutti gli altri sono stati vittime di collisioni stradali, armi da fuoco, percosse o avvelenamenti. “E’ un dato che fotografa la fragilita’ della convivenza fra uomo e lupo e la persistenza di un conflitto profondo”, ha spiegato il genetista di Ispra Romolo Caniglia, autore principale della ricerca.

Gli esperti hanno analizzato 212 carcasse raccolte in sedici anni. Attraverso indagini necroscopiche e genetiche, hanno verificato non solo le cause di morte ma anche il grado di purezza genetica della popolazione italiana. Il 75 per cento degli animali e’ risultato geneticamente “puro”, il 9 per cento ibrido recente fra lupo e cane e il 16 per cento portatore di tracce piu’ antiche di incrocio. In parallelo, le analisi hanno mostrato che le morti di origine naturale – malattie, vecchiaia o conflitti fra branchi – rappresentano una frazione minima del totale. La quasi totalita’ delle carcasse, ha precisato Caniglia, “testimonia l’impatto diretto o indiretto delle attivita’ umane: incidenti stradali, fucilate, percosse e perfino impiccagioni”. Tra le cause piu’ frequenti spiccano le collisioni con veicoli, responsabili del 49 per cento dei decessi. Seguono gli avvelenamenti e le uccisioni illegali, pari a circa un quarto del totale. 

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https://www.nelcuore.org/lupi-studio-in-italia-quasi-il-90-per-cento-muore-per-cause-legate-alluomo/

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