La storia della farmacia all’Unitre Valsassina
Il dott. Gerosa, farmacista in pensione della nota farmacia di Castello di Lecco, all’Unitre Valsassina il 12 novembre 2025 in Villa Migliavacca di Introbio ha illustrato l’intrigante storia delle farmacie.
L’ambiguità della parola greca pharmakon, che significa un pò veleno e un po’ medicina, è rappresentata nello stemma delle farmacie: la croce verde legata all’Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme nel XIV secolo indossata dai suoi membri Cavalieri mentre assistevano i malati e i pellegrini giunti da ogni dove per cercare rifugio nella città celeste…ma è da segnalare che il colore verde è sempre stato associato alla natura, quindi alla vita e alla salute, il verde richiama il potere curativo delle piante che sono state le primarie risorse dei primi ‘farmacisti’ per curare i mali dell’uomo. Attorno alla croce c’è un serpente attorcigliato, in alcune croci anche due serpenti, ciò rende bene l’idea della speranza di guarire che si mischia con l’impotenza curativa… Spesso le braccia della croce sono alate.
Lo stemma delle arti sanitarie si distingue in: bastone di Asclepio (dio greco della salute, latinizzato in Esculapio), che è un simbolo risalente alla Grecia antica e di solito viene associato alla medicina, e consiste in un serpente che gira attorno a una verga; e bastone caduceo, uno dei simboli più remoti dell’arte medica-speziale, ed è considerato il bastone della sapienza e dell’immortalità e viene attribuito al dio Ermes (Mercurio), generalmente questo simbolo indica la presenza di farmacie.
Medici e farmacisti spesso alternano le due versioni. Il simbolo utilizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è il bastone di Asclepio (o di Esculapio).
Il bastone caduceo veniva mostrato dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo di onestà, valenza morale, di conciliazione tra opposti con lo scopo di creare armonia tra elementi diversi: acqua, fuoco, terra, aria, per questo non si capiva dove terminava la formula dell’alchimista e iniziavano i miscugli del farmacista…è qui che iniziò il cammino della scienza farmacopeica.
5000 anni fa…in un antro bianco di calce lo speziale contemplava foglioline secche, un semino, achillea e rosmarino…ampolle, un focherello, e tanto miele in un angolino. Sul tavolone della magica officina l’ometto giudicato da tutti bislacco era intento a preparare pappette e sciroppi…
Le prime ‘farmacie’ si svilupparono così, attraverso la sperimentazione, osservando la natura e prendendo da essa ciò che l’acume umano riteneva adatto per curare le ferite, la tosse, i dolori. Così essenze, infusioni e decotti preparati con cura dagli speziali furono un rimedio efficacie contro i malanni e per mantenere in salute i popoli.
L’antico farmacista era considerato un po’ stregone e un po’ veggente…furono molti i tentativi del farmacista primitivo e altrettanti furono gli errori, a volte anche fatali, nel considerare benefica un’erba rivelatisi tossica…
Su una tavoletta scritta in caratteri cuneiformi rinvenuta dagli archeologi in Mesopotamia e risalente al 2.700 a.C. si leggono ricette per preparare decotti, lozioni e pomate del ‘farmacista’ Lulu. Secondo le Sacre Scritture Salomone scrisse un libro sull’arte di preparare le medicine: la prima dicotomia dall’empirismo verso la scienza fu tracciata dalla comparsa del termine ‘farmakia’ proprio nella Bibbia.
E il Codice di Hammurabi, nato dalla grande sapienza medio orientale, addirittura arrivò a regolamentare la professione del medico-farmacista: prevedeva sanzioni per cure sbagliate o errata diagnosi.
La storia della farmacia ricorda che la prima farmacia pubblica fu aperta a Baghdad con il califfato di Al-Mansur e la prima farmacia ospedaliera al Cairo nell’873 d.C.
Gli Egizi, che riuscirono a creare forse la più grande civiltà umana sulla terra, furono maestri nel dosare le polveri vegetali per fare infusi curativi.
Nell’antica Grecia si distinsero i Rhizotomoi, coloro che raccoglievano le radici e le erbe medicinali e i medici che preparavano i farmaci coi quali curavano i malati. Cosicchè pillole, inalazioni, clisteri…venivano somministrati dal medico-speziale dopo attenta osservazione del paziente, seguendo l’insegnamento di Ippocrate, ritenuto il padre della medicina. Ancora oggi i medici fanno il giuramento di Ippocrate per esercitare la professione che basa la scienza medica sull’osservazione.
Nell’antica Roma presero vita le Tabernae medicinae, le prime rudimentali farmacie, dove dietro al bancone stava il Pharmacotriba, il farmacista, che non veniva più considerato un medico, ma fabbricava e vendeva rimedi su commissione dei medici.
Ecco che nel II secolo d.C. un greco di nome Galeno arrivò a Roma. Rivoluzionò la figura del medico-farmacista, abbandonando il mistero delle pozioni ‘magiche’ trovate chissà dove e composte chissà come, imponendo il metodo scientifico che prevede un’analisi minuziosa del corpo e della mente di ciascun malato. Galeno si prodigò a divulgare le idee di Ippocrate e a distinguere scrupolosamente le figure del medico e del farmacista, ma ci vollero centinaia di anni per arrivare alla separazione delle funzioni, ma non delle carriere delle due figure mediche, perché entrambi i compiti rappresentano indiscutibilmente le facce della stessa medaglia: l’arte medica.
Galeno oggi è considerato il padre della farmacia vera e propria.
La ‘farmacia’ nel Medioevo si sviluppò soprattutto nelle abbazie, dove i monaci coltivavano le piante medicinali e ne sperimentavano le proprietà.
Ma fu con la Scuola Medica Salernitana impostata sul metodo ippocratico che si ampliò la conoscenza dei medicamenti e prese forma la scienza farmaceutica separata dalla scienza medica.
Federico II di Svevia, imperatore del Regno delle Due Sicilie, normò per la prima volta nella storia il settore delle ‘speziere’ limitando il numero delle farmacie accreditate e sottoponendo lo speziale al protomedico; vietava l’esercizio della professione a chi non era autorizzato da un apposito collegio; proibì ogni rapporto d’interessi tra medico e farmacista; regolamentò la conservazione dei farmaci…Nelle Costitutiones Regni Siciliae (conosciute anche come le Costituzioni di Melfi) si legge: “il medico non può esercitare la farmacia né far società con un preparatore…”.
La storia della farmacia non surclassa nulla, ma conserva il patrimonio delle preparazioni rudimentali del passato con semi di sambuco per confezionare lassativi, semi di pruno per preparare infusi, il timo per le creme, le ortiche per i balsami, la malva, spezie, fiori, bacche…e ogni altro prezioso dono della natura, essendo tecniche uniche e utili tramandate di secolo in secolo da uno speziale all’altro che ci indicano i componenti degli elementi utilizzati e le procedure da seguire, più che mai attuali, contro il male e il dolore. Di sicuro però non può mancare l’applicazione della conoscenza scientifica chimica odierna per prevenire e curare, da sole le erbe non sono sufficienti per sconfiggere i malesseri sempre più infimi e insidiosi.
Il dr. Gerosa sottolinea che solo con l’avvento dell’epidemia Covid lo Stato si accorse delle potenzialità delle farmacie, e da quel momento i servizi offerti dalle farmacie, un tempo prerogativa degli ospedali, regolamentati dal Ministero della Salute sono notevolmente aumentati e velocizzati con la prenotazione on-line: esami come l’hotler cardiaco, pressorio, l’elettrocardiogramma, il vaccino antinfluenzale, noleggio di apparecchi medicali e sanitari, misurazione della pressione arteriosa, misurazione della glicemia, misurazione del colesterolo e dei trigliceridi, misurazione dell’emoglobina glicata, tampone Covid-19, tampone streptococco…vendita di prodotti omeopatici, non manca il counseling, cioè il consiglio del farmaco.
In molte farmacie il magazzino è robotizzato: il robot preleva automaticamente i farmaci, monitora le giacenze e avvisa in caso di prodotti in scadenza o mancanti.
Che odore di bosco
ha
la farmacia!
Di ciascuna
radice salì l’essenza
a profumare
la pace
del farmacista,
si sminuzzano
sali
che producono
prodigiosi unguenti,
…
Nel fondo
della sua farmacia
vive
l’alchimista
antico,
…
Dalla terra,
dall’humus,
dai funghi,
germogliarono
i bastoni
della penicillina.
…
A mano a mano
che nel laboratorio
si combatte
la morte
avanza
la bandiera
della vita,
…
Farmacia, che sacro
odore di bosco
e di conoscenza
sale dalle tue
scaffalature,
…
Farmacia, chiesa
dei disperati
con un piccolo
dio
in ciascuna pillola:
…
che arrivi un giorno
gratis
di farmacia,
…
saranno più odorosi i solfati,
più azzurri l’azzurro del metilene
e più dolce la pace del chinino.
Pablo Neruda, Ode alla farmacia, 1956
MARIA FRANCESCA MAGNI

Una antica Farmacia di Venezia
