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“La cultura sostiene la natura?”. E’ racchiusa forse in questo interrogativo – rivolto al visitatore da un’installazione di Alba Folcio – la provocazione che lega in un discorso ininterrotto e ricco di suggestioni le opere esposte nella mostra ‘La natura ci osserva’, attualmente in corso presso la Torre Viscontea in Piazza XX Settembre a Lecco.

L’ allestimento è curato dall’Associazione Profumo di Bethania, che vanta ormai un’esperienza pluriennale nella promozione dell’arte come veicolo di inclusione sociale, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese. L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione di quattro artiste – oltre alla già nominata Alba Folcio, Diana Giudici, Dolores Previtali e Alessandra Sottocornola – che dialogano tra loro, nella convinzione che l’arte sia una formidabile occasione di scambio e inclusione, capace di promuovere una ‘cultura ecologica’ che incoraggi l’uomo a interagire con la natura in modo più rispettoso e consapevole.

E’ infatti la relazione tra ciascun essere vivente e gli altri, ognuno dei quali portatore di una propria unicità, il principale tema al centro dell’esperienza nella quale il visitatore è invitato ad immergersi, esplorando forme, colori, suggestioni che hanno trovato concretezza nei materiali più diversi, in buona parte di recupero, cui la sensibilità e generosità creativa delle autrici hanno regalato una seconda vita. La visione, intesa non solo come facoltà sensoriale, ma soprattutto come capacità di pensiero critico, è perciò il concetto richiamato da molte delle opere esposte, che si tratti del terzo occhio del mandala o dello specchio, oggetto per eccellenza deputato a simboleggiare la riflessione intesa come introspezione e conoscenza di sé. E nondimeno è una fruizione multisensoriale quella per la quale diverse delle realizzazioni presenti in mostra sono state pensate, offrendosi all’esperienza tattile del loro destinatario per permettergli di entrare in dialogo con i significati di cui sono portatrici.

L’itinerario espositivo si svolge lungo tre sale dedicate ad altrettanti temi: l’ambiente come sistema complesso di elementi diversi; l’uomo in quanto soggetto che all’interno dell’ambiente in cui vive utilizza la cultura e la comunicazione per entrare in relazione con la natura e con gli altri; l’unicità e irripetibilità di ogni essere vivente.

Oltre all’intenzione ecologica che la ispira, a rendere coerente l’indagine sulla natura e sulle relazioni al centro della mostra è la femminilità che accomuna gli sguardi delle artiste, rivelata dai frequenti richiami a simboli della maternità, della cura dell’altro e della disponibilità ad accogliere e proteggere la vita, che si esprime nell’accudire un nido come nel ricambiare l’umanità di uno sguardo spento dalla malattia. Attraverso sculture, installazioni, fotografie e libri d’artista (realizzati con la collaborazione di Alberto Casiraghy), il racconto al centro della mostra è infatti anche una storia di amicizia che lega quattro artiste disposte a condividere percorsi e competenze diversi e tra loro complementari, contribuendo con il proprio gesto ad una creazione collettiva e partecipata. La scomparsa prematura di Alba Folcio (avvenuta nel 2022) non ha interrotto questo dialogo ideale a quattro voci che, grazie alla sorellanza artistica con le altre tre colleghe e alla immutata attualità delle sue opere, continua a sollecitare il pubblico su temi centrali della contemporaneità, dalla relazione uomo-ambiente alle logiche che regolano produzione e consumo nel mondo attuale con le questioni etiche che ne derivano. Un percorso nato in un’ottica di realizzazione collettiva in cui trovano posto anche le opere di due artisti con disabilità, che attraverso l’espressione artistica dimostrano il valore straordinario dell’arte come strumento di relazione e inclusione sociale.

La risposta arrivata dal pubblico, lecchese e non solo, è molto soddisfacente per gli organizzatori: i visitatori sono interessati e coinvolti, anche grazie alla possibilità di interagire con le opere mettendo in gioco le proprie competenze emotive, e apprezzano il valore aggiunto rappresentato dalle visite guidate gratuite offerte dai volontari dell’Associazione promotrice. L’iniziativa sta inoltre riuscendo nell’intento di promuovere occasioni formative e cultura partecipata: diversi alunni degli Istituti ‘Francesco Viganò’ di Merate e ‘Giuseppe Parini’ di Lecco stanno prestando la propria opera di guide a disposizione dei visitatori nell’ambito dei loro percorsi di Formazione Scuola-Lavoro. Per chi volesse ancora approfittarne, la mostra rimane aperta fino a domenica 16 novembre (ingresso libero nei seguenti orari: giovedì dalle 10 alle 13; venerdì e sabato dalle 14 alle 18; domenica dalle 10 alle 18).

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