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L’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Sez. di Lecco il 15 novembre 2025 presso la sede della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera ha presentato il libro: “Minerali nelle prealpi Orobiche, giacimenti della Bergamasca e dintorni”, scritto da Renato e Diego Marsetti, un padre e un figlio che si sono rotolati nelle gole e nelle valli delle nostre montagne come i sassi, per incontrare i sassi che ci parlano col loro ostinato silenzio.

Vincenza Scaccabarozzi, Presidente dell’Ucid di Lecco e Segretaria regionale, ha invitato i giovani allo studio della geologia, perché la ricerca scientifica geofisica ci permette di conoscere il suolo su cui si appoggiano le acque e la consistenza della terra che sorregge le montagne…e le nostre case.

Intensa la presentazione del relatore il dr. Diego Marsetti, Geologo e Commissario Mase Via/Vas che ha ricordato il supporto prezioso di Federico Pezzotta e l’impaginazione, corredata da splendide fotografie, di Roberto Appiani che è riuscito a svelare l’anima dei minerali con montata canon 7D e obiettivi macro canono mp-e-65mm immortalando presa del cristallo e profondità di campo.

“ quello che trovo affascinante di un minerale, è la sua storia, anche perché noi umani, che ci crediamo padroni del mondo, non rappresentiamo che l’ultimo, insignificante minuto nel grande orologio geologico, al cui giro completo quel minerale, a differenza di noi, ha probabilmente assistito…” Renato Marsetti, fondatore di Ecogeo, scomparso durante la stesura del libro.

L’opera è divisa in 3 sezioni: nella prima fornisce un inquadramento geografico dettagliato, a seguire una trattazione geologica con schemi, disegni e cartografie, e da ultimo la descrizione dei minerali, quei sassi quasi sempre un po’ rampognati venati di luce…, scovati sui monti bergamaschi, lariani, valsassinesi, valtellinesi e bresciani.

Luigi Possenti ha messo a disposizione la sua collezione di minerali per la riuscita della pubblicazione.

Il dott. Diego Marsetti, membro della Commissione Ambiente presso il Ministero di competenza, ha affermato che la Commissione sta valutando la possibilità di estrarre dalle Terre Rare delle Prealpi Orobiche che coinvolgono Brescia, Bergamo, la Valtellina e i territori della Comunità Montana di Lecco, in pratica le nostre montagne, minerali utili alla fabbricazione di telefonini e alte tecnologie, nonostante i rilievi abbiano dimostrato che i minerali presenti nelle Terre Rare in queste aree siano di modestissima quantità.

Il dott. Marsetti ha aggiunto: “anche se poche, queste risorse possono contribuire ad essere meno dipendenti dalla Cina”. In ogni caso c’è da augurarsi che tutte le Istituzioni locali, i Sindaci, gli Amministratori, gli studiosi, gli esperti del settore, la gente del posto, vaglino attentamente questo orientamento governativo, perché bucare le montagne e renderle dei colabrodi in nome del progresso è facile, basta investire denaro, difficile è mantenere la bellezza dei monti col denaro…

I sassi, metafore di resilienza, fatti di materia apparentemente impassibile liscia come la buccia di una pesca, o bozzoluti perché scivolati in mezzo a una frana ci insegnano a tacere, ad essere umili davanti a un Tutto tanto grande per riconoscere le orme delle ere ghiacciate e infuocate che si sono alternate su questo nostro meraviglioso pianeta azzurro.

…Guarda piccino cosa so fare…dice la nonna al suo nipotino. La vecchietta prende un sassolino piatto in riva al lago e con un lancio a pelo d’acqua gli fa fare 3 salti…Decine di cerchi color d’argento si espandono dove il sasso è calato a picco…Che bello! Esulta il piccolino, fallo ancora nonna!…

e poi: facciamo collane di sassi, realizziamo un collage, costruiamo una cuccia, impariamo a capire il linguaggio dei sassi.

Da dove vieni sasso? Domandano la donna e il bambino. Il sasso è muto, si sa, ma l’intorno risponde per lui.

I sassi tutti d’un pezzo e i sassi di minerali impreziositi da dentelli e pizzetti, ci raccontano la storia del Pianeta essendo effimere composizioni di elementi terrestri depositarie del tempo che passa, prima di sbriciolarsi tra altri sassi…

…il sommo poeta, nell’agosto del 1916 si trovava ai piedi del monte San Michele, dove gli eserciti italiani erano schierati per conquistare Gorizia. La montagna rappresentava il confine sia per gli italiani che per gli austriaci. Non c’era neanche un filo d’erba, solo sassi inermi e gelati ammucchiati tra i soldati con gli occhi di vetro lacrimosi di morte.

Giuseppe Ungaretti era uno di loro. Scrisse: “Sono una creatura”:

Come questa pietra

del monte San Michele

così fredda

così dura

così prosciugata

così refrattaria

così totalmente

disanimata

Come questa pietra

è il mio pianto

che non si vede

La morte

si sconta

vivendo…

La pietra del Carso del 1916 descrive bene la desolazione di quella guerra e l’inazione ubbidiente di chi per forza ha dovuto subirla.

I minerali sono composizioni inorganiche naturali eccetto il copale, l’ambra, l’urea e la dinite, hanno generalmente una struttura solida, la maggior parte di essi ha una struttura atomica ordinata che forma un reticolo cristallino che si ripete. I minerali si formano attraverso processi geologici fisici e chimici, e sono lucenti, duri, possono essere verdi come lo smeraldo o gialli come lo zolfo, si sfaldano nonostante costituiscano la crosta terrestre e altri corpi celesti. Due sono i sistemi che classificano i minerali: classificazione Dana e classificazione Strunz.

E’ interessante per tutti sapere che il silicio e l’ossigeno costituiscono il 75% della terra che calpestiamo, e i minerali silicati compongono il 90% della crosta terrestre. Un minerale può essere costituito da 1 solo elemento chimico come l’oro, oppure da 2 elementi legati insieme come il quarzo.

…il libro “Minerali nelle prealpi Orobiche” presenta affascinanti descrizioni, minuziosi studi di mineralogia che possono essere letti con un po’ di attenzione da tutti gli appassionati. E quando si arriva in fondo a una pagina si sente il desiderio di correre su, di nuovo a rileggere quella parola curiosa virgolettata…

I principali minerali che si trovano nei canaloni e sulle creste delle nostre Grigne sono il carbonato di calcio, più comunemente conosciuto come roccia calcarea, che dà vita alle grotte, alle stallattiti e alle stallagmiti, come la grotta di Moncodeno che preserva sculture di calcare a forma di Madonna in ginocchio: una bellezza naturale di una rarità straordinaria. Poi il ferro, il rame, la barite di cui si riscontra un grande giacimento a Cortabbio, Leonardo da Vinci menzionò anche la presenza di vene d’argento.

Le miniere di ferro e rame hanno lasciato tracce importanti sul territorio della Comunità Montana, e tutti quei cunicoli angusti, umidi e malsani per l’uomo che stava ore e ore col corpo spianato in una fessura a martellare sassi al lumicino di una piccola lanterna a olio, vengono definiti dagli esperti ‘Foresta Val Grigna’.

MARIA FRANCESCA MAGNI

A sx Diego Marsetti, in centro Possenti, a dx Appiani

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