Confesso che dal titolo sul giornale non avevo capito di cosa si stesse parlando.
Poi ho letto l’articolo e le cose sono apparse nella loro chiarezza.
In una catena di supermercati si presentano degli “ispettori” che ordiscono una trappola verso i loro stessi dipendenti, in questo caso un cassiere.
Infilano nel carrello un cartone di birre, ma dentro il cartone mettono anche alcuni prodotti di piccole dimensioni (in questo caso dei trucchi).
Poi si recano alla cassa e se nel passaggio delle merci il cassiere non si accorge di quegli inserimenti truffaldini, scatta la sanzione che nel caso specifico si è concretizzata nel licenziamento in tronco di un dipendente con 13 anni di anzianità e in passato più volte premiato (per la bellezza di sette volte) come miglior cassiere a livello nazionale col corredo di buoni regalo da parte dell’azienda.
Ora si sono attivati i sindacati di categoria e immagino vi saranno dei ricorsi che mi auguro condurranno al ritiro del provvedimento.
Rimane lo stupore, direi lo sconcerto, per qualcosa di irrazionale.
Cioè, un’azienda assume e fidelizza un proprio dipendente che ha la sola colpa di esercitare con rigore il suo lavoro.
Ma quella stessa azienda spedisce un ispettore a concepire un tranello per verificare la reale professionalità del dipendente.
Detto Fatto, la svista (non ho mai fatto il cassiere, ma immagino umanamente comprensibile) di un prodotto del costo di qualche euro, tronca il lavoro e lo stipendio di un capofamiglia.
Esistono imprese e imprenditori di talento.
Oggi ho capito che esistono anche imprese e imprenditori, semplicemente stupidi.
Buona giornata e un abbraccio
