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…Se stai buono ti do il momo…oh povero piccolo hai la bibi, ecco il momo…portiamo il momo al nonno che lacrima senza saperlo…

La linguistica parla del momo riferendosi al biasimo impersonato dal dio della disapprovazione e della condanna della mitologia greca, o alla creatura leggendaria dal grande piede, o per indicare la pesca…addirittura abbinandolo a un’impresa che costruisce accessori per le auto…e a tante altre cose.

Ma il momo, nella sua accezione più antica e popolare, non è niente di tutto questo, lo sanno bene coloro che da tempo immemore usano una lingua nata dalla fusione di linguaggi mischiati, come il dialetto lombardo.

Il momo è semplicemente un mentino di zucchero, una caramella…rappresenta un gesto gentile, un granello di conforto.

Oggi il momo, una volta sempre presente nella borsetta delle donne e nel taschino dell’orologio degli uomini, è scomparso.

La noncuranza per gli altri, il disinteresse per il destino del proprio Paese, il ciò che conta è il niente fuori da me stesso, sono tutte logiche che portano a disinteressarsi anche dei propri figli. Figuriamoci poi perdere tempo per andare a votare: per chi ?per cosa?, per riflettere sui problemi ambientali, la povertà dilagante, i mercati liberi soppiantati dalla prepotenza economica, Stati che impediscono ad altri Stati di esistere, guerre che con l’intelligenza e la lungimiranza dei leader potevano essere stoppate all’istante e invece sono state continuamente fomentate…mandando a morte milioni di giovani vite umane piene di futuro e di speranza, ingannando la povera gente.

E la libertà costituzionalmente garantita sulla nota: la mia libertà finisce dove inizia la tua, dove si è nascosta? Sta giocando al gatto e al topo.

Il gossip politico di questi giorni è la fantomatica ‘chiacchierata tra amici’ di Francesco Garofani, il Segretario del Comitato Supremo di Difesa presso il Quirinale, davanti a un bicchiere di vino, sulle ipotetiche alternative future all’attuale maggioranza di Governo, ‘chiacchiere’ davvero infauste e fuori posto…ma è altrettanto fuori posto la linea del Governo che in fretta e furia vuole mettere a tacere il fatto. Perchè?

Probabilmente perché mettersi contro alla suprema Istituzione dello Stato in questo momento non conviene: già sono stati spaccati i denti alla Magistratura con la riforma della giustizia Nordio, e, in vista del referendum costituzionale non conviene proprio.

Interessi, veleni, esternazioni villane, suicidi che sollevano dubbi omicidi come ai tempi dei re dei re…

“Stai zitta porcellina!” l’epiteto con cui il Presidente americano ha apostrofato una giornalista, peraltro del suo partito, perché gli ha rivolto una domanda scomoda sul suo rapporto con Jeffrey Epstein, il pedofilo e istigatore alla prostituzione di ragazze minorenni suicida in carcere.

E da ultimo è stato infelice vedere in TV la squadra dei tennisti italiani vincitori che, ridendo, hanno masticato un: “ce l’abbiamo fatta anche senza…” senza fare nomi, ma l’intendimento era chiaro.

Anche lo spirito sportivo se ne è andato con l’ultimo momo…

MARIA FRANCESCA MAGNI

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