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Con questo semplice slogan, che è anche l’url del sito omonimo, curato da Stefano Longoni, si è presentato oggi a Lecco presso l’Officina Badoni il nuovo Coordinamento “Difendiamo la Montagna” : “Non siamo ancora una associazione nè un comitato, perchè siamo ancora del tutto aperti a ingressi e contributi esterni”, ha detto Luca Rota, uno dei principali promotori .

Oltre a Rota, blogger e noto ricercatore sui temi del paesaggio montano, affiancato da Emilio Aldeghi (presidente del CAI regionale, ma attivo all’interno del Coordinamento a titolo personale), Arianna Cecchini (accompagnatore di media montagna) Paolo Galli (consigliere comunale di maggioranza nel gruppo AmbientalMente) e Giovanni Ponziani, a cui si aggiungono nel gruppo fondatore Ruggero Meles e Silvia Tenderini, noti pubblicisti su temi ambientali e di montagna.

Nella sua presentazione Rota ha illustrato il “vaste programme” del nuovo coordinamento, che vuole intervenire nella difesa del territorio montano (facendo anche degli esempi molto specifici, la maggior parte dei quali riguarda proprio la Valsassina, dai Resinelli a Tremenico) da parte di chi, pur essendo lecchese, si sente legato ai temi della montagna.

L’idea è nata un paio di anni fa nel salotto di Aldeghi, dove i promotori si sono trovati spesso per dialogare e scambiarsi le opinioni, arrivando oggi a manifestarsi pubblicamente.
Non c’è dubbio che i “cambiamenti climatici” e il “turismo montano”, spesso”over tourism“, come dimostra il caso dei Resinelli, hanno posto dei problemi diversi e pesanti.

“Il nostro progetto è nato anche per questo: siamo consapevoli di essere in una fase caratterizzata da crisi climatiche, da nuovi modi di fruizione della montagna, con il turismo che sta cambiando soprattutto nelle zone più vicine alla città: forse su questi temi manca un po’ di consapevolezza, e di conseguenza non c’è una vera interlocuzione con le Istituzioni, che noi vorremmo creare facendo “da tramite” con la comunità civile” .

Indispensabile quindi l’interlocuzione con gli amministratori locali, che a volte lanciano progetti che a loro parere possono migliorare l’economia e la società civile delle loro comunità, ma diverse volte probabilmente non si rendono conto delle pesanti ricadute ambientali che questi possono avere.

A questo proposito i promotori hanno stilato un “Manifesto”, presente sul sito https://difendiamolamontagna.it
Tra i vari punti:

“Il Coordinamento auspica, promuove e sostiene il più costruttivo confronto, non
antagonistico ma di principio cooperativo, con tutte le istituzioni pubbliche
preposte al governo delle montagne lecchesi da attuarsi attraverso un tavolo di
confronto permanente fra le parti..

“Le montagne lecchesi offrono grandi e variegate potenzialità ricreative a fronte
di peculiarità geomorfologiche e ambientali speciali, da considerare
attentamente: in tal senso il Coordinamento promuove una frequentazione
turistica responsabile che deve sempre manifestarsi consona ai luoghi

“Di contro, il Coordinamento si riserva la possibilità di analizzare attentamente,
valutare, discutere e, se necessario, contrastare progetti, opere e iniziative che
appaiano manifestamente troppo impattanti rispetto al contesto di riferimento,”

In un’ottica quindi di collaborazione con altri gruppi e personalità (hanno aderito finora Legambiente, il CROPS, alcune sezioni CAI stanno aderendo, e altre associazioni) il coordinamento punterà l’attenzione su alcune opere, come ad esempio :

1) Una nuova seggiovia all’Alpe Paglio di Casargo (impianto Winner Summer) e altre opere in loco
2) ARTAVAGGIO: ipotetici piani di sviluppo (commenti abbastanza negativi sulla “passerella”)
3) CICLOVIE della cosiddetta Transorobica
4) PONTE SOSPESO (tibetano) di TREMENICO , con le problematiche annesse, mancanza di spazi, di parcheggi ecc.
5) ANTENNA SUL GRIGNONE (argomento sollevato da un attento lettore di valsassinaoggi)
6) Nuova strada per VALLE BOAZZO/ ERNA
e altro ancora.

Insomma gli argomenti non mancano, per delle riflessioni serie e ben considerate, che sviluppino sì il benessere delle popolazioni montane e i loro rapporto con i paesi orginari (no allo “spopolamento”) ma che siano rispettosi dell’ambiente e della storia della montagna.

Naturalmente non possiamo che augurare una ottima fortuna a una iniziativa di questo genere, ben contenti se anche il nostro giornale potrà collaborare al suo sviluppo e all’adeguata informazione sulle sue attività .

Enrico Baroncelli

da sinistra a destra: Emilio Aldeghi, Luca Rota, Arianna Cecchini, Paolo Galli e Giovanni Ponziani

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