L’Illuminismo sistema di progresso per l’umanita’. Uno dei.problemi piu’ sentiti per i contadini di pianura e di montagna nei secoli passati era quello attinente all’educazione dei figli.
A volte l’isolamento è le ristrettezze economiche, non consentivano di dare ai figli dei contadini le stesse possibilita’ di conoscenze dei loro coetanei che vivevano nelle citta’.
Un libro scritto dopo la meta’ del settecento da due illuministi, cerca di dare utili consigli a questo problema allora molto sentito, ma poco considerato.
(Cristiani Gian Andrea – Pilati Carlo Antonio). Avvisi alla gente di campagna per bene educare la gioventu’ rispetto all’agricoltura. – Coira a spese della Societa’ Tipografica, 1768.
In-8°, XLVIII, 288 pagine, 1 carta di errata. Legatura coeva in cartoncino.
Opera concepita dal Cristiani (Rallo 1707-1793), Canonico di Salisburgo e portata alle stampe con la collaborazione di Carlo Antonio Pilati suo nipote e noto illuminista trentino.
G.A. Cristiani fu amico del Tartarotti e costituì una grande e importante biblioteca nel suo palazzo di Rallo che divenne un punto di incontro per gli intellettuali piu’ aperti alle riforme e alle trasformazioni della societa’ europea. In quest’opera destinata ai contadini, possiamo trovare una serie di consigli e di norme per allevare i bambini sia dal punto di vista medico che da quello igienico e morale, con l’intendimemto di superare le arretratezza delle campagne che portavano mortalita’ infantile e scarsa educazione.
Carlo Antonio Pilati (Tassullo 1733-1802) collaboro’ alla.stesura che infatti rispecchia lo spirito che sempre animo’ il grande riformatore trentino e che compiutamente emerge nella sua opera piu’ importante “Di una riforma d’Italia” del 1769.
La ‘Typographische Gesellschaft” o Societa’ Tipografica fu fondata nel 1768
da nobili grigioni e continuo’ l’attivita’ fino all’anno 1772 pubblicando in lingua italiana, tedesca, latina e francese.
L’obiettivo della Societa’ Tipografica quello di acquistare letteratura illuministica e di promuovere la stampa di manoscritti retici indigeni.
Carlo Antonio Pilati esule in qugli anni a Coira, divenne un collaboratore, consigliere e sostenitore della “Tipografica”, e fondo il Giornale Letterario, rivista che voleva essere un veicolo di ‘cultura europea”
Duro’ pochi mesi, dall’aprile al settembre 1768, in due puntate bisettimanale, ossia un tomo al mese, in totale si ebbero sei tomi in ottavo, rilegati poi in due volumi, il tutto scritto esclusivamente dal Pilati.
Lo scopo della pubblicazione era “Dare contezza a nostri [italiani] delle opere forestiere”.
Il Pilati pubblico’ poi una sua opera per la Societa’ Tipografica, uscita con falso luogo di stampa:
Riflessioni di un italiano sopra la Chiesa in generale, sopra il clero si regolare, sopra i vescovi, e i Pontefici romani, e sopra i diritti ecclesiastici de Principi.
In Borgo Francone, MDCCLXVIII
In-8°; 14 pp., 1 c., 564 pp. (i.d. 574), 1 c. (errata). Bella legatura coeva in tutta pelle marmorizzata con titoli e fregi in oro al dorso.
Opera fondamentale per il secolo dei Lumi in Italia.
Apre il libro un piccoli romanzo filosofico “Relazione del Regno di Cumba” in cui sono allusivamenre adombrate le idee dell’autore sull’ eccessivo potere del clero.
Ai nostri giorni i cambiamenti sociali, ci spostano in altre aree del mondo a difesa e sostegno di comunita’ che vogliono difendere le terre dove hanno sempre vissuto i loro avi, coltivatori e allevatori.
Wassam Salak Aldeek dell’Associazione Palestinese Bedouins without Borders racconta: “Israele ha sempre raccontato il deserto come un luogo vuoto, disabitato, non era cosi’. In Naqak vivevano 140mila persone, ne furono cacciate 100mila. Oggi i beduini palestinesi rimasti sono 1,5 milioni tra Naqak, Cisgiordania e Gaza. Altri 1,5 milione in diaspora. Non si tratta di piccole comunita’.isolate, marginali, ma di una parte fondamentale di questa societa’, la sua componente pastorale. Ci narrano come dei nomadi, non lo siamo, i beduini sono stanziali, si spostano all’interno delle proprie terre a seconda delle stagioni, ma non le lasciano mai. Lo stesso stile di vita dei Tuareg in Marocco, alle montagne houthi in Yemen”.
La storia dei popoli deve continuare, deve diventare sempre piu’ la storia dell’autodeterminazione dei popoli, contro ogni rigurgito neo-colonialista.
Allegate seguenti immagine fotografiche:
Frontespizio del libro -Avvisi alla gente di campagna..1768.
Ritratto di Carlo Antonio Pilati in antiporta del libro scritto dal cugino sacerdote Arcangelo Pilati, Cenni su la vita e su le opere di Carlo Antonio Pilati stesi per la prima volta con l’aiuto di documenti da un trentino, Rovereto -V.Sottochiesa tipografo editore-, 1874.
Artwork by Valeria Fogato.
Giancarlo Valera


