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“Ve rengrazio de cose brava gente,

pè ‘sti presepi che me preparate

ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,

si de st’amore non capite gnente.

Pè st’amore so nato e ce so’ morto,

da secoli lo spargo dalla croce,

ma la parola mia pare ‘na voce

sperduta nel deserto, senza ascolto.

La gente fa er presepe e num me sente;

cerca sempre de fallo più sfarzoso,

però cià er core freddo e indifferente

e nun capisce che senza l’amore

è cianfrusaja che nun cià valore.”

Er Presepio: poesia romanesca di Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri nato nel 1871 e morto il 21 dicembre 1950.

…il cielo è così immenso e lontano fuori dalle chiese, dentro, invece, si vede a manciate nei chiari-scuri pieni di storia umana e divina…e si respira lungo, anche se il cuore è in affanno.

Cade l’occhio, nel mentre, sul silenzio seduto sulle panche che fa posto a chiunque cerchi pace…anche per me? sì…e vedo il presepio.

Nella chiesa di Maggio dedicata a Maria Bambina quest’anno il presepio è un batuffolo di bambagia che ricopre il villaggio e la capanna, spuntano i crapini dei pastori e sullo sfondo la cometa. Che bello! Così semplice, illuminato dall’armonia delle fiammelle delle candele che vanno su e giù soffiate dal mantice di un organo invisibile. Appena sopra, la neonata Maria Bambina in fasce bianche e d’oro vigila coi suoi occhi: due piccole palline di corallo lucido che ti accompagnano quando entri in chiesa fino a quando esci. Sono così neri quegli occhi, interrogativi, nella pochezza del loro spazio pare raccolgano tutte le paure del mondo…

La chiesa di Santa Maria nascente di Maggio fu costruita nella seconda metà del 1600, tra il 1680 e il 1684 circa, a navata unica, per volontà degli abitanti, desiderosi di avere un santuario dedicato alla Madonna per pregare e per riporvi le sofferenze incomprensibili delle giornate faticose e delle notti tormentate. La chiesa diventa parrocchiale nel 1855, oggi è parte della Comunità Pastorale Maria Regina dei Monti.

Sulla facciata esterna, sopra al portone, c’è la lunetta a mosaico di Maria Bambina e due nicchie ai lati con le statue di Sant’Antonio Abate col bastone e la campanella e San Giuseppe con Gesù Bambino in braccio.

Il catino absidale dell’altare maggiore, in un’aurea rosa, la Madonna schiaccia il serpente alato sul globo azzurro circondato dalle nuvole. Gli affreschi sono di Romeo Rivetta e Arturo Galli, le tele di Giancarlo Vitali, le sculture di Enrico Manfrini.

All’interno si trova la cappellina della Madonna consacrata il 2 settembre 1989 dall’Arcivescovo di Milano Card. Carlo Maria Martini. Memoria dell’Anno Mariano celebrato col Papa Giovanni Paolo II, segno per il terzo millennio cristiano.

MARIA FRANCESCA MAGNI

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