‘Il sogno europeo’: è l’idea lungimirante enunciata nel lontano 2004 dall’economista americano Jeremy Rifkin, quasi a rafforzare gli illuminati intenti dei Padri Europei che, nell’immediato dopo la seconda guerra mondiale, vollero dire basta alle guerre e alle violenze di qualsiasi tipo che soffocavano allora, e nel presente sopprimono, gli Stati non allineati nelle logiche degli ‘assi’.
Gli Stati europei, liberi finalmente dal dominio fascista e nazista, firmarono così numerosi trattati per progredire insieme in nome della civiltà, prosperità, democrazia e dignità per tutti i popoli. Anche per coloro che negli anni hanno seguitato di nascosto a siglare ‘assi d’acciaio o di ferro’ che ancora infiammano continuamente l’odio sociale con mire di prevaricazione, destabilizzazione, e distruzione dell’Europa. Gli obiettivi degli uomini ombra sono accordi che dispongono barricate ideologiche dell’uomo contro l’uomo, accrescono l’ingiustizia e la povertà con la legge, e sono colorati con le polveri dell’arte del nazi-fascismo: il male oscuro che annientò la libertà sia a destra che a sinistra. Oggi questo fenomeno è mascherato dalla vana gloria che occulta l’inumanità: cosicchè l’uomo onnipotente e senza vincoli diventa predatore di altri uomini.
Rifkin analizza il declino del ‘sogno americano’ che punta al benessere materiale arraffato in qualsiasi modo con la logica: di più, sempre di più… per poi vivere spavaldamente sopra la legge senza un briciolo di considerazione per l’altro che gli ha permesso di arrivare fino a lì. Ma i baciati dalla fortuna spesso si dimenticano da dove sono partiti e chi sono: bruscoli, come tutti gli uomini, dell’entità umana. Nulla di più, ma che hanno l’ardire di far soffrire gli altri.
“Il mondo va aggiustato” ha pronunciato l’Arcivescovo di Milano Delpini nell’omelia per i Vespri di Sant’Ambrogio nel duomo di Milano.
In estrema sintesi: la sanità privata fa della salute un affare solo per pochi; i giovani apatici nella crisi demografica sono vittime degli adulti, e cercano difesa nello sballo, un anestetico per l’angoscia; le case sono usate esclusivamente per fare soldi invece che per ospitare persone; la Costituzione della Repubblica Italiana è tradita per le pessime condizioni dei carcerati e per la formazione e il trattamento del personale di Polizia penitenziaria…persone così maltrattate in carcere saranno persone più pericolose fuori dal carcere; la finanza arricchisce i ricchi e deruba i poveri, rendendo la città appetibile per chi ha molto denaro da riciclare; questo denaro sporco, con il suo fetore di morte, invade la città…
Ma la casa non cadrà grazie all’impegno, alla responsabilità di donne e di uomini di fede e di ogni appartenenza, abitati dalla gioia di essere vivi, di essere insieme, di essere in cammino verso un futuro desiderabile, ha concluso il Prelato di Milano.
Delpini come Sant’Ambrogio che prese posizione e tuonò contro il potere senza limiti, sempre più aggressivo e corrotto…ricorda lo storico Cesare Pasini…ma la ‘casa’ sopravvisse al crollo dell’arroganza della forza, l’onestà e il lavoro minuzioso di cucitura dei buchi dell’anima dei suoi pazienti abitanti alla fine vinsero.
…eppure l’omelia dell’Arcivescovo anziché essere interpretata come una sveglia dello spirito cristiano, è stata aspramente criticata: “…i soldi fanno bene anche all’anima…se non la pensi in questo modo sei un comunista” qualcuno ha commentato… Ma non era questo il punto delle parole di Delpini: certo che i soldi servono per vivere; certo che è importante la libera iniziativa economica, tanto però quanto il rispetto dei suoi adepti, del mercato e di chi consuma.
Il ‘sogno europeo’ è emerso dalle ceneri di due guerre mondiali come pilastro di libertà , pace, democrazia, integrazione sociale, sviluppo sostenibile contrapposto al ‘sogno americano’ contemporaneo.
Jeremy Rifkin analizza l’ascesa della visione europea fondata sulla responsabilità personale e collettiva degli Stati membri, vista come alternativa alla visione americana dell’oggi.
Lo studioso americano pone l’Europa come esempio per ripensare il futuro, nonostante le difficoltà, come il divenire a scelte comuni per il bene di tutti pur con visioni diverse.
L’Europa, secondo Rifkin, è un ‘laboratorio per un nuovo modello di sviluppo che privilegia la qualità della vita, la sostenibilità, la coesione sociale’. E prosegue: sono le radici storiche, culturali, scientifiche che hanno portato a questa ‘diversa visione del mondo’ tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti.
Per il magnate statunitense il ‘sogno europeo’ rimane l’unica potenziale alternativa vincente per progettare un futuro di pace e progresso.
Jeremy Rifkin è nato a Denver nel 1945, laureato in economia. Nel 1969 fonda la Citizens Commission per rendere noti i crimini di guerra commessi dagli USA durante la sanguinosa guerra del Vietnam. Sempre in prima linea per l’adozione di politiche responsabili in tutti gli ambiti dei sistemi comunitari, sia economici che sociali, in Europa attraverso il centro studi ‘Cetri-Tires’. Nel 2012 gli è stato conferito il Premio America della Fondazione Italia-USA.
Le Nazioni europee più moderate, quelle che sono riuscite a tenere a freno gli estremismi, stanno lottando con tutto il buon senso a disposizione per mantenere ‘il sogno europeo’ nelle istituzioni europee, tuttavia pressioni forti di politiche interne collegate a centri di potere esterni provenienti da ogni punto cardinale hanno già schierato sniper col colpo in canna.
MARIA FRANCESCA MAGNI
