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Non c’è molto da stupirsi per il cambio di rotta imposto dal Presidente USA Donald Trump (al netto degli insulti abbastanza assurdi lanciati all’Unione Europea) e cioè la sua volontà di abbandonare ogni velleità “egemonica” fuori dal continente americano (una volta ne saremmo stati felici !).
Esportare la Democrazia” costa, in termini di miliardi di dollari ogni anno per gli armamenti e in termini di sacrifici umani per i soldati persi in combattimenti.

Trump è un uomo pragmatico che misura tutto in termini economici, non politici. Pazienza se politicamente la sua scelta aprirà la porta alla “volontà egemonica” della Russia o della Cina (e non solo in Europa).
L’America retrocede, fa marcia indietro, torna a essere quella che era prima del 1941, quando lo slogan era “l’America agli Americani“.
E cioè deve guardare in sè stessa, punto. Da sempre gli Stati Uniti hanno due correnti politiche principali, trasversali al Partito Repubblicano e a quello Democratico: e cioè chi pensa che gli Stati Uniti devono guardare solo al loro interno, abbandonando ogni velleità di interventismo negli altri continenti, e invece chi pensa che gli USA devono “esportare la Democrazia”, e quindi intervenire in tutto il mondo (dal Vietnam all’Iraq all’Afghanistan, e naturalmente in Europa).

Con Trump ha il sopravvento la prima opzione. Chi l’ha presa con più filosofia sembra la Presidente Meloni, che ancora si aggrappa a una ipotetica “Alleanza occidentale“. Gli altri leaders europei invece hanno capito molto bene dove va a parare la situazione. La cosa più emblematica è che l’Inghilterra, che con la Brexit era uscita quasi dieci anni fa dall’Europa, oggi è protagonista del nuovo corso insieme a Tedeschi e Francesi, in una agitazione che speriamo porti a qualcosa di concludente (un esercito comune europeo ?).
Perchè parlo del 1941 ? Sembra paradossale, ma quando nel 1940 venne eletto il Presidente F.D. Roosvelt per la terza volta, uno dei caposaldi della sua campagna elettorale era che gli Stati Uniti dovevano rimanere fuori dalla guerra europea, già scatenata da Hitler il 1 settembre 1939.
La guerra era un “affare degli Europei“, da cui gli USA dovevano restare fuori, e del resto anche in America c’era chi simpatizzava con il dittatore nazista, le cui teorie razziste erano molto simili a quelle del Ku Klux Klan (sostituendo i Neri agli Ebrei).

Fu l’attacco proditorio dei Giapponesi a Pearl Harbor il 7 Dicembre 1941 a tirare dentro per i capelli l’America nella II Guerra Mondiale, per la gioia del Primo Ministro inglese Winston Churchill.
Così come nella I Guerra Mondiale fu l’affondamento a opera dei Tedeschi del transatlantico pieno di turisti americani Lusitania (gemello del più celebre Titanic) il 7 Maggio 1915, a convincere gli USA a dichiarare guerra alla Germania.
Insomma, l’autoisolamento che gli USA ogni tanto si infliggono in genere non dura mai molto a lungo, anche perchè in genere è contrario ai loro interessi strategici di lungo corso, e accade sempre qualche evento che li costringe a ripensarci !
Si tratta solo di aspettare, magari al prossimo Presidente dopo Trump !

ENRICO BARONCELLI

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