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Giù le mani da lupi e orsi : Proposta per politiche responsabili sui carnivori in Lombardia

Le seguenti proposte, che saranno presentate alla Giunta Regionale Lombardia, scaturiscono da un confronto tra esperti e appassionati lombardi di grandi carnivori e riguardano la gestione di tutte le specie presenti in Lombardia.

Il gruppo Ca.Re. Carnivori in Rete

NESSUN ABBATTIMENTO DI LUPI IN LOMBARDIA

Al momento in Lombardia non vige alcun monitoraggio adeguato a definire i branchi, le conoscenze genetiche sulla popolazione sono deboli e ottenute in grave ritardo rispetto alla raccolta dei campioni, il confronto con le autorità delle regioni limitrofe e svizzere è molto limitato ed incostante.

Eppure i dati noti, seppur limitati, mostrano una densità di lupi che al momento sembra essere la più bassa tra tutte le regioni italiane.

Ci sono ancora in regione ampie aree non occupate da branchi stabili, cosa che non si può dire per il resto d’Italia, almeno per tutte le altre aree montuose.

I dati dell’ultimo Rapporto Grandi Carnivori – ancor più se integrati con ulteriori conoscenze che CaRe ha e ha già pubblicato – dicono che il lupo in Lombardia ha un trend di crescita lieve (significativo solo in Pianura) e che i danni da lupo dal 2023 al 2024 sono diminuiti.

Non sono noti in regione casi certificati di lupi confidenti, ai sensi della definizione Ispra.

Il problema “ibridazione”, in attesa di migliori definizioni a livello europeo, in Lombardia è al momento limitato a pochi casi in Oltrepo e in Pianura, al momento assente dalle Alpi.

Niente giustifica dunque alcun abbattimento!

Serve invece una politica di gestione seria, science based ed etica, che miri a conservare la specie e a gestire il conflitto, non certo abbattimenti che al momento, dove sono stati applicati, non hanno portato a una diminuzione né del conflitto, né dei danni, né dei lupi o dei branchi, né del bracconaggio. Si è inoltre osservato un tasso di errore nel riconoscimento degli individui da abbattere, a volte vicino al 50%.

AUMENTARE DRASTICAMENTE LA QUALITA’ DEL MONITORAGGIO

Nazioni o regioni che gestiscono il lupo portano avanti attività di monitoraggio serie, investendo i soldi necessari. Questo prioritariamente per mettere in campo azioni di conservazione, ma a maggior ragione per potere anche solo immaginare di effettuare degli abbattimenti mirati. Nonostante il recente sforzo di aumento degli investimenti, che apprezziamo, i confronti della Lombardia con altre regioni e paesi sono impietosi: il monitoraggio attuale lombardo, basato quasi esclusivamente su forze già esistenti, porterà in alcuni anni ad avere stime e trend generici, non certo dati sui branchi e sui territori. I soldi attualmente investiti sono gravemente insufficienti. Al momento le conoscenze di dettaglio sui branchi sono limitate a poche aree dove lavorano team specialistici o dove operano volontari.

CaRe propone di aumentare largamente l’attuale investimento in monitoraggio, arrivando così a investire quanto altri enti. Proponiamo anche di valorizzare prima gli esperti locali. Occorre pagare persone almeno per il ruolo di coordinatori locali, occorre fornire materiale (ad esempio visori notturni) e serve qualcuno che archivi e analizzi i dati raccolti. Parliamo di persone con un curriculum adeguato.

Siamo favorevoli al coinvolgimento di volontari, ma notiamo che in passato Regione Lombardia ha coinvolto volontari senza fornire loro una formazione sufficiente e soprattutto senza restituire poi loro alcun feedback sul lavoro fatto. Infatti attualmente, visti anche gli obiettivi non chiari del monitoraggio (Conservazione? Abbattimenti?) e i “numeri” forniti senza base scientifica da alcuni consiglieri regionali, i volontari hanno in gran parte fatto un passo indietro. Serve recuperare la loro fiducia o i dati raccolti non saranno attendibili.

CaRe è favorevole, alle condizioni di cui sopra, a una completa trasparenza dei risultati del monitoraggio, pur senza diffondere informazioni sensibili.

Senza un monitoraggio dettagliato e motivazioni serie, qualsiasi azione di intervento demografico sulla popolazione di lupi sarà impugnata in sede legale.

Il monitoraggio deve comprendere la raccolta e messa a sistema anche degli atti di uccisione illegale e di investimento stradale, senza questi dati Regione non dovrebbe neppure accettare di discutere di eventuali abbattimenti di lupi, anche occasionali, che dovrebbero essere comunque al netto di questi dati, come anche Ispra ha specificato. Questo anche in relazione alla nostra percezione che stiamo assistendo ad un netto aumento degli atti di bracconaggio, quando una delle motivazioni che venivano addotte dai favorevoli al declassamento era proprio che il bracconaggio si sarebbe ridotto.

CaRe sollecita ad adottare misure concrete per la lotta al bracconaggio e agli avvelenamenti.

Infine, il monitoraggio non deve riguardare solo il lupo, ma anche orso, lince e sciacallo dorato.

INVESTIRE IN PREVENZIONE DANNI

Serve rafforzare e rinnovare il ruolo delle WPIU, passando dove possibile a squadre del territorio che conoscano il territorio dove operano. Le WPIU devono avere una dotazione economica adeguata, tempo e mandato necessari per lavorare con gli allevatori. La formazione di nuove persone gioca un ruolo chiave in tutto ciò.

Serve rinnovare i bandi provenienti dalla politica agricola regionale, finalizzati a sussidiare l’acquisto di opere di prevenzione, quali recinzioni e cani da protezione. Serve inserire in questi bandi anche la possibilità per gli allevatori di pagare manodopera aggiuntiva per la sorveglianza di mandrie e greggi, oltre ai costi indiretti di mantenimenti dei cani da protezione. Serve anche che questi bandi siano pubblicati e processati con tempistiche idonee alle esigenze lavorative dei beneficiari, dato che in passato questo non è accaduto.

A questo proposito serve senza indugio risolvere i problemi burocratici legati all’acquisto di cani da protezione, definendo chiaramente cosa sia una linea genetica pastorale e avviando un processo di certificazione e che supporti i proprietari dei cani nella corretta gestione degli stessi

Serve un atto regionale che certifichi quali sono le misure di prevenzione efficaci. Ogni altra sperimentazione di altri metodi deve essere approcciata appunto come tale, ossia deve essere messo in piedi un esperimento secondo metodo scientifico per valutarne l’efficacia. Senza questi requisiti di significatività Regione Lombardia non deve finanziare metodi alternativi o presunti studi non utili, portati avanti solo per gettare fumo negli occhi e per denigrare i metodi di prevenzione tradizionali.

il resto della petizione in
https://www.change.org/p/gi%C3%B9-le-mani-da-lupi-e-orsi-proposta-per-politiche-responsabili-sui-carnivori-in-lombardia?recruiter=1335197861&recruited_by_id=e994d880-eacf-11ee-bcb0-33ce71d28a2c&utm_source=share_petition&utm_campaign=psf_promote_or_share&utm_term=psf&utm_medium=whatsapp&utm_content=washarecopy_490930226_it-IT%3A0

dove è possibile anche firmare la petizione online

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