La prigionia a volte induce Il detenuto a scrivere.
Conosciamo esempi famosi come quelli di Antonio Gramsci e Silvio Pellico, ma anche personaggi meno noti hanno scritto in prigionia.
Nella prima metà del Settecento Antonio Maria Stampa fratello del somasco Giuseppe Maria nella prigionia in cui fu tenuto nel Forte di Fuentes come uomo inquieto e rivoltoso, scisse un delizioso libretto di versi intitolato, “ Poesie giocose intorno a soprannomi che si danno agli abitanti di alcune terre del Lario” pubblicato dopo il ritrovamento del manoscritto dal dottor G.B. Bolza da Valmenaggio nel 1867, scrisse ancora la storia dell’insigne borgo di Gravedona fino al 1725, e la storia del borgo di Angera.
“Cremia, piccolo borgo sulla sponda comasca del Lario viene cosi’ ricordata:
“Posta ai piedi d’un bel colle,/ Che s’estolle/Sovra il Lario e il pie’ v’immerge,/D’antichissima struttura/Ruinoso un tempio s’erge,/Qui diversi di statura,/Ma d’aspetto assai simili/Giunti son due campanili”.
Nei primi decenni dell’ottocento il torinese Giovanni Bazzi a causa delle sue idee mazziniane, dopo qualche anno di carcere lascia il Regno di Sardegna e si rifugia nella vicina Svizzera, precisamente a Brissago dove svolge l’attività di medico condotto.
Si laurea in Pavia e a Torino, medico encomiato della giunta sanitaria nei timori del colera asiatico.
La Svizzera a quei tempi era una confederazione di 22 cantoni sovrani con governi cantonali, nel Canton Ticino pubblica dal1832 al 1835 tre opuscoli iniziati nel suo periodo di detenzione.
Si tratta di scritti di carattere medico e micologico:
I- Dei mali contaminosi e colerici
Ii- Dei sistemi in medicina
IiI-La criptogamia dei funghi salutari e nocivi.
“Sono dunque i funghi una delle belle meraviglia della natura, sia per i modi loro singolari di aprirsi ai tanti differenziati terreni, colti e incolti, e magri e grassi, dominante dele stagioni calde e temperate.
Generalmente i funghi amano i luoghi ombrosi piuttosto declivi, o sotto degli alberi come noci, castagni, querce, ec.”.
La situazione in questo XXI secolo vede oltre alla persecuzione degli oppositori politici, l’introduzione massiccia del termine ban/divieto utilizzato dal presidente Trump per vietare l’ingresso negli Stati Uniti di persone provenienti da paesi poveri interessati da conflitti coloniali o etnici, in maggioranza paesi africani e asiatici di religione islamica: provvedimento di natura razzista e islamofoba.
Il divieto di ingresso include pure persone provenienti dalla Palestina dove e’ in corso un genocidio a Gaza, e una pulizia etnica in Cisgiordania.
In Italia sono stati rafforzati i Cpr (centri di permanenza per i rimpatri) strutture di detenzione amministrativa dove vengono trattenuti stranieri considerati irregolari o non desiderati in attesa di essere espulsi.
Sono cittadini stranieri extra-Ue, e possono rimanere rinchiusi per un periodo di 90 giorni (estendibile)
Viene utilizzato per internarli, sempre piu’ spesso in maniera tattica, il reato d’opinione.
Queste strutture sono campi d’internamento inadeguati, vanno dunque smantellate.
L”Europa senza immigrati non sopravvive, cosi’ come gli Stati Uniti, esempi reali da seguire sono metropoli come Londra e New York, multietniche, multiculturali, multireligiose, dove gli autoctoni sono una minoranza, e dove i sindaci sono di origine straniera e di religione musulmana.
Allegate seguenti immagini fotografiche del libro di Giovanni Bazzi, di cui abbiamo potuto esaminare la copia dell’autore dove sono stati messi insieme i tre opuscoli e delle pagine di pubblicita’.
-Frontespizio dell’opuscolo a tema micologico.
-Etichetta a stampa al verso della copertina.
-Pubblicita’ inserita all’interno della miscellanea.
Frontespizio figurato a stampa delle Poesie Giocose.
GIANCARLO VALERA




