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Dal cappello del mago esce il regalo di Capodanno: la Corte dei Conti viene impiccata all’alba delle feste dell’indifferenza

27 dicembre 2025. La maggioranza approva la riforma della Corte dei Conti con 93 voti favorevoli, 51 contrari, 5 astenuti, inascoltate le opposizioni e respinti tutti i loro emendamenti presentati, Alfredo Mantovano però dichiara: vi è stata una costante interlocuzione con i rappresentanti della Corte dei Conti…più di 1 di loro ha manifestato favore nei confronti della riforma (quanti se più di 1: due? tre?)…la legge approvata prevede una delega al Governo per riorganizzare e razionalizzare le forze in campo…e la riorganizzazione sarà ragionevole…ci sarà tempo e modo per arrivare a un assetto complessivo certamente più efficace, il Governo esulta.

“Oggi si scrive una pagina buia per tutti i cittadini: il Senato della Repubblica ha approvato la riforma della Corte dei Conti, Magistratura chiamata dalla Costituzione a garantire che le risorse pubbliche siano destinate ai servizi alla comunità e non siano sprecate, per imperizia o corruzione. Si tratta di una scelta che segna un passo indietro nella tutela dei bilanci pubblici e inaugura una fase in cui il principio di responsabilità nella gestione del denaro dei cittadini risulta sensibilmente indebolito.

Da oggi, in presenza di grave colpa, il danno arrecato alle finanze pubbliche sarà risarcibile solo entro il limite massimo del 30% del pregiudizio accertato. La parte restante non verrà recuperata e resterà a carico della collettività. Ulteriori forti preoccupazioni suscitano l’introduzione di meccanismi di esonero automatico dalla responsabilità, legati al silenzio-assenso della Corte dei Conti in sede di controllo di legittimità o di parere.

In questo modo, l’assenza di una pronuncia esplicita della Magistratura contabile rischia di trasformarsi in una giustificazione automatica, piegando tali funzioni a logiche di esclusione della responsabilità piuttosto che di miglioramento dei servizi.

La riforma incide negativamente sui principi di legalità, responsabilità, e buon andamento dell’amministrazione, sanciti dalla Costituzione, e solleva un tema centrale di equità: le risorse pubbliche appartengono a tutti e la loro tutela richiede forme di responsabilità effettive e credibili.

Una maggiore efficienza dell’amministrazione non si ottiene riducendo il ruolo della Magistratura contabile, ma valorizzando il presidio indipendente e imparziale a garanzia del corretto utilizzo del denaro pubblico” Nota dell’Associazione Magistrati della Corte dei Conti.

In sintesi questa riforma porta a una sostanziale deresponsabilizzazione degli amministratori e limita la capacità di controllo della Corte dei Conti.

Senza prevedere un incremento dell’organico con la pretesa del parere preventivo della Corte entro 30 giorni, altrimenti scatta automaticamente il silenzio-assenso, è evidente che il silenzio-assenso diventerà la chiave di copertura della mala gestio: la riforma intende mettere al riparo gli amministratori da un’eventuale azione di responsabilità, in aggiunta, precisano le nuove disposizioni, gli atti compiuti con grave negligenza non sono più riconducibili alla colpa grave.

Eppure gli italiani sono felici così.

L’impalcatura dello Stato si sta frantumando, ma non ce ne accorgiamo, la politica di Cettolaqualunque ci piace.

…e proprio in questi giorni di festa la lunga coda dei disperati a Milano, la città dei grattacieli e del lusso, si è allungata: pensionati, uomini e donne, anche bambini, ordinatamente in fila allungano una mano per ricevere minestra e pane…forse oggi ci sarà anche una fetta di panettone…

MARIA FRANCESCA MAGNI

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