Questa volta la riunione di pace tra Zelensky e Trump si è svolto a Mar-a-lago.
Il leader ucraino rimbalza come una pallina di gomma piuma da un capo all’altro del mondo in cerca di alleati che alleati non sono, ci sono solo interessi di conquista.
La pipa della pace, che simbolicamente unisce la terra e il cielo e suggella lo spirito di fratellanza tra i popoli, non ha sortito trattati significativi.
Forse, e dico forse, anziché mendicare comprensione e ricevere false pacche sulle spalle, sarebbe utile che il leader ucraino riflettesse internamente al proprio Paese devastato dalla guerra. E lì la soluzione, non subordinata all’indebitamento di armi, ma configurata attraverso il buon senso. L’Ucraina è un grande Paese, di dotti e di saggi, perché ha bisogno di una spalla che la umilia ogni volta, e non interloquisce direttamente con la Russia?
Mar-a-lago è una enorme villa costruita negli anni venti del secolo scorso da una donna ricchissima: Marjorie Merriweather Post. Nel 1980 la magione fu considerata National Historic Landmark.
La villa si trova in Florida, precisamente a Palm Beach. La proprietaria dispose che alla sua morte, avvenuta nel 1973, Mar-a-lago diventasse la residenza invernale per i presidenti degli Stati Uniti d’America e la lasciò in eredità al governo federale americano.
Il nome è legato all’estensione della tenuta: dall’oceano Atlantico fino alla laguna di Lake Worth.
Il progetto fu affidato a Marion Sims e Joseph Urban che la decorò. I lavori costarono 7milioni di dollari. La villa conta 58 camere da letto, 33 bagni, 1 sala da pranzo con un tavolo di pietra lungo 8 metri, 12 caminetti, 3 rifugi antiaerei, 1 sala da ballo di 1900 metri quadri, 5 campi da tennis, 1 piscina sul mare.
Nel 2012 Mar-a-lago è stata posizionata al quinto posto nella classifica dei 100 edifici storici rilevanti dello Stato.
Gli enormi costi di manutenzione fecero sì che il governo federale rinunciò al lascito e restituì la proprietà alla Post Foundation che la mise in vendita per 20milioni di dollari. Ma i soldi richiesti erano tanti e pochi invece gli acquirenti. Fu così che l’immobiliarista Donald Trump offrì 15milioni di dollari per comprare la tenuta, gli eredi Post rifiutarono. Allora Trump comprò una striscia di terra tra Mar-a-lago e l’oceano minacciando di costruirvi sopra un grattacielo che avrebbe offuscato la bellezza della villa impedendole di vedere il mare. A quel punto i Post cedettero e nel 1985 il magnate Trump acquistò la tenuta per 7milioni di dollari intestandola all’allora moglie Ivana.
Nel 1990 Trump ebbe problemi finanziari, per trovare soldi pensò di lottizzare Mar-a-lago ricavando piccole proprietà da vendere o affittare: la proposta fu bocciata dal city council di Palm Beach.
Pare che adesso Mar-a-lago sia diventata un club esclusivo per facoltosi, oltre che la dimora di vacanza del Presidente Trump.
La Presidente dell’Unione Europea incontrata in un campo da golf, il Capo di Stato Ucraino a Mar-a-lago, e chissà quanti altri leader sono stati e saranno felici di andarci…a Mar-a-lago, per parlare naturalmente di pace.
MARIA FRANCESCA MAGNI
