“Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo…” Matteo 2,1-2.
Con poche parole, l’apostolo più semplice del Maestro, descrisse nel suo Vangelo il cammino di tre Re, osservatori del cielo, venuti dall’oriente per adorare il Bambino Gesù.
Nel cielo i Re Magi videro il riflesso della nascita del figlio di Dio.
Sin dai tempi più remoti l’osservazione dei corpi celesti, che dette origine all’astrologia, servì per predire eventi, per il computo del calendario e delle stagioni. Questa pratica era sacrale per la cultura dei popoli, al pari di una legge naturale.
Nell’antichità si proiettavano nel cielo anche gli eroi, i guerrieri, gli animali, le vicende della mitologia pagana, sempre con lo stesso scopo: scoprire e predire il futuro col rischio di sopprimere la libertà umana e sottometterla al fato, svincolando così l’uomo dalla responsabilità dei propri atti.
Le forme delle costellazioni e la posizione delle singole stelle tuttavia affascinarono fin da subito l’uomo che mischiò scienza e mistero davanti alle infinite stelle fino allo studio scientifico del cielo che originò l’astronomia.
Probabilmente Gesù non nacque il 25 dicembre di 2000 anni fa, la stella che guidò i Re Magi non era una nova o una supernova, tantomeno una stella cadente, o la cometa dipinta da Giotto, o la stella a 5 punte con la coda che mettiamo sopra la capanna…Forse era una congiunzione di pianeti, nello specifico Giove e Saturno: luminosissimi nel profondo blu con la luna in disparte sull’orlo del cielo, è ciò che ritengono gli astrofili.
Ma il calore della stella descritta da Matteo ci rassicura, dolcemente ci accompagna nella storia della religione cattolica intrisa di dogmi e di tanta fede incondizionata.
Al Planetario di Lecco l’astrofilo Loris Lazzati il 5 gennaio 2026, vigilia dell’Epifania, ha mostrato il cielo di Lecco e poi quello di Betlemme di 2000 anni fa, indescrivibile l’incanto dell’incontro del cuore con le stelle nei grovigli di neve, roccia, gas, esplosioni di materia e nebulose di velo trasparente attorno alla culla delle stelle appena nate nella costellazione di Orione.
…ed è sempre bello sognare che da lontano i Re Magi, con oro incenso e mirra sul dorso dei cammelli, stanotte arriveranno per riempire le calze dei bambini con dolcetti zuccherati di speranza …
MARIA FRANCESCA MAGNI

