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I possibili trucchi del clamoroso, spettacolare, The Board of Peace

Il Consiglio di Pace è un’associazione di Stati voluta da Donald Trump la cui proposta risale a settembre 2025 e formalmente istituita nel gennaio 2026 al 56esimo Forum Economico Mondiale a Davos. Lo statuto dell’organizzazione specifica di istituire una governance legittimata a garantire una pace duratura in tutto il mondo, in particolare nelle aree colpite o minacciate da conflitti, assegnando la presidenza a vita al presidente americano Donald Trump e conferendogli ampi poteri tra cui la prerogativa di scegliere gli Stati da invitare o di revocarne la partecipazione, salvo il veto dei 2 terzi degli Stati membri. In pratica questo nuovo organismo si pone in competizione con l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite creata nel 1945 per confermare la pace e la fratellanza tra gli Stati del mondo.

L’idea iniziale del Board of Peace era di supervisionare i progressi di pace e di ricostruzione della striscia di Gaza, di cui ora non si fa più menzione nel testo.

Il Board of Peace prevede che la presenza degli Stati, fedeli alla politica di Trump, duri 3 anni, a meno che gli Stati non versino un ‘contributo’ di 1miliardo di dollari per avere un seggio permanente. Nella sostanza il Board of Peace è una società d’affari con quote associative prefissate, come una società di capitali con 1 unico socio: persona fisica o giuridica, (come la srl unipersonale o la spa unipersonale) ma con capitale garantito addirittura dai Governi degli Stati membri: lusingati con tanti complimenti e desiderosi di farne parte…e, si badi bene, il denaro è vero e non ‘foffa’ scritta su carta come risulta sui tanti bilanci dimenticati in mezzo all’oceano…E magari i Governi boriosi, con un tasso di povertà altissimo, arraffano i soldi dalle pensioni da fame e ne prelevano altri dagli stipendi sempre più miseri dei lavoratori del proprio popolo pur di ‘esserci’. Non si sa dove, ma ‘esserci’ è fondamentale, perché far parte della combriccola dei forti dà una sensazione di potenza-onnipotenza impagabile.

Il socio unico gode di responsabilità limitata e detiene tutte le quote o azioni, con grandi vantaggi in termini di autonomia decisionale e gestione semplificata.

I rischi per i Paesi membri del Board of Peace sono altissimi perché negli USA, per tentare di salvare le aziende dal fallimento, ci si può avvalere di norme giuridiche che disciplinano il Chapter 11 e il Junk Bond. Donald Trump per salvaguardare le sue attività con debiti: casinò, resort, hotel… diverse volte, secondo i media americani, si è avvalso di questi strumenti.

Il Chapter 11, letteralmente ‘capitolo 11’, è la principale norma fallimentare dello United States Code degli Stati Uniti. Consente alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito della dichiarazione di fallimento, ed essendo una legge federale statunitense i soggetti possono, in alternativa, ricorrere a leggi statali più rapide per gestire le situazioni di insolvenza. E’ utilizzabile sia dalle imprese collettive che individuali, e anche dai privati cittadini. In un certo qual modo è come l’amministrazione controllata in Italia. Il Chapter 7 invece riguarda il fallimento vero e proprio.

Con il Chapter 11 tutte le azioni dei creditori che esigono il pagamento del loro credito dall’imprenditore insolvente sono bloccate, e l’imprenditore rimane in possesso di tutti i suoi beni, pur essendo sottoposto a controllo il piano di risanamento presentato al giudice dallo stesso imprenditore.

Il Junk bond è un’obbligazione spazzatura ad alto rendimento. E’ un titolo di debito emesso da un ente con un rating di credito basso e un rischio di insolvenza elevatissimo, che offre rendimenti alti per compensare gli investitori del maggiore rischio…

I soldi investiti nel Board of Peace sono obbligazioni ad alto rischio, per questo motivo Donald Trump ha rivolto l’invito a farne parte a più di 100 Governi, perché la Storia felice della prepotenza e della prevaricazione può mutare da un momento all’altro, e il vecchio Presidente americano sa, che più si è a reggere il filo spinato che tiene lontani i valori della pace vera e della giustizia, più si estirpa l’erba di quell’idea chiamata ‘bene dell’umanità’, e ciò permette di rimanere in cima alla piramide predatoria.

L’Italia freme per far parte del Board of Peace di Trump, anzi, ha dichiarato ufficialmente che candiderà Donald Trump al Nobel per la Pace.

E gli italiani sono felici così.

MARIA FRANCESCA MAGNI

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