Inutile nascondersi dietro un dito: la delusione non può che essere grande, anche se il candidato sconfittoVerganicerca di consolarsi dicendo che “sono state messe le basi per un grande lavoro“.
Basi abbastanza friabili a dire il vero.
L’analisi dei numeri parla di altro: se alle elezioni provinciali di cinque anni fa la causa della sconfitta era stata attribuita alla divisione tra la lista di centrosinistra (capolista Passoni di Olginate) e quella centrista (capolista Antonio Rusconi di Valmadrera) l’unione oggi tra queste due liste per il candidato unicoFabio Verganisembrava dare diversi punti di vantaggio, anche perchè nelvoto ponderato, con i grandi Comuni in mano al centrosinistra (Merate, Lecco e Valmadrera) in teoria sembrava abbastanza cosa fatta.

Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato: soprattutto se pensiamo che nella gran parte di piccoli Comuni lecchesi (fascia A) molti consiglieri non sono iscritti a nessun partito, ma anzi si sono presentati in varie “Liste Civiche“, il fatto che non abbiano affatto preferito il “civico fino al midollo” (come Vergani si è definito) è ancora più scottante.
Qualche segnale di smottamento in realtà era stato già dato dai “civici” del Comune di Lecco (Corrado Valsecchi) che avevano denunciato manovre strane a cui loro non avrebbero aderito, rifiutandosi addirittura di andare al voto.

Insomma, diciamocelo chiaro, una nuova “dèbacle” su cui occorrerà riflettere, da parte soprattutto del gruppo dirigente del PD lecchese.
Anche inValsassina, per esempio, di certo non c’è stata una campagna elettorale molto partecipata: all’incontro semiclandestino di mercoledi 21 scorso ero praticamente l’unico giornalista presente – gli altri non erano stati nemmeno avvisati, tranne uno che è anche consigliere comunale – e per dare un minimo di impressione di sala piena sono arrivati molti esponenti da Merate, Valmadrera, Casatenovo, Dolzago (non propriamente paesi valsassinesi).

In più il centrosinistra non ha presentato esponenti particolarmente nuovi: dall’unico valsassineseGuido Agostoni(già assessore ma vent’anni fa all’epoca della Giunta Brivio) al solito Lanfranchi Sindaco di Dolzago, e ad altri specializzati nel collezionare sconfitte, almeno a livello provinciale.
E’ decisamente mancata una idea di rinnovamento, nelle idee ma soprattutto nelle persone.
Insomma, gli elettori hanno preferito confermare “l’usato sicuro” della Hofmann, piuttosto che l'”usato” ormaid’antanpresentatosi mercoledi scorso.
A questo punto comunque non ci resta che fare tanti auguri ancora alla riconfermata Presidente, e in particolare a quei valsassinesi che con lei hanno lavorato bene (come il Sindaco di CasargoAntonio Pasquini) che evidentemente sono stati apprezzati dagli elettori.

ENRICO BARONCELLI

1 commento su “La debacle del centrosinistra alle elezioni provinciali”
  1. Grazie Enrico per la lucida e onesta analisi. Sono certo che la confermata Presidente e il suo gruppo troveranno modo di cogliere anche nel gruppo sconfitto i migliori modi di collegamento per un lavoro utile alla comunità.

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