Giornata della Memoria: The Rise and Fall of the Third Reich, Storia del Terzo Reich
di William L. Shirer, Volume Primo, pubblicato nel 1959-1960 e nel 1962 da Einaudi editore-Torino, traduzione di Gustavo Glaesser.
Credo sia uno dei primi libri storici, se non il primo, che documenta la conoscenza diretta sul campo di un giornalista coraggioso che non voleva andasse perduta la narrazione dell’atmosfera cupa vissuta ai tempi che hanno configurato l’ascesa del nazismo.
William Lawrence Shirer, giornalista e storico statunitense, nacque a Chicago il 23 febbraio 1904 e morì a Boston il 28 dicembre 1993.
Nel 1925 Shirer lasciò gli USA per l’Europa, lavorando come giornalista inviato dalla Chicago Tribune in Francia, Inghilterra, Spagna, Austria, Italia. Nel 1932 divenne corrispondente europeo della Columbia Broadcasting System. Assistette agli eventi drammatici dell’ascesa del nazismo di Hitler, in quei giorni concitati Shirer si trovava in Germania per documentare direttamente il clima confuso e rabbioso in cui il piccolo ometto, migrante austriaco coi baffetti neri e la mano sinistra tremolante, riuscì a imporsi come dittatore del nazionalsocialismo tedesco.
Shirer fu corrispondente radiofonico dal 1938 al 1940 della CBS a Berlino, ma abbandonò la Germania razzista per la censura nazista, temette per la sua vita e tornò negli Stati Uniti nel 1941.
Ma…le sue prese di posizione contrarie al maccartismo, cioè al movimento americano politico degli anni cinquanta del XX secolo caratterizzato da una forte repressione nei confronti di persone, gruppi e comportamenti ritenuti filo comunisti e quindi sovversivi, lo identificarono come un intellettuale troppo liberale da arginare, ridicolizzando la sua lunga carriera dedicata allo studio della storia. Schirer fu costretto a rifugiarsi in una fattoria del Connecticut e lì, dopo 5 anni di lavoro, scrisse la sua opera principale che intitolò: The Rise and Fall of the Third Reich, Storia del Terzo Reich.
…nelle vecchie case ogni muro nasconde un segreto, e in ogni stanza aleggiano sguardi d’intesa di presenze passate. Le ambizioni senza confine di chi urla: io!io!noi!noi! sono tangibili sia al di qua che al di là degli oceani, e tra le mura delle vecchie case intrighi di potere, timore di veleni nei calici d’oro, bizzarri palcoscenici di incontri, altari incensati per onorare la forza brutale, si rincorrono e camminano nella penombra delle voci che fanno paura…
Del libro, per la ricorrenza del Giorno della Memoria 2026, riporto solo parte della ‘premessa’ di Shirer.
“…benchè abbia vissuto e svolto la mia attività nel Terzo Reich durante la prima metà della sua breve esistenza, e abbia avuto modo di osservare direttamente Adolf Hitler nel corso del consolidamento del suo potere dittatoriale in questa grande, sconcertante nazione, e poi durante la sua marcia verso la guerra e la conquista, pure la mia esperienza personale non mi avrebbe spinto a tentare di scrivere questo libro, se alla fine della seconda guerra mondiale non si fosse verificato un avvenimento unico nella storia. Questo avvenimento è stato il sequestro di tutti gli archivi segreti del governo tedesco, compresi i documenti del Ministro degli Esteri, dell’Esercito e della Marina, del Partito Nazionalsocialista e della polizia segreta di Stato di Heinrich Himmler. Mai, forse, prima d’oggi, un fondo di tale importanza era caduto nelle mani degli storici contemporanei. Nel passato ogni grande Stato aveva conservato i propri archivi anche quando era stato sconfitto in guerra e una rivoluzione ne aveva rovesciato il governo…Il rapido crollo del Terzo Reich nella primavera del 1945 fece cadere nelle mani degli Alleati un’ingente quantità di documenti segreti e di altro materiale di valore incalcolabile: diari privati, resoconti di colloqui e di conferenze di carattere particolarmente riservato, carteggi e perfino registrazioni di conversazioni telefoniche dei capi nazisti compiute da un ufficio speciale del Ministero dell’Aviazione creato da Hermann Goring…
Le 485 tonnellate di documenti del Ministero tedesco degli esteri, sequestrate dalla prima armata statunitense in vari castelli e miniere dei monti dello Harz…non solo coprono tutto il periodo di storia del terzo Reich, ma risalgono all’inizio del Secondo Reich bismarckiano includendo anche la Repubblica di Weimar. Dopo la guerra, tonnellate di documenti nazisti furono custoditi per molti anni, in case suggellate, in un grande magazzino dell’esercito statunitense di Alexandria, in Virginia…centinaia di migliaia di documenti tedeschi sequestrati furono raccolti in gran fretta a Norimberga per essere usati come prove nel processo contro i principali criminali di guerra nazisti. Avendo seguito in qualità di giornalista la prima parte del processo, raccolsi fasci di copie ciclostilate, e in seguito mi procurai i 42 volumi stampati delle testimonianze e dei documenti, integrati dai 10 volumi delle traduzioni inglesi di molti importanti incartamenti…
Stupisce quanto poco quelli di noi – giornalisti o diplomatici – che soggiornarono in Germania nel periodo nazista, conobbero veramente quel che si svolgeva dietro la facciata del Terzo Reich…era stato abbastanza facile annotare e descrivere gli avvenimenti – singolari e spesso ripugnanti – che si svolgevano nel Terzo Reich: l’assunzione del potere da parte di Hitler, l’incendio del Reichstag, la purga cruenta che costò la vita a Rohm, l’Anschluss austriaco, la resa di Chamberlain a Monaco, l’occupazione della Cecoslovacchia, gli attacchi contro la Polonia, la Scandinavia, l’Occidente, i Balcani e la Russia, gli orrori dell’occupazione nazista, dei campi di concentramento e della liquidazione degli ebrei…
Ma le decisioni fatali prese segretamente, gli intrighi, i tradimenti, i moventi e le aberrazioni che condussero a tutto ciò, la parte svolta dietro le quinte dai principali protagonisti, le proporzioni del terrore da essi esercitato e le tecniche usate nell’organizzarlo erano rimaste celate prima che i documenti segreti tedeschi venissero alla luce…
Io detesto per principio ogni dittatura totalitaria e mi sono trovato ad aborrire più che mai quella hitleriana, per essere vissuto in essa e aver assistito personalmente ai suoi odiosi attentati contro lo spirito umano…
Nella nostra nuova era caratterizzata da terribili ordigni letali e che ha soppiantato con tanta rapidità l’epoca precedente, una guerra aggressiva, se scoppiasse, sarebbe scatenata da piccoli pazzi suicidi premendo semplicemente un pulsante elettronico. Una guerra del genere non potrà durare a lungo e sarà certamente l’ultima. Non vi saranno né conquistatori né conquiste, ma soltanto le ossa carbonizzate dei morti su un pianeta deserto”. William L. Shirer
MARIA FRANCESCA MAGNI



