Condividi l'Articolo sui Social

Si è svolta sabato mattina presso la sala Galmozzi di Bergamo la Cerimonia di Premiazione dei concorsi cinematografico, fotografico e letterario di OROBIE FILM FESTIVAL, organizzato da Associazione Montagna Italia con la direzione artistica di Roberto Gualdi.

Saluti iniziali e ringraziamenti

L’Associazione Montagna Italia, in collaborazione con Poste Italiane, ha scelto di sottolineare dal punto di vista filatelico la ventesima edizione di Orobie Film Festival.

Questa mattina dalle ore 08.30 alle ore 14.00, Poste Italiane ha attivato un servizio temporaneo per richiedere l’annullo con il timbro dedicato.

In formato tondo, riproduce la stilizzazione del Pizzo Coca, la vetta più alta delle Alpi Orobie, realizzata da Silvia Lorenzi, responsabile dell’ufficio comunicazione di Montagna Italia.

A cornice della grafica è inserita la scritta “20 anni di Orobie Film Festival – “Ol Coca” – 31.1.2026 – 24121 Bergamo Centro”.

Oltre all’annullo è stata predisposta anche una speciale cartolina filatelica che raffigura uno scorcio delle Alpi Orobie.

La fotografia è stata scattata da Maurizio Agazzi, soprannominato “Ambasciatore delle Orobie”.

Presenti per un ringraziamento: Silvia Lorenzi, Maurizio Agazzi, Giuseppina Montanino, responsabile di zona Poste Italiane e Giuseppe De Carli, Unione Stampa Filatelica Italiana

Sempre per festeggiare i vent’anni di OFF, in collaborazione con il Centro di Studi Buddhisti Giang Ciub, tre Monaci buddhisti tibetani: Sonam Tserin, Dorjee Norbu, Karma Sangey, provenienti dal Monastero di Ganden (India), hanno realizzato un mandala della Pace – una delle espressioni più significative dell’arte e della cultura tibetana – presso il Donizetti Studio, in Piazza Cavour a Bergamo, di fianco all’omonimo teatro, grazie alla collaborazione con la Fondazione Teatro Donizetti.

Lo start alla realizzazione del mandala è stato mercoledì 28 gennaio alle ore 15.00.

Il pubblico ha potuto assistere alla sua costruzione fino a ieri sera.

Oggi alle ore 16.00 avverrà la dissoluzione dello stesso (simbolo della transitorietà della vita) con la distribuzione della sabbia sacra agli spettatori.

Presente per un ringraziamento finale Isabella Testi Presidente Centro di Studi Buddhisti Giang Ciub con i tre monaci.

Premio Letterario “Walter Bonatti” – racconti di montagna”  Consegnano i premi il Presidente di giuria Marco Dalla Torre con uno dei membri della giuria Massimo Calvi, giornalista di Avvenire Premio Letterario “Walter Bonatti” – racconti di montagna”Terzo classificato 2026 – Premio GISM“Maria e la montagna” di Nerio Vespertin  «Il testo, con forza simbolica, affronta il tema trasformando la montagna nella metafora di una difficile condizione esistenziale e un doloroso vissuto intimo. L’autore, con una scrittura essenziale e incisiva, capace di coinvolgere, riesce a dare corpo e rendere visibile il conflitto silenzioso che abita la giovane protagonista: una tensione continua tra la spinta a reagire osando la risalita, e la tentazione di rinunciare e lasciarsi sprofondare nel buio.

Nel racconto la montagna si svela progressivamente, e con chiarezza solo in ultimo, come immagine di un’oppressione. Ma la montagna concreta è anche lo spazio fisico di trasformazione: ambiente reale davanti al quale si compie un processo di emancipazione e riappropriazione di sé, attraverso la relazione decisiva con una figura-guida. Il paesaggio alpino, con gli elementi che lo caratterizzano, accompagna così la nascita emozionante di un coraggio nuovo, l’avvio di un cammino di libertà nella scelta della vita».  L’autore non è presente.  

Premio Letterario “Walter Bonatti” – racconti di montagna”Secondo classificato 2026 – Premio GISM “Il pomodoro blu” di Juri Secli Ritira il premio Juri Secli  «Il racconto si distingue per la forza immaginativa con cui riesce a dare voce alla montagna e alla terra, trasformando elementi inanimati in presenze vive. L’autore costruisce un mondo in cui il ritmo della natura diventa linguaggio, e in cui anche un seme portatore di un’anomalia può generare una rivelazione. A emergere è una prospettiva originale sul rapporto fra l’essere umano e l’ambiente alpino: la montagna non è solo uno sfondo, ma interlocutrice, l’orto non è uno spazio di controllo, ma esprime un gesto di alleanza con gli elementi e il tempo della natura. Lo stile limpido e poetico cesella immagini essenziali, la prosa non si impone, ma con eleganza e discrezione lascia affiorare dalla storia una forte tensione simbolica. La comparsa ricorrente di un segno, e il finale aperto, lascia intravedere un futuro possibile per le terre alte, una speranza che nasce dalla natura stessa – o forse da qualcosa di più grande – e che si manifesta in forma di eccezione, di resistenza, di mistero».   

Premio Letterario “Walter Bonatti” – racconti di montagna”Primo classificato 2026 – Premio GISM“Il più nobile scoglio d’Europa” di Enrica Tais Ritira il premio Enrica Tais  «Il racconto si fa apprezzare per lo stile fluido e luminoso e l’ironia lieve che, con un ritmo ben calibrato tra introspezione, ricostruzione e tensione narrativa, non attenua ma esalta la forza poetica della storia. La solidità della documentazione storica permette alla voce narrante femminile di restituire l’atmosfera di un’epoca, l’essenza del grande racconto collettivo dell’alpinismo ottocentesco e, insieme, la verità intima di un desiderio che non conosce confini geografici né convenzioni sociali. Il tema dell’emancipazione femminile si intreccia alla storia senza forzature, attraverso il contrasto fra un sogno che chiede di diventare esperienza e un contesto che prova a limitarlo. L’autrice restituisce così alla montagna la sua duplice natura: luogo di prova e di bellezza, ma anche spazio simbolico nel quale si misurano i confini – e le possibilità – della libertà personale. La montagna, dunque, come sfondo ma anche custode di un’appartenenza che continua a vibrare lontano dalle sue cime».
Concorso fotografico OFF 2026 Consegna il premio Giorgia Gandossi, consigliere provinciale alla montagna Concorso fotografico OFF 2026 Premio Provincia di Bergamo“Sospesi oltre le nubi” di Mauro Lanfranchi Ritira il premio Mauro Lanfranchi La fotografia evidenzia il rapporto che si crea tra la solida massiccia imponente montagna e la silenziosa rispettosa presenza umana che la sta faticosamente conquistando. Lo scatto coglie il momento in cui i due alpinisti, oltrepassate le nuvole, dopo impegnativa faticosa arrampicata, raggiunta la sottile cresta di vetta, avanzano a conquistare la cima.
In quel momento si crea un rapporto di equilibrio tra l’uomo, le nuvole pacificamente dilaganti, la montagna sempre dominante, ma raggiunta, conquistata.
L’immagine trasmette con semplicità, spontaneità ed immediatezza il messaggio di come deve essere la presenza dell’uomo, dell’escursionista , dell’alpinista nel rapporto con la montagna. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *