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In questo periodo con la maggioranza delle persone contente dell’arrivo dei giochi olimpici invernali, attratte dalle false notizie dei media network che parlano di evento indimenticabile, vogliamo ricordare ai territori coinvolti quali le conseguenze effettive per il prossimo futuro.

Speculazione e devastazione ambientale sono l’emblema di questo evento.

Le zone montane interessate hanno subito un attacco pesantissimo: taglio di ampie zone boschive, cementificazione di aree verdi, interventi invasivi a supporto di attivita’ non piu’ compatibili con i cambiamenti climatici e con l’ambiente alpino.

Quindi, grandi eventi di questo genere sono un gigantesco affare per speculatori, con pessime ricadute sui territori.

La partecipazione di atleti israeliani alle Olimpiadi, mentre continua il genocidio in Palestina, e’ una vergogna per il mondo dello sport e i suoi valori.

Sponsor principali come Eni e Leonardo dimostrano che la maggior parte delle aziende coinvolte nel sostenere le Olimpiadi e’ altamente inquinante o trae profitto dall’apartheid israeliano; per queste aziende le Olimpiadi sono semplicemente una grande occasione per “ripulirsi” la faccia.

Inoltre il grande evento diventa un laboratorio internazionale di controllo e  repressione, con  sgomberi, zone rosse e forze di polizia straniere invitate a collaborare con quelle italiane con la scusa della “sicurezza”.

Ma lasciamo questi temi sgradevoli, per parlare dei tempi passati.

La Valsassina e’ stata pioniera nello sci lombardo ospitando il primo concorso sciistico nazionale nel marzo 1907 ai Piani di Bobbio, e il primo campionato italiano nel 1913 ai Piani Resinelli.

Le prime gare si svolgevano spesso con un solo sci (“alabarda“) e l’accesso avveniva a piedi da Lecco.

In assoluto la prima giornata lombarda di gare di sci si svolge il 7 marzo 1906 a Biandino, e nel 1911  la prima gara nazionale di fondo (10 km) al Pialeral.

Nel 1915 la Societa’ Escursionisti Lecchesi (SEL), organizza i campionati nazionali  ai Piani di Nava.

C’ era parecchio movimento in questi anni, e più  località’ venivano coinvolte nelle esordienti competizioni sciistiche.

Le prime prove con un solo sci, sono iniziate gia’ nei primi anni del novecento nei pendii innevati della Val Biandino, come risulta da una foto inserita nell’Annuario del Club Alpino Italiano Sezione di Milano stampato nell’anno 1902, dove si vedono due sciatori con un solo sci, intenti a non perdere l’equilibrio.

I primi viaggiatori stranieri interessati agli sport invernali, dal lago di Como raggiungevano la Valsassina attraverso la via che da Bellano sale a Taceno.

Alcuni di questi soggiornavano all’Hotel Royal Victoria di Varenna, inaugurato nel 1838, celebre per aver ospitato in quello stesso anno la Regina Vittoria d’Inghilterra, da cui in suo omaggio la struttura prese il nome.

Abbiamo trovato una etichetta bagagli dei primi decenni del novecento appartenuta a un anonimo signore che ha soggiornato al Royal-Victoria dove nel retro reca scritto a matita: “Biandino ski race

(Cm.14 x 11) Etichetta bagagli – Hotel Royal- Victoria

Varenna (Lago di Como)

Segnato in basso a destra: Molteni – Arti grafiche – Milano;. Il a sinistra riproduzione vietata.

Veduta panoramica dal terrazzo del Royal-Victoria, posto di fronte alla punta Spartivento di Bellagio, con vista dei due rami del lago e sullo sfondo il Monte San Primo.

Le montagne nella loro bellezza sublime guardano con distacco e indifferenza l’azione distruttiva dell’essere umano, perché sono consapevoli di rimanere integre per l’eternita’.

Allegate seguenti immagini fotografiche:

I due sciatori in val Biandino, 1901-2

Etichetta bagagli dei primi decenni del novecento.

Giancarlo Valera

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