Siamo rimasti in pochi.
Eh si,
per essere testimoni oculari della tragedia dell’Istria e della Dalmaziaoccorre avere almeno 90 anni.
Per molto tempo abbiamo cercato di raccontare la nostra sventura con i nostri mezzi (pochi) finché il buon Presidente della Repubblica Giorgio Napolitanoha promosso l’istituzione delGiorno del Ricordo
il10 febbraio(giorno in cui nel 1947 fu firmato ilTrattato di Parigiche assegnava alla Jugoslavia, Istria, Dalmazia, Zara e una parte della Venezia Giulia) con Legge 92 del 30 marzo 2004.

Ilricordoè quindi Legge e ciò tranquillizza noi novantenni, che pur assistiamo con tristezza a contestazioni incomprensibili, sostenute da movimenti politici affini a quelli che suggerirono in quei tempi quelleatrocità.
Gli stessi che le indicano come ritorsione per quanto subito dal popolo Jugoslavo da parte dei soldati italiani durante l’occupazione. Senza considerare che la vendetta non ha mai cancellato l’offesa, ma ha aggiunto dolore a dolore.
La gente istriana e dalmata non ha mai nemmeno espresso sentimenti di rivalsa. Tristezza e rassegnazione hanno fatto quieta compagnia in questi quasi cent’anni.

Al di là del racconto infatti, il desiderio di noi testimoni è sempre stato quello di offrire le sofferenze subite, a sostegno dei valori del bene contro le malvagità umane.
Purtroppo anche la nostra,assieme a innumerevoli altre testimonianzenon riesce ad arginare a sufficienza ciò che il mondo compie a suo danno. Guerre e di atrocità appaiono sempre più attuali.
Ciononostante sono certo che il contributo del nostro ricordo riesce perlomeno ad indicare la via giusta.

Occorre ricordare che a Lecco ai tempi del nostro Esodo furono realizzate nel parcoAdda Norddieci palazzine da assegnare in uso agli Esuli.
Grazie Lecco.

Enzo Patuzzi Esule Giuliano Dalmata 10 febbraio 2026

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