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Nel Giorno del Ricordo l’Italia rende omaggio alle vittime delle foibe e agli esuli italiani costretti ad abbandonare la Venezia Giulia, l’Istria, la Dalmazia, Fiume, Zara, Ragusa e il Quarnaro al termine della Seconda Guerra Mondiale. Come Direttivo provinciale di Azione ci uniamo al ricordo delle vittime, richiamando i fatti storici che hanno segnato una pagina triste della nostra Storia, da non ripetere in Italia e nel Mondo.

In quei territori, nel clima di violenza e resa dei conti che seguì la fine del conflitto, migliaia di italiani furono perseguitati, uccisi o costretti alla fuga dai partigiani jugoslavi guidati da Josip Broz Tito. Molti civili furono prelevati dalle proprie case, incarcerati e assassinati con modalità di estrema brutalità: le foibe del Carso, cavità naturali profonde decine di metri, divennero luoghi di esecuzione e di occultamento dei corpi, simbolo di una violenza disumana che colpì persone spesso innocenti, colpevoli solo della loro identità nazionale.

Accanto agli eccidi, si consumò una vera e propria espulsione di massa. Intere famiglie furono costrette ad abbandonare le loro terre, perdendo beni, radici e memoria. L’esodo giuliano-dalmata rappresenta una delle più grandi tragedie civili del dopoguerra italiano. Molti esuli, una volta giunti in Italia, non trovarono l’accoglienza che avrebbero meritato, subendo discriminazioni e difficoltà.

Ricordare le foibe e l’esodo non significa alimentare odio o riscrivere la storia in chiave ideologica. Significa riconoscere una sofferenza reale, troppo a lungo rimossa, e affermare un principio fondamentale: tutte le vittime meritano rispetto, verità e memoria, senza gerarchie e senza strumentalizzazioni.
Azione ritiene che il Giorno del Ricordo debba essere un momento di unità nazionale, non di divisione politica. Una memoria storica completa e condivisa è alla base di una democrazia matura e di un’Europa fondata sulla riconciliazione, sul rifiuto di ogni nazionalismo violento e sul rispetto dei diritti umani.
Oggi, come italiani, ricordiamo una pagina oscura della nostra storia con dolore e responsabilità, affinché non venga dimenticata e affinché simili tragedie non si ripetano mai più.

AZIONE LECCO

Aggiunge il Sindaco di Lecco Mauro Gattinoni nella commemorazione tenutasi in data odierna:

“Oggi siamo a ricordare che tra il 1943 e il 1947 migliaia di donne, uomini e bambini furono
travolti dalla violenza, dalle persecuzioni, dalle uccisioni nelle foibe e dall’esodo forzato dalle
terre giuliano-dalmate. Una tragedia che ha inciso profondamente nella storia nazionale.
Ricordare oggi significa riconoscere fino in fondo il dolore di quelle vittime e delle
loro famiglie, senza gerarchie e senza strumentalizzazioni. Significa affermare che la
sofferenza degli innocenti non può essere piegata a letture di parte, né utilizzata per
alimentare nuove contrapposizioni. La memoria, se vuole essere davvero tale, deve unire
nella comprensione, non dividere nel rancore.

Lecco conosce bene il valore dell’accoglienza. Anche la nostra città seppe offrire una
possibilità di futuro a chi era stato costretto ad abbandonare la propria terra, trasformando
lo sradicamento in un nuovo inizio. È una pagina della nostra storia locale che parla di
responsabilità, solidarietà e capacità di farsi comunità, anche nei momenti più difficili.
Lasciatemi, in questo senso, rivolgere un ricordo commosso ad Adriano Jadran Savarin,
delegato dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che, ogni anno, era qui con
noi, in prima fila a portare la sua testimonianza di vita, di profugo istriano che a Lecco trovò
accoglienza: a lui va tutta la nostra gratitudine per il suo instancabile impegno.
A ottant’anni da quegli eventi, il compito delle istituzioni è quello di custodire una memoria
che sia rigorosa, rispettosa e capace di parlare alle nuove generazioni. Non per
cristallizzare il passato, ma per trarne un insegnamento valido ancora oggi: ogni volta che
l’odio, il nazionalismo esasperato e la negazione dell’altro prendono il sopravvento, le
conseguenze ricadono sempre sulle persone più fragili.”

1 commento su ““Il Giorno del Ricordo e le pagine di Storia da non ripetere””

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