“Hitler è la legge” proclamavano i luminari del diritto nella Germania nazista. Almeno sotto la costituzione della Repubblica di Weimar i giudici erano indipendenti, soggetti solo alla legge, protetti contro i trasferimenti arbitrari e in base all’art. 109, in teoria, erano tenuti a salvaguardare l’uguaglianza di fronte alla legge. Ma…con l’avvento del nuovo ordine nazista la maggior parte dei giudici, molti di essi ebrei, simpatizzò con il nazionalsocialismo di Hitler e non si capacitò subito che la legge 7 aprile 1933 fu dichiarata applicabile a tutti i magistrati ebrei che dovevano immediatamente lasciare l’incarico.
Hans Frank, ministro plenipotenziario e capo della giustizia del Reich, disse ai giuristi nel 1936: “L’ideologia nazionalsocialista è il fondamento di tutte le leggi basilari, come è precisato nel programma del Partito e nei discorsi del Fuhrer.
Non esiste l’indipendenza della legge di fronte al nazionalsocialismo: per ogni decisione che prendete, dovete dire a voi stessi: ‘come deciderebbe il Fuhrer al mio posto?’.
Ad ogni decisione chiedetevi: ‘è questa decisione compatibile con la coscienza nazionalsocialista del popolo tedesco?’
Avrete allora una ferrea base che, insieme all’unità dello Stato nazionalsocialista e al riconoscimento da parte vostra della natura eterna del volere di Adolf Hitler, conferirà alla vostra decisione l’autorità del Terzo Reich, e così per sempre”.
E con la nuova legge sul servizio di Stato del 26 gennaio 1937 il regime di Hitler ordinò il licenziamento di tutti i funzionari, compresi i giudici, che non davano affidamento in campo politico, e tutti i giuristi furono obbligati a iscriversi alla lega dei giuristi nazionalsocialisti tedeschi per mantenere la loro funzione.
Il 21 marzo 1933 venne istituito il Tribunale Speciale Sondergericht che si riservava, togliendole ai tribunali comuni, le cause per crimini politici e i casi di attacchi insidiosi contro il governo, i magistrati erano tutti nazisti e gli avvocati, se non nazisti, si trovavano in seria difficoltà davanti alla legge, come accadde agli avvocati che accettarono di rappresentare la vedova del dottor Klausener, capo dell’Azione Cattolica, assassinato durante la ‘Purga di Sangue’ imposta dal Fuhrer, nella causa per danni contro lo Stato: essi furono internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, dove furono tenuti finché non ritirarono ufficialmente la loro costituzione di parte civile.
Dopo l’incendio del Reichstag ad opera dei nazisti, ma architettato in modo tale da far ricadere la colpa sugli oppositori al regime, il Reichsgericht o Corte Suprema tedesca, assolse per mancanza di prove 3 dei 4 imputati, e ciò fece infuriare Hitler che nello spazio di un mese il 24 aprile 1934 il diritto di giudicare casi di tradimento fu tolto alla Corte e trasferito alla Corte del Popolo Volkgerichtshof, il più temuto tribunale del Paese senza appello alle sue decisioni.
Hitler aveva il diritto di sospendere la procedura penale, e per un certo periodo anche Goring.
Rudolf Hess, riconosciuto come il sostituto di Hitler, fu autorizzato ad agire senza pietà nei riguardi degli accusati che a suo giudizio erano usciti dal processo con condanne troppo lievi. Gli veniva inviato un resoconto di tutte le condanne inflitte ai colpevoli di attentati contro il partito, il Fuhrer e lo Stato ed egli poteva decidere di spedire le vittime in un campo di concentramento o di farle uccidere. Se qualche giudice dubitava e dava segni di devozione alla legge, Hess o la Gestapo entravano a gamba tesa in scena, come nel caso del pastore Niemoller prosciolto dal Tribunale Speciale che, mentre usciva dal tribunale, venne portato in un campo di concentramento.
Anche la Gestapo, come Hitler, rappresentava la legge. La Geheime Staatspolizei o polizia segreta dello Stato, venne istituita da Goring il 26 aprile 1933 in Prussia in sostituzione del reparto IA della vecchia polizia prussiana. In principio la Gestapo era usata come strumento di terrore per arrestare o assassinare gli oppositori del regime. Ma nell’aprile del 1934 quando Goring nominò Himmler vice capo della polizia segreta, la Gestapo cominciò ad espandersi nei ranghi delle SS, il braccio armato del partito di Hitler, e con la guida di Heydrich, definito il ‘boia d’Europa’, in qualità di capo del servizio di sicurezza delle SS, la polizia segreta tedesca ebbe a pieno titolo il diritto di vita o di morte su ogni cittadino tedesco. Peraltro gli ordini o le azioni della Gestapo non erano soggette a revisione giudiziaria come aveva precisato nel 1935 la Corte Suprema in seguito a pressioni naziste.
La legge speciale per la Gestapo promulgata dal governo il 10 febbraio 1936 poneva l’organizzazione della polizia segreta al di sopra della legge. I tribunali non erano autorizzati a interferire in alcun modo nelle sue attività, come spiegò Werner Best, il braccio destro di Himmler nella Gestapo: “fintantochè la polizia agisce secondo la volontà dei capi, agisce legalmente”.
Fu data una veste di ‘legalità’ agli arresti arbitrari e alle incarcerazioni nei campi di concentramento con la definizione ‘schutzhaft’ o custodia preventiva, la cui attuazione era basata sulla legge 28 febbraio 1933 che nel contempo sopprimeva le norme della costituzione che garantivano le libertà civili. Cosicchè la custodia preventiva non proteggeva le persone, bensì le relegava dietro il filo spinato col beneplacito della ‘legge’.
Una furbata che i politici adottano anche oggi.
E al di là del filo spinato il servizio di guardia delle Teste di Morte Totenkopfverbande delle SS con l’insegna del teschio sulla casacca nera, che reclutava i nazisti più fanatici, ebbero il compito di organizzare la vita dei lager.
Theodor Eiche fu incaricato del funzionamento di tutti i campi di concentramento del Reich. Suo il regolamento del 1 novembre 1933:
Articolo 11: sarà impiccato, come agitatore, chiunque faccia della politica, tenga discorsi e comizi di incitamento, formi associazioni, si indugi con altri; chi, al fine di fornire alla propaganda dell’opposizione episodi di atrocità, raccolga informazioni vere o false sul campo di concentramento; riceva queste notizie, le conservi, ne parli ad altri, le propali di nascosto fuori del campo fornendole ai visitatori stranieri…
Articolo 12: sarà fucilato sul posto o impiccato, come reo di ammutinamento, chiunque colpisca fisicamente una guardia o un appartenente alle SS, rifiuti di ubbidire…di lavorare…o schiamazzi, urli, inciti o tenga discorsi in marcia o al lavoro…
Il 4 settembre 1940 Mussolini firmò il decreto legge per l’istituzione dei campi di internamento in Italia destinati a: stranieri, ebrei, slavi, apolidi, civili indesiderabili, oppositori politici, chiunque considerato nemico presente sul territorio italiano. Il fascismo italiano organizzò in Italia 43 campi di concentramento.
Il Campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia in provincia di Cosenza in Calabria fu il più grande e fu l’ultimo ad essere chiuso…
I nascenti assi europei, sulla carta economici, saranno contro o a favore dell’Europa libera e forte?
Basta leggere le posizioni degli Stati, Italia e Germania compresi, riguardo al concetto di mercato libero previo coordinamento europeo indicato dalla Francia, e il disegno di mercato europeo lasciato alla mercè di accordi liberi voluto dagli USA…
Intanto, lentamente, senza fretta, con certosino lavoro di ricucitura, in sala cinema si sta riavvolgendo la pellicola in bianco e nero della storia del secolo scorso, questa volta con un partecipante in più.
MARIA FRANCESCA MAGNI
