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La campana della Torre del Santuario Mariano della Vittoria di Lecco scocca alle 19 ogni giorno

La notizia non fa scalpore, è solo il rintocco di una campana…eppure lo scampanìo raggiunge ogni contrada scivolando sulla spuma del lago per poi salire fino a toccare le cime.

Il Santuario Beata Vergine della Vittoria di Lecco fu costruito per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale e alle 19 in punto di ogni giorno, la campana della Torre scocca l’ora per ricordare il disastro causato dalla guerra in termini di vite e di senso umano.

Seminando sbando militare e sociale quella guerra tracciò la via alla confusione necessaria per arrivare a distruggere completamente lo spirito umano con la Seconda Guerra Mondiale.

La guerra e il conseguente postguerra crearono la fucina di leader che, da mediocri ometti senza aver mai lavorato un giorno e con poca sostanza di contenuti e valori, divennero improvvisamente superuomini agli occhi della povera gente attraverso l’utilizzo di un simbolismo evocativo e fanciullesco.

Una tattica politica molto diffusa anche oggi.

Il primo atto normativo dei superuomini è storicamente quello di mettersi al sicuro da ogni contestazione, eliminando alla radice il dissenso. In questa maniera godono di immunità perenne diventando soci della ‘Società degli intoccabili’, come il principe noto dei tabloid che per difendersi dalle accuse in questi giorni ha dichiarato: sono figlio di re, non potete arrestarmi…

Il pensiero dei superuomini, che se non ci fossero stati i soldi di papà alle spalle sarebbero ancora alla ricerca un’occupazione alla loro veneranda età…, è formulato con vocaboli semplici, sgrammaticati, e scombinati, ma zeppi di aggettivi come: glorioso, meraviglioso, fantastico, bellissimo…grandioso…per descrivere le loro gesta o per lodare le categorie dei cittadini che vogliono portare con sé, per ragioni di convenienza, sul treno della ‘vittoria per far grande la nazione’. I passeggeri scelti sono tutti presenti, e con la medesima gestualità salgono sul treno, si siedono e si alzano, guardano dal finestrino chi è rimasto a terra e ridono a crepapelle…

Papa Leone XIV il 22 febbraio 2026 ha invitato alla carità e alla benevolenza nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio vicino alla stazione Termini di Roma, una delle zone più degradate della città definita ‘periferia esistenziale’ per l’elevato numero di senzatetto, senzalavoro, di schiacciati dalla competizione feroce che si autoemarginano, di pensionati con pensioni da fame che dopo una vita di lavoro e uno stipendio dignitoso lo Stato li ha passati da uno stato di povertà relativa allo stato di povertà assoluta, e poi: malati mentali, prostitute, drogati, alcolizzati, migranti in cerca di fortuna, ex detenuti, i senza arte né parte…violenza di ogni genere, e infine la povera gente…in pratica un’umanità che è venuta al mondo come dono ma non ha sicuramente scelto dove vivere, con chi vivere, e in quali condizioni, e nella maggior parte dei casi chi l’ha generata si trovava nella stessa identica situazione.

I furbi politici sanno molto bene che questa massa di persone sgradevole alla vista serve al sistema per il consumo nel circuito economico: senza la spesa quotidiana, non può esserci produzione…e a seguire tutto il resto. Ecco che allora i poveri vengono attenzionati dai superuomini all’occorrenza.

Eppure tutte quelle persone affamate di misericordia erano lì, in quella piazza affiancata alla stazione ad ascoltare le parole di conforto del Papa che ha ricordato la missione della Chiesa: condividere la vita e servire i poveri.

Il treno ‘della vittoria per far grande la nazione’ nel frattempo ha cigolato puff…puff ed è ripartito.

MARIA FRANCESCA MAGNI

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