La mia opinione conterà come il due di picche, ma io non ho mai capito perché in Italia si sia abbandonato il sistema elettorale proporzionale nato dalla Costituzione italiana del 1948 ( e quindi dalla Resistenza) per continuare a tormentarci con astruserie maggioritarie che sono state storicamente inventate, lo ricorderei, dal regime fascista, cioè laLegge Acerbo del 1923.
Eppure sarebbe così semplice , e democratico: tot voti, tot deputati e senatori, e soprattutto la possibilità di poterli scegliere con le preferenze (basta con le liste bloccate e i prescelti dalle segreterie di Partito !).
E poi ci si lamenta che la gente non va più a votare (siamo arrivati al 49% degli elettori) : la gente è semplicemente nauseata da queste furbesche trovate che ogni volta modificano la principale legge elettorale per poter mantenere il posto ai “soliti noti”.
Si dirà: ma se non c’è il sistema maggioritario, si potrebbe tornare ai “Governi balneari”, a Governi di scarso respiro, che durano poco e che non hanno continuità !
Ah si ? Oggi, con il sistema maggioritario che nel 2022 ha dato una ampia maggioranza al centrodestra, abbiamo un Governo che ormai in quasi quattro anni non ha fatto praticamente nulla: nulla sul fronte delle pensioni (che il vice primo ministro voleva modificare) che rimangono un miraggio per le nuove generazioni, nulla per i salari, che in Italia sono tra i più poveri d’Europa, nulla per le aziende, che continuano ad emigrare (in primis la Stellantis) o a chiudere (vedi l’ILVA) accentuando il gravissimo processo di deindustrializzazione italiano.
Nulla per la Scuola, che rimane il caos che è sempre stato, nulla per le infrastrutture (per carità di patria non parliamo dei treni), nulla per la Sanità (che ha i problemi che sappiamo).
Il carico fiscale, nonostante le roboanti promesse, non è assolutamente diminuito, soprattutto per i meno abbienti, cioè pensionati e lavoratori dipendenti.
Quasi quattro anni di “stabilità” per non fare praticamente nulla, se non arricchire il Codice Penale di reati aggiuntivi e inutili (come il “divieto di rave“) mentre giornalisti prezzolati parlano di grandi risultati immaginari e di importanza dell’Italia nel mondo (quando anche davanti ai dazi di Trump Meloni non sa che cosa balbettare).
Vogliamo fare i confronto con i Governi del passato eletti col sistema proporzionale ?
Vogliamo confrontare i politici attuali con De Gasperi o anche Andreotti (che avrà fatto sei o sette Governi), ma anche Craxi, che non avevano nessun bisogno di “falsificare” le leggi elettorali, ma la credibilità e la continuità se la conquistavano sul campo con il loro operato, in un’Italia che cresceva con il “boom” economico (e non dello zero, virgola zero e qualcosa come oggi) ?
Certo, i Governi andavano e venivano ma, la centralità di quelli che erano davvero degli Statisti e il loro operato rimaneva e rispetto ai risultati di oggi erano ben altre cose ( e non certo chiacchere).
A paragone con il terribilmente inconcludente Governo Meloni di oggi allora io griderei: “viva i Governi balneari”! A bagno bisognerebbe invece mandare quei politici ridicoli buoni per la satira di Crozza ma che nessuno capisce perché debbano stare cinque anni al potere per continuare a fare disastri !
ENRICO BARONCELLI
