Ma poi, parliamoci chiaro:loStato– ministeri, regioni, province, eccetera – finanzia gli impianti sciistici (o le infrastrutture turistiche in genere – siano logiche o meno, non è questo il punto ora) cioè elargiscedenaro pubblicoasoggettiprivatiche fanno lucro e, dunque cheda quei soldipubblici– milioni e milioni di Euro, non bruscolini – ricavanoguadagnipropri(che significa anche coprire propri debiti, in molti casi).È normale tutto ciò?
In pratica:io, gestore di comprensorio sciistico, costruisco una nuova seggiovia, me la faccio pagare dallo Stato, dunque danoi tutti, poi l’impianto (che èmio) lo usano gli sciatori con uno skipass checomprano dame, non dallo stato, e che dunquefa guadagnareme, non lo stato. E se a fine stagioneho generato debitiperché ha nevicato poco o fatto caldo oppure non sono stato così bravo a gestire la mia attività, chi mi paga almeno in parte queimieidebiti?Di nuovo lo stato, ma ovvio!
Alzino la mano gli imprenditori locali che, peracquistare un benefunzionale alla propria attività e dunque ai propri utili, o viceversa per coprire debiti generati, si sono visti elargire dalla politica così,d’emblée,denaro pubblico! Tutt’al più essi possono fruire di crediti fiscali o garanzie sui mutui, non altro.
«Ma c’è l’indotto!» dicono gli enti pubblici. Embé?Perché, tutte le altre attività economiche non fanno indotto?«La lotta allo spopolamento!» rilanciano. Ma dove, che quasi ovunque vi siano comprensori sciisticii paesi perdono abitanti?!«Lo sviluppo dei territori!» Ah, quindi le altre attività in loconon fanno nullae i loro lavoratori passano il tempo a guardare per aria?
A questo puntosi prendano tutti quei soldi(centinaia di milioni di Euro, nel complesso) e, invece che darli a un singolo imprenditore per (spesso) un solo intervento,li si elargiscano in modi proporzionali e ben ponderati– nonad mentula caniscome avviene con il turismo di massa – atuttii soggetti economici e imprenditoriali del territorio che si vuole sviluppare e sostenere, che non si vuole far spopolare, nel quale si vuole generare unrealee diffuso indotto economico.
Questa è unapolitica logica e coerenteper i territori montani e le aree interne,nonciò che avviene ora. E, ribadisco:è normale che avvenga?
LUCA ROTA
http://lucarota.com

Caro Enzo, Luca purtroppo ha assolutamente ragione. Di bandi e contributi, anche a fondo perduto, per impianti sciistici e di innevamento negli ultimi anni ne abbiamo visti tanti. L’ultimo è del Luglio 2025, da parte della Regione Lombardia (particolarmente attiva a finanziare impianti sciistici anche a rischio di cambiamento climatico) , vedi in
https://www.bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/bandi/dettaglio/sport-turismo/impianti-sportivi/bando-innevamento-2025-RLAV2025047203
E’ una proposta di riflessione che parte da una serie di affermazioni ricavate più da opinioni che da dati concreti espressi in base a numeri documentati.
L’affermazione del principio che oggi si lavori “ad mentula canis” sarebbe leggibile con maggiore attenzione se portasse come riferimento dati di fatto documentati.
Ciò che si ottiene altrimenti è l’ effetto “brontolamentis” per sentirsi più bravo.