In un’epoca segnata da silenzi assordanti e da statistiche che raccontano ferite aperte, dove il suicidio giovanile e la violenza di genere continuano a segnare il tessuto sociale italiano con numeri drammatici, emerge una voce che sceglie la strada della narrazione per accendere una luce tenue ma persistente.
Antonio Borsa, informatore farmaceutico di professione, atleta di kick boxing per passione e scrittore per una profonda urgenza interiore, pubblica il suo secondo romanzo, Profumo di viole sfiorite, edito da NonSoloParole Edizioni e uscito il 19 settembre 2025. Non si tratta di un semplice libro: è un atto di testimonianza, un invito alla resilienza, un manifesto contro il possesso tossico e un abbraccio a chi, in un momento di buio profondo, ha pensato che l’unica via d’uscita fosse arrendersi.
Il romanzo arriva in un momento storico in cui i dati parlano chiaro. In Italia, i suicidi tra i giovani sotto i 30 anni rappresentano una piaga silenziosa e in crescita, spesso legata a delusioni affettive, isolamento, pressioni economiche o familiari. Parallelamente, i femminicidi non accennano a diminuire: storie di amore malato che sfociano in tragedia, dove la gelosia si trasforma in controllo e la possessività in violenza letale.
Borsa non si limita a denunciare questi fenomeni; li affronta con la delicatezza di chi sa che il dolore non si combatte con la condanna, ma con l’empatia e la consapevolezza. Attraverso le pagine del suo libro, trasforma il tabù in dialogo, il dolore in opportunità di crescita, offrendo un messaggio potente: possiamo salvarci a vicenda, se solo impariamo a parlare, ad ascoltare e a non mollare mai.
L’autore: un ponte tra scienza, sport e impegno civile
Antonio Borsa non è un intellettuale da salotto. Laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, lavora quotidianamente a contatto con la salute delle persone, un ruolo che lo ha reso sensibile alle fragilità invisibili. La sua passione per il kick boxing – disciplina che pratica – gli ha insegnato una lezione fondamentale: cadere fa parte del cammino, ma rialzarsi è ciò che definisce chi sei.
“Il ring mi ha mostrato che la vera forza non è non cadere mai, ma continuare a combattere anche quando il corpo e l’anima gridano basta”, ha confidato in diverse occasioni pubbliche. Il suo percorso letterario inizia con I tre appuntamenti (2024, stesso editore), un romanzo nato da un amore non corrisposto che si è trasformato in un vero e proprio manifesto contro la violenza di genere. Quel libro ha toccato migliaia di lettori, ha generato presentazioni nelle scuole superiori, incontri nelle università e dialoghi con adolescenti su temi come il rispetto reciproco, la libertà nell’amore e il rifiuto di ogni forma di possesso. Borsa ha capito presto che la scrittura poteva diventare uno strumento di prevenzione e di educazione: non solo denuncia, ma accompagnamento.
Oggi, con Profumo di viole sfiorite, va oltre. Collabora attivamente con associazioni che si occupano di prevenzione del suicidio e di parità di genere, partecipa a convegni, tiene laboratori nelle scuole superiori e nelle università della terza età. Parla con ragazzi che si sentono schiacciati dal peso della vita, con genitori che non sanno come avvicinarsi ai figli in crisi, con adulti che portano cicatrici invisibili. Il suo impegno è concreto: organizza incontri nelle aule, dialoga con insegnanti e psicologi scolastici, promuove campagne di sensibilizzazione sui social e in presenza. Crede fermamente che la cultura sia l’arma più potente per cambiare le coscienze: “Un libro, una conversazione, un ascolto attento possono essere la differenza tra arrendersi e rialzarsi”.
La trama: un purgatorio che educa, non punisce
Al centro del romanzo c’è Ryan, un giovane uomo spezzato dalla fine di una relazione tossica. Devastato dal dolore, compie il gesto estremo: si toglie la vita. Ma la morte non è la fine. Ryan si risveglia in un luogo simbolico chiamato “La Valle”, un purgatorio desolato e nebbioso, guidato da un angelo che non giudica, ma accompagna. Qui, tra ombre e visioni, incontra altre anime: donne vittime di femminicidio, giovani schiacciati da pressioni sociali, uomini intrappolati in ruoli rigidi che negano la vulnerabilità emotiva. La Valle non è un luogo di punizione eterna, ma un limbo educativo. Il titolo stesso del romanzo è una metafora commovente: il “profumo di viole sfiorite” evoca qualcosa di bello che si è appassito, ma che conserva ancora una fragranza lieve, un ricordo di ciò che è stato e potrebbe tornare a essere. Ryan impara, passo dopo passo, che il suicidio non cancella il dolore: lo moltiplica, lo riversa su chi resta, su amici, familiari, sulla comunità intera. “Non mollare, potresti cedere sul più bello”, gli ripete l’angelo. “Resta sul ring, ti assicuro che ne sarà valsa la pena”.
Il percorso di Ryan è un viaggio di redenzione. Attraverso incontri con altre anime, scopre storie di resilienza, di amore sano inteso come libertà e rispetto, di parità di genere come valore fondante. Borsa intreccia abilmente il dramma personale con una denuncia più ampia: l’amore malato nasce da una cultura che vede la donna come oggetto di possesso, l’uomo come detentore di potere, negando a entrambi la possibilità di essere pienamente umani, fragili e liberi.
Un omaggio alla musica e alla vita quotidiana
Il romanzo non è solo introspezione: è anche ritmo e melodia. Borsa inserisce un omaggio sincero a Max Pezzali, icona degli anni Novanta, citando testi di canzoni come Nessun Rimpianto, Come deve andare e Grazie mille. Queste melodie diventano parte della narrazione, accompagnando i momenti di riflessione di Ryan, ricordandogli che la vita è fatta di rimpianti superabili, di strade che si aprono quando meno te lo aspetti, di gratitudine per ciò che resta. Ci sono anche echi di Peter Pan, dell’isola che non c’è: la felicità non è un luogo lontano, ma una conquista quotidiana, fatta di piccoli atti di coraggio. Il protagonista si rivolge direttamente al lettore, rompendo la quarta parete con frasi che suonano come un abbraccio: messaggi di speranza per chi sta attraversando la notte più buia.
Parità di genere, prevenzione del suicidio e un invito alla società
Uno dei punti di forza del libro è il modo in cui intreccia i temi della salute mentale maschile – spesso ignorata per stereotipi di “forza virile” – con la violenza di genere. Borsa denuncia l’amore possessivo come radice comune di entrambe le tragedie: quando l’altro diventa oggetto, si perde la capacità di amare davvero, e si aprono le porte alla violenza o alla disperazione autodistruttiva. Il messaggio è chiaro: la parità non è solo un diritto delle donne, ma una liberazione per gli uomini stessi, che possono finalmente esprimere emozioni senza vergogna. Nelle sue battaglie associative e scolastiche, Borsa porta avanti questo discorso con passione.
Organizza laboratori nelle scuole dove si parla di educazione affettiva, di riconoscimento dei segnali di allarme nel disagio giovanile, di come costruire relazioni sane basate sul rispetto reciproco. Collabora con enti che promuovono la prevenzione del suicidio, sottolineando l’importanza della connessione sociale: un insegnante attento, un amico che ascolta, un genitore che non giudica possono fare la differenza.
Il romanzo sta già raccogliendo consensi per la sua capacità di parlare direttamente al cuore. Recensioni e presentazioni lo descrivono come un’opera matura, intensa, terapeutica. “Un viaggio tra dolore e speranza”, lo definiscono molti lettori. Borsa lo usa non solo come libro, ma come strumento: lo porta nelle aule, nelle conferenze, negli incontri pubblici, per generare dialogo e consapevolezza. In un Paese che ha ancora tanta strada da fare sulla parità di genere e sulla tutela della salute mentale, Profumo di viole sfiorite arriva come un soffio di aria fresca. È un invito a non arrendersi, a sposare il proprio dolore invece di lasciarsene divorare, ad andare avanti con la certezza che, anche quando le viole sembrano sfiorite, il loro profumo può tornare, più intenso di prima.

