Il patrimonio librario costituisce la memoria storica e l’identita’ culturale di un popolo, rappresentando l’insieme delle testimonianze scritte che tracciano l’evoluzione di una civilta’.Esso non e’una semplice accumulazione di volumi, ma un archivio vivente che trasmette conoscenze, valori e tradizioni alle generazioni future.
La distruzione del patrimonio culturale e’ una forma di “pulizia culturale” o “pulizia etnica”, volta a cancellare identita’, memoria e tracce storiche di una specifica comunita’.
Questa operazione di “annientamento culturale”, la sta portando a termine Israele che vuole fare scomparire ogni traccia della cultura millenaria del popolo palestinese.
La distruzione del patrimonio culturale e’ proibita dal diritto internazionale, configurandosi come crimine di guerra, e in casi specifici contro l’umanita’
La Convenzione dell’Aja del 1954 e i suoi protocolli, insieme alla dichiarazione UNESCO del 2003 sono i pilastri che impongono di preservare tali beni, riconoscibili come identita’ dei popoli.
La Corte Penale Internazionale ha confermato la responsabilita’ penale individuale per tali atti.
La principale biblioteca di Gaza nota per la conservazione di antichi manoscritti e’ la biblioteca della Grande Moschea Omari (Omari Mosque Library), situata nel cuore della citta’ vecchia di Gaza.
Questa istituzione storica fondata nel XIII secolo (circa 1277) ospitava una collezione inestimabile di circa 20.000 volumi libri e manoscritti. La collezione includeva antiche copie del Corano, testi di giurisprudenza islamica (scuola Hanafi), biografie del profeta Maometto, medicina e mistica Sufi.
Di notevole importanza anche il Centro Manoscritti e Documenti Antichi e la biblioteca della Al-Shorouq Cultural Library.
A seguito dei bombardamenti israeliani la Moschea e la biblioteca sono stati gravemente danneggiati.
Volontari e.specialisti stanno tentando un possibile, parziale recupero di alcuni antichi manoscritti.
Il saccheggio in Oriente da parte di Istituzioni occidentali era iniziato secoli passati per creare biblioteche in Europa.
Federico Borromeo, ancora giovinetto cominciò ad accarezzare l’idea di dotare Milano con una biblioteca, la quale avesse a rialzare le condizioni intellettuali della sua città.
Creato Arcivescovo di Milano nel 1595 egli pote’ maturare l’arduo divisamento e tradurlo in atto..
Per fornire di libri questa biblioteca, il Borromeo spedira’ otto dei piu’ colti ed esperti eruditi a fare incetta in ogni parte della terra, e i piu’ sostanziosi risultati si ebbero con l’arrivo di pergamene e papiri provenienti dal Libano, da Gerusalemme e dall’Egitto. Fu appunto dall’Oriente che il Cardinale ebbe la soddisfazione di vedere i suoi inviati ritornare carichi di tesori in libri e codici persiani, turchi, armeni, siriaci, Caldei ed altre lingue.
A custodire questi tesori si volle erigere dalle fondamenta un edificio, progettato nel 1603 con disegno e sotto la direzione dell’architetto Aurelio Trezzi. La costruzione duro’ quasi sei anni, e la biblioteca Ambrosiana venne inaugurata l’8 di dicembre del 1609 festa del patrono a cui era dedicata la biblioteca.
La biblioteca Ambrosiana ha subito gravissimi danni a causa dei bombardamenti alleati del 1943.
Ma se venisse di nuovo bombardata la biblioteca l’Ambrosiana, in questa societa’ digitale potrebbe calare il “silenzio di tomba” che ha accompagnato i bombardamenti alla Omari Mosque Library, al Centro Manoscritti e Documenti Antichi, e alla Al-Shorouq Cultural Library, situati a Gaza in Palestina?
Allegate seguenti immagini fotografiche:
Omari Mosque Library distrutta dai bombardamenti israeliani.
Volenterosi cercano di salvare il patrimonio culturale palestinese.
Giancarlo Valera



