Per ricordare l’8 marzo 2026: Humanitas, l’ospedale di ricerca che accoglie il dolore dell’umanità tutta
Nel profondo Sud di Milano, dove non ci sono sciccherie, e la pianura Padana tocca l’ospedale coi campi bagnati dal fiato molle della nebbia, e il giorno è quasi sempre grigio, e i rigagnoli dei navigli permettono la vita dei roveti dove si nascondono le minilepri, l’attesa è diventata fonte di speranza.
L’ospedale, con l’immagine di una sciarpa rosa di velo, accoglie i pensieri, le confidenze e i sogni di donne che affrontano il tumore al seno.
“20 donne, 20 sorrisi, 20 storie d’amore. Il progetto nasce da un’idea della fotografa Luisa Morniroli, che insieme all’amica scrittrice Cristina Barberis Negra ha voluto trovare un modo creativo e positivo per raccontare il tema della prevenzione, della malattia e del ritorno alla vita. Lungo la strada le idee si sono moltiplicate e la sciarpa rosa ne è diventata il simbolo distintivo”.
Da qui, l’ospedale innovativo di ricerca Humanitas che collabora con l’ospedale Manzoni di Lecco, ha creato Pink Union 2025, il progetto della Fondazione Humanitas per la Ricerca a sostegno della salute femminile: “rappresenta l’impegno dei Medici e Ricercatori che ogni giorno lavorano per migliorare la qualità della ricerca scientifica per la cura delle patologie tipiche femminili”.
L’obiettivo principale è sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, sottoponendosi a controlli periodici e regolari, allo scopo di far comprendere quanto il fattore tempo sia fondamentale per combattere le malattie. wwwsorrisinrosa.it
E gli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia, Scienze infermieristiche, Fisioterapia dell’Università Unimed Rozzano trascorreranno la prossima estate presso l’Ospedale di Chirundu Zambia, e porteranno il contributo delle persone di cuore che ha permesso l’acquisto di quaderni, penne, libri per le bambine e le ragazze adolescenti dai 3 anni ai 18 anni orfane o abbandonate nell’orfanotrofio Mudzi wa Moyo.
Alloggio, protezione, istruzione e cibo, è l’appello di molte giovani donne nel mondo…anche in Italia.
Ma Humanitas è anche un centro oncologico specializzato nel curare i tumori che invadono gli organi vitali sia femminili che maschili.
Nel Reparto B1 c’è una cupola che rappresenta bene queste malattie e fa piovere luce dall’alto sui capi bassi delle persone che attendono. E’ costituita da una raggiera di ferro e vetro sovrastata da un’altra raggiera di ferro e vetro e in cima si intravede una grata a maglie larghe coi riquadri di cielo.
Poi c’è una cappella, con l’altare nel centro e due croci, poche candele accese…tante preghiere furtive che scappano fuori per arrivare in tempo, ma di tempo vuoto ce n’é così tanto…e prima di entrare nella chiesuola non si può non vedere l’immagine ingigantita degli angeli del dipinto del 1493 ‘Incoronazione della Vergine con la Trinità e i Santi’ del pittore Carlo Crivelli: angeloni coi capelli gonfi come parrucche che suonano con gli occhi tristi e che invitano: vai, non temere, ci siamo noi a vegliare…e il chiaro scuro della mestizia nei loro occhi diventa gioia malinconica…
All’ingresso del ‘Building 2’ invece una foto de ‘Il bacio’ del 1859 di Francesco Heyez estesa su tutta la parete accoglie la gente tutta, come a dire: noi non abbiamo paura delle labbra della tua malattia, non averne neanche tu…
Infine il Pronto Soccorso, che come in tutti i Pronto Soccorso, il lamento umano è straziante, le infinite storie della sofferenza sono incalcolabili, non c’è pace nemmeno per bere un sorso d’acqua per i medici e gli infermieri di turno, la gente dai lettini chiama, urla, invoca misericordia…e gli operatori corrono, fanno lastre, prelievi, drenaggi…tutto sotto gli occhi di tutti, perché è talmente elevata la richiesta di cura che l’ospedale è stracolmo e lotta con tutte le sue forze tra la vita e la morte ogni giorno e ogni notte per salvare vite umane.
E per tutta risposta cosa fanno i politici? Ammazzano la gente con guerre di dominio senza un mandato da parte dell’istituzione rappresentativa della volontà popolare e senza la dichiarazione di guerra ufficiale dello Stato…come i barbari.
E alla povera gente fanno intendere che la guerra è dettata da ragioni di sicurezza…Quali? per giunta durante i negoziati di pace…
E la povera gente ci crede.
I legislatori del mondo dovrebbero prevedere il servizio civile obbligatorio per i politici negli ospedali prima di occupare le istituzioni dello Stato…
Questi pensieri impotenti scivolano nel velo di nebbia sul confine dell’area ospedaliera, al di là, la pianura intrisa di umidità regala a una timida viola una lacrima d’acqua per la vita.
MARIA FRANCESCA MAGNI







