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Leader assetati di sangue e dominio stanno distruggendo i valori della convivenza umana

Dopo 80 anni di minuzioso lavoro nelle scuole impostato sui valori della convivenza: tolleranza, solidarietà, giustizia, pace, libertà, empatia, inclusione per non emarginare nessuno, controllo della rabbia e della frustrazione… Lecco e Provincia registrano fatti gravissimi che dovrebbero allarmare le coscienze di tutti: una bambina di terza media ha aggredito un compagno con le forbici per un diverbio…un ragazzo davanti al Municipio è morto dopo essere stato accoltellato da un coetaneo…

Proprio a Lecco, la città protagonista dell’industrializzazione italiana e della ricostruzione del secondo dopo guerra, la città di Alessandro Manzoni, la bella del lago…si è macchiata di sangue innocente.

I disvalori insegnati oggi dai leader del mondo sono l’opposto dei valori, costituiscono il lato oscuro dell’etica, ma sono più semplici da capire e da mettere in atto per la povera gente perché dettati dagli istinti: intolleranza, superbia, invidia, disprezzo, ingiustizia, egoismo, indifferenza, manipolazione disonesta, arroganza, prepotenza, spietatezza, mancato rispetto delle regole, corruzione, pregiudizio, maestosità, odio, violenza…

“Fai come dico io altrimenti ti uccido. Mi dai fastidio, vattene o ti distruggo”, è la nuova dottrina dei bruscoli d’uomo che mostrando il volto cattivo della forza politica diventano superuomini, e trascinano la povera gente nei solchi della disumanità. Con la differenza che i leader, anche se ammazzano miglioni di persone sono intoccabili, la povera gente muore in galera.

Il fenomeno sta dilagando a macchia d’olio in tutte le città d’Italia: le piazze sono campi di battaglia e le scuole diventano trincee, le periferie sono container senza regole e i nostri ragazzi sono sempre più arrabbiati con la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari…non trovano bellezza, amicizia, serenità, si sentono appagati nel fare i duri come i leader e i modelli dei media, senza accorgersi che in questo modo distruggono la loro vita e quella degli altri.

La violenza giovanile in Lombardia in questi ultimi anni è aumentata a dismisura e si manifesta principalmente in famiglia, a scuola, in piazza. Lo dicono i dati di Polis Lombardia e un’indagine globale condotta da Osservatorio Indifesa 2025.

Il 50% dei ragazzi sostiene di aver subito violenza dai loro pari, e il 70% delle ragazze denuncia il ‘catcalling’ o molestia sessuale e ha paura di camminare per strada.

La comunicazione dei giovani nelle gang cittadine è un pastone di muscoli in mostra contornati da idee distruttive dell’altro, imprecazioni, ingiurie, ordini: ai genitori, ai compagni, agli insegnanti, ai preti…sbruffonate, disprezzo delle regole, manie di grandiuomini ritenuti tali perché capaci di sopprimere gli altri, ricerca della visibilità, del successo, del potere, della ricchezza costi quel che costi: dal furto all’omicidio sia in casa che fuori. Alcuni di loro sono già dei promettenti boss…

Violenza dappertutto a poco prezzo, dalla cima della piramide fino alla base.

Dai potenti i giovani imparano la violenza, e spesso vivono in un contesto familiare violento, deridono la scuola e l’oratorio che insegnano pace e bontà d’animo, acquistano il breviario della violenza a buon mercato in ogni angolo del Paese, anche nelle librerie chic, e con il codice violento appresso i ragazzi comunicano con la violenza e sono portatori di violenza nel ‘regolare i conti’: anche per la caduta di un righello dal banco di scuola…mentre la loro vita da ‘duri’ si frantuma stretta dalla morsa delle manette.

Chi può salvarli se non il coraggio degli adulti di andare controcorrente?

MARIA FRANCESCA MAGNI

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