Una interessante conferenza dedicata ai più famosi miti dell’antica Grecia, quella tenutasi mercoledi scorso presso l’Università della Terza Età(tornata nella saletta messa a disposizione dalla Comunità Montana, che ringraziamo sinceramente) a cura della prof.saTeresa Cassanie diElio Spada, davanti a un pubblico numeroso.
Spada si è soffermato in particolare sull’origine dei miti, che non sono affatto “favole di fantasia“, ma un’eco di antiche egenuine credenze religiose.
Tra cui anche il rito dei sacrifici animali (“ecatombe“, cioè l’uccisione di 100 buoi per sacrificarli alle divinità dell’Olimpo) che probabilmente hanno sostituito l’uccisione e il sacrificio diesseri umani, comeIsacconella Bibbia, che stava tranquillamente per essere sacrificato da Abramo a Dio prima dell’intervento dell’Angelo salvatore, o come la storia diIfigenia,figlia di Agamennone, crudelmente sacrificata alla volontà degli Dei.
Il mito si trasmetteva oralmente, da generazione a generazione, e rappresentava spesso le paure ancestrali dell’Umanità: la paura del buio, degli animali feroci, dei terremoti e della Natura.
Elio Spada si è poi soffermato sul mito diPrometeo, colui che ha reso noto agli uomini il fuoco.
Lascoperta del fuocoè stata storicamente una delle più grandi scoperte dell’antichità ( si calcola oggi avvenuta circa mezzo milione di anni fa) che ha permesso agli uomini di uscire dalla calda madreAfrica(da cui abbiamo origine tutti) e di diffondersi in tante regioni dell’Asiae dell’Europa, superando persino le glaciazioni.
Prometeoperò pagò la sua generosità, cioè aver rivelato ilfuocoagli uomini, con un tributo dolorosissimo: ogni giorno un’aquila gli mangiava il fegato, mentre lui era stato legato da Zeus a una roccia, mentre di notte il fegato gli ricresceva, per essere di nuovo divorato il giorno dopo.
La prof.saCassaniinvece si è soffermata sulle tragedie classiche diSofocle, Eschilo ed Euripide,in particolare su alcune figure femminili comeMedeache, tradita da Giasone, si vendica uccidendo i suoi figli.
Un altro mito analizzato è quello diEdipo: questi viene abbandonato da bambino, in quanto al padre Laio, re di Tebe, viene predetto dall’Oracolo di Delfi che sarebbe stato ucciso da suo figlio .
Il bambino abbandonato però cresce in un’altra città, Corinto, allevato da un pastore; quando è grande , durante un suo viaggio, incontra a un incrocio un uomo che per una lite uccide.
Quell’uomo, senza saperlo, è proprio Laio: Edipo si reca quindi a Tebe, dove sposa la reginaGiocasta, ignaro che fosse sua madre.
Quando lo viene a sapere, perchè un altro indovino glielo dice, per il senso di colpa si acceca gli occhi, decidendo di passare il resto della sua triste vita al buio.
Una tragedia esemplificativa per i Greci, da cui due millenni dopo il fondatore della PsicanalisiSigmund Freudtrarrà spunto per il cosiddetto “Complesso di Edipo” (cioè odiare il padre e amare la madre).
I miti greci sono quindi ancora oggi molto interessanti per noi moderni , e vengono ancora recitati in tanti teatri classici, come quello di Agrigento; sono ancora alla base della nostra cultura, passando per i Romani e la civiltà classica : moltissimi ad esempio gli affreschi diPompeirappresentanti proprio miti greci.
Sempre su questo argomento è previsto un secondo incontro Unitre pergiovedi 26 marzo, sempre in Comunità Montana alle ore 16
ENRICO BARONCELLI
