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Lecco, 5 marzo 2026

Mancano cinque minuti alle diciotto. Davanti al Palazzo delle Paure arrivano i manifestanti. Come al solito, hanno portato le borse con i cartelli e lo striscione. Oggi sono in sette. Più tardi, forse, qualcuno si aggiungerà.

Il campanile batte i rintocchi. È il segnale. I convenuti si dispongono in fila: quattro dispiegano il lenzuolo con la scritta, due mettono il cartello al collo, uno tiene in mano i volantini. Muti guardano verso la piazza.

“Silenzio per la pace”.

La gente passa. Alcuni osservano curiosi: si avvicinano, sembrano interessati, accettano un volantino, annuiscono amabili dando l’impressione che la prossima volta parteciperanno. Alcuni esprimono commenti evidenziando modi di pensare diversi. Altri tirano dritto.

Loro, i manifestanti, non desistono. Hanno presentato il loro programma alla Tavola della Pace di Lecco e ogni giovedì stazionano per mezz’ora, dalle diciotto alle diciotto e trenta, in Piazza XX Settembre, col nullaosta dell’Amministrazione Comunale per l’uso dell’area interessata.

Sono persone di buona volontà, (che desiderano rimanere anonime), determinate a sostenere la difesa di un diritto sacrosanto per tutti i cittadini del mondo. Vogliono aderire all’iniziativa di alcune donne milanesi che hanno esternato il loro dissenso contro la guerra già quattro anni fa, quando iniziò il conflitto tra Russia e Ucraina.

Si tratta di un piccolo movimento apartitico e aconfessionale, capace di esprimere persistente e fedele testimonianza, un movimento che si rivolge alla gente sensibile al problema, animato dal desiderio di affermare il valore della pace con tutto ciò che ne deriva.

Il loro è un grido silenzioso che contrasta l’incredulità e l’indifferenza. Un richiamo a mantenere viva l’attenzione evitando di precipitare in quello stato di insidiosa apatia, ingenerata dalla sfiducia e dal pessimismo che derivano dagli attuali scenari.

Ed è quasi commovente assistere ogni settimana a ciò che sembra il riproporsi di un miracolo, il prodotto di quella fiamma interiore alimentata da ideali, oggi percepiti come assenti.

Il gruppo è composto da persone pazienti e tenaci: dal 10 aprile 2025 non vengono meno all’appuntamento, nemmeno nei giovedì festivi, nemmeno nei giovedì di pioggia e di gelo. Sembra che portino in petto quel meraviglioso insegnamento di Gandhi che recita: “Chi ha ragione e sa lottare alla fine vincerà”.

“Silenzio per la pace”

C’è vento. I manifestanti stringono con energia i bordi dello striscione che si gonfia al vento come fosse una vela in mezzo alla piazza.

La mezz’ora è trascorsa. L’orologio del campanile batte lento le sei e trenta. La fila si scioglie. Si raccolgono i cartelli e lo striscione. Si resta un po’ a confabulare. Poi, ognuno prende la propria strada.

Ci si rivedrà giovedì prossimo.

Alla stessa ora, nello stesso luogo e, speriamo, con qualche presenza in più.

TERESA CASSANI

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