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La nuova hairesis religiosa. La forza degli algoritmi ha il diritto di sottomettere l’umanità e di combattere l’Anticristo: il prossimo evocato dai Vangeli

guerra e violenza sono sempre legittimate, e pochi, incapaci e farlocchi imprenditori o bontemponi senza idee, senza impegno e senza preparazione, ma ricchi per grazia ricevuta, hanno pieno titolo di governare il mondo per volere di Dio…da cesaristi, come ai vecchissimi tempi.

E’ la nuova teologia che arriva dall’America di cui Peter Thiel si è fatto promotore, come un prete è arrivato nelle capitali Europee per diffondere questa ‘fede’ e si è fermato anche a Roma…chissà se dalle catacombe le anime dei martiri cristiani hanno gridato la disperazione espressa nell’urlo spaventoso di Munch…

Il migrante tedesco Peter Thiel, oggi americano, è nato a Francoforte in Germania dove, il 15 marzo 2026, ha inaugurato la sua prima conferenza sull’Apocalisse europea, non allineata ai programmi del tedesco-americano Donald Trump, e ha paventato l’inevitabile fine della Democrazia e della partecipazione condivisa.

La forza è il nuovo totem tribale, secondo Thiel, sotto il quale le moltitudini delle genti dovranno servire un unico o pochissinmi padroni, compresi i loro vassalli, valvassini e valvassori, perche’ è scritto nei piani di Dio…

Sicuramente non il Dio cristiano cattolico come ha precisato la Chiesa Cattolica Italiana.

Ho l’impressione che i leader di oggi cerchino di autoreferenziarsi agli occhi della gente con linguaggi profetici e divini…forse perché la gente comincia ad avvertire che qualcosa non sta più funzionando secondo i principi dei Padri?

Del resto sono stati proprio i giovani italiani che hanno avuto il coraggio di salvare la Costituzione Repubblicana dando un freno alla corsa distruttiva dei valori fondanti la Democrazia italiana.

Un papà, imprenditore della Valsassina, di orientamento conservatore, mi ha detto: “ho votato no al referendum sulla giustizia, come mio figlio, non c’entrava niente con il miglioramento della giustizia, ma toccava la Costituzione in maniera devastante…e la maggioranza della gente lo ha capito. Questo è bellezza!”.

Chi comanda sa che per vivere al vertice ha bisogno della gente per fare il pane, costruire impianti elettrici, curare gli ammalati, lavorare nelle fabbriche…allora parla di Dio, o meglio del suo Dio costruito apposta per tacitare la voce della giustizia e della vera libertà dei popoli. E’ un buon antidoto per soffocare i malumori della gente contro l’arroganza e la prepotenza del potere, e per giunta senza aver mai ascoltato una lezione di catechismo, come i mafiosi che ti uccidono recitando il rosario…

Il giorno prima, 14 marzo 2026, è morto in Baviera il filosofo tedesco Jurgen Habermas, uno dei più fervidi custodi della Democrazia dopo aver toccato con mano le barbarie del nazifascismo.

Che casualità, nello stesso giorno muore in silenzio un maestro di umanità e inizia con festoni il sermone di un profeta del dominio.

La Scuola di Francoforte, sostenuta da Habermas, è riconosciuta ancora oggi come il puntello intellettuale d’Europa che inneggia la Democrazia, quella impostata sull’uguaglianza, solidarietà, empatia, dignità, pace, libertà, giustizia…deliberativa.

Peter Thiel ha trascorso la sua infanzia in Sudafrica e in Namibia, l’ex colonia tedesca dove l’apartheid era legge dello Stato e la gerarchia di razza era la regola. Anche Elon Musk, altro profeta del potere assoluto per pochi, è cresciuto in questo contesto.

Probabilmente l’antropologia appresa nell’infanzia è stata sublimata.

Leggo su Avvenire: il consigliere di Papa Leone XIV Padre Paolo Benanti, definiva l’intera azione di Thiel “un atto prolungato di eresia, non in senso corrente, bensì nel senso originario di hairesis, la scelta che isola un frammento di verità e lo eleva a principio assoluto. Competizione, tecnologia, individuo: staccati dall’Armonia del Tutto, diventano idolo. Le quattro sessioni romane (le oratorie tenute da Thiel a Roma) – tra smentite, interrogazioni parlamentari e partecipanti vincolati al silenzio (perché?) – hanno rappresentato la summa della pseudo-teologia-tecno-politica di Thiel. Il suo vocabolario ruota attorno a due parole greche: katechon e eschaton. Il katechon – la forza che trattiene il male finale – non è, per lui, la Grazia né il legame comunitario: è la tecnologia. Il monopolio computazionale. L’eschaton non è promessa di autentica e salvifica redenzione, ma catastrofe imminente da dominare prima che domini”.

L’Anticristo quindi da sconfiggere non è una figura individuale, ma il sistema sociale mondiale che non permette ai pochi ‘eletti’, furbi, scaltri, giocherelloni e scostumati, di avere il pieno potere illimitato su tutto e tutti.

Eccolo lì, il concetto di libertà di questa ideologia, tanto decantata dai potenti italiani, finalmente ha tolto la maschera e si snuda.

MARIA FRANCESCA MAGNI

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