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Wunderkammer, in italiano testualmente: camera delle meraviglie. E’ scritto su un foglio grigio dentro a una cornice appesa nel reparto di Oncologia dell’Ospedale Manzoni di Lecco.

Wunderkammer è un’espressione di lingua tedesca usata soprattutto nel XVI secolo per indicare il lavoro dei collezionisti dediti a raccogliere oggetti straordinari…

Un nome apparentemente strambo, scelto da Giuseppe Villa, Elena Rusconi, dal dottor Antonio Ardizzoia e dallo staff medico-infermieristico del Reparto per dare un tocco di bellezza, leggerezza e gioia a ‘queste stanze, a questi corridoi, a queste sale di attesa…’ dove ogni secondo rimbomba come un pallino di piombo nel cuore della gente.

Wunderkammer è un progetto corale che ha coinvolto operatori sanitari, medici, infermieri, psicologi, artisti…e pazienti: “nasce dall’intento di rendere le pareti di questo luogo più accoglienti, legandole al vissuto quotidiano delle persone che ci lavorano e delle persone che qui sono in cura”.

E’ un’idea che prende il via da una libera raccolta di parole racchiuse in tanti rettangolini appesi che raccontano le vite dei malati, giovani e vecchi, che ogni giorno si schiudono come i due bucanevi messi storti che sfidano il ghiaccio per vedere il sole.

Forza e coraggio lottano costantemente contro le mani oscure del male e in un certo senso vincono sempre, perché ogni nuovo giorno rappresenta una speranza di respiro.

12 sono le parole scelte, quelle ritenute più significative per trasmettere, risuonare, parlare di vita e non di morte: cammino, attesa, rabbia, incontro, ascolto, smarrimento, fatica, abbraccio, sorriso, gentilezza, fiducia…tempo. Intorno a un tavolo, pazienti, medici e infermieri hanno cercato immagini, poesie, canzoni, metafore…che le potessero raccontare visivamente. Sono nate così 150 cornici disseminate in tutti gli spazi del Reparto: finestre aperte per raccontare e per pensare, doni di bellezza.

Simpatica una scritta per i pazienti sul muro: un’attenzione in più per i nostri pazienti: gelato tutti i giorni e cioccolata due volte la settimana…

In particolare attira la mia attenzione un ‘reportage’ che riguarda il tempo. Un orologio, un’ammucchiata di sedie bombate, una mano che ha lavorato tanto, gonfia, abbandonata sul lettino bianco che attende con pazienza il liquido che passa dalle cannette e che offre salvezza…

Sulle pareti, che ammutolite annusano l’odore della sofferenza, spicca una lunga dissertazione scritta in piccolo sul significato del tempo dato dai grandi della letteratura, della filosofia e della storia. Il fluire, il passare del tempo nessuno lo può fermare e, come scrive Ugo Foscolo: e l’uomo e le sue tombe e L’estreme sembianze e le reliquie Della terra e del ciel traveste il tempo…

Poi leggo la voce del tempo odierno della povera gente che vive tra le macerie e che scandisce l’orrore davanti allo sterminio del proprio popolo per responsabilità di leader che hanno scombussolato il mondo giustificando le guerre in corso in Medio Oriente, e non solo.

Le aggressioni provocate da Usa e Israele senza una ragione ragionata sono dettate da puri interessi di dominio su risorse e territori, altro che promuovere i diritti umani!

E gli Stati ‘alleati’, quelli al di qua della linea di confine con l’Oriente, fingono di stupirsi, si scandalizzano, ma sotto sotto sostengono il gioco degli aggressori.

Sicuramente questo tempo verrà ricordato come uno dei tempi più bui della storia umana: un tempo bugiardo, infingardo, che tra i suoi rottami giustifica aggressioni e morte.

Persino la Messa della Domenica delle Palme non si è svolta a Gerusalemme nella martoriata Gaza per volere di Netanyauh e, nonostante le belle parole pronunciate dai potenti che si reputano pii e devoti ecco i risultati:

i principali fornitori di armi a Israele sono: USA, Germania, Italia.

Vero che l’Italia dal 7 ottobre ha sospeso la contrattazione commerciale in armamenti con Israele, ma le negoziazioni dal 6 ottobre all’indietro sono rimaste in vigore con tutte le noticine e le clausole giuridiche connesse che rendono legali gli accordi di scambio di forniture e strategie militari…

Recentemente Guido Crosetto ha dichiarato che l’Italia è intenzionata a comperare, ma è probabile che abbia già stipulato il contratto: 800 missili anticarro Spike e 126 lanciatori per ammodernare i sistemi d’arma dell’Esercito Italiano

da…Rafael Advanced Defense System, una società israeliana.

Quindi l’Italia continua a commerciare armi in entrata e in uscita con l’amministrazione israeliana.

Sono per la difesa, è la risposta dell’esecutivo. Ma come, asserite che Netanyauh si sta comportando come un gangster in Palestina, Libano, Cisgiordania, Iran…con l’ausilio degli Usa, e poi ci collaborate per fare affari?

MARIA FRANCESCA MAGNI

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