…portata da Papa Leone XIV il Venerdì Santo ha commosso il mondo.
Il simbolo della passione di Gesù in questo tempo di Pasqua viene bruciata tra i limoni in frantumi e sui vetri a pezzi azzurrati dal mare…
Caifa e Pilato misero a morte il Giusto dei Giusti 2000 anni fa. Oggi come allora Gesù, colui che salvò l’uomo dalla disumanità, viene nuovamente crocifisso.
3 aprile 2026, il Pontefice: provocare guerre in nome di Dio è una bestemmia.
4 aprile 2026, Donald Trump: se entro 48 ore non ci sarà un accordo con l’Iran secondo i nostri intenti si scatenerà l’inferno, per grazia di Dio.
La casa dell’uomo è crollata.
E l’umanità si è divisa: da una parte si costruiscono bombe, si lanciano ordigni, si spia e si cospira, la pena di morte politica diventa garanzia di supremazia, si uccide per vivere e il potere è custode di morte; dall’altra le ferite vengono curate, le croste di sangue mascherate, si veste il terrore e si inganna il freddo preservando la vita, si diserta l’assassinio.
…e tra i cirri del lago arriva il verso del cervo delle Grigne che all’Alpe balla ignaro il suo bolero sublime…ma nel bel mezzo della danza, il re del bosco annusa l’aria, qualcosa sta rompendo quell’armonia antica: un’aquila artiglia un lupo che le azzanna un’ala…Il fatto è grave, mai accaduto prima, persino le vipere hanno paura. La lotta è feroce, l’aquila chiede aiuto alle poiane, il lupo alle linci…cielo e terra si scontrano fino a girarsi verso il cervo e specchiarsi nei suoi occhi grandi da ‘cerbiatto’ un po’ verdi e un po’ marroni con fili d’oro tra la pupilla e l’iride. Il re del bosco con la profondità dei suoi occhi, chiede all’aquila e al lupo perché vogliono distruggere l’ordine precostituito. La risposta arriva immediata: entrambi i predatori si avventano sul cervo e gli strappano quegli occhi grandi facendoli rotolare fino a Piazza d’Asino, e poi ne divorano il cuore…
MARIA FRANCESCA MAGNI
