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Una esplorazione tra le bellezze naturali della Valsassina. Le valli alpine sono anche conosciute e frequentare per le loro cascate e le loro grotte.

La cascata e’una brusca caduta d’acqua formata da fiumi e torrenti quando incontrano un dislivello naturale e artificiale del terreno.

Il cosiddetto “Paradiso dei Cani” e’ una cascata formata dalla Troggia che si trova a Introbio,  e che merito’ d’essere ritratta dal pennello di Marco Gozzi. Precipita Il torrente da una balza perpendicolare alta circa duecentocinquanta metri, tutta raccolta in un canale che nei secoli si e’ scavato, che cadendo giunto a circa un terzo incontra uno scoglio sporgente che rompe e disperde le masse d’acqua.

Lo scoglio con relativo salto conosciuto dalle antiche immagini,  e’ scomparso  a causa dell’erosione del terreno nei primi decenni del secolo scorso. Rimane Il muggito delle acque cadenti, il fragore dei sassi travolti, l’aspetto imponente delle montagne vicine, i massi giganteschi che ingombrano il letto del fiume, quelle secolari piante che pendono sopra.l’abisso, tutto concorre a rendere questa magnifica rientranza visibile dai forestieri di passaggio, uno dei piu’ imponenti spettacoli della natura.

Belle cascate sono pure quelle di Cavreccolo presso Premana, e dello Sprizzottolo vicino a Introbio.

Dalla  ghiacciaia di Moncodeno ha origine Il Fiumelatte che viene in superficie per soli 200 metri  in prossimita’ di Varenna.. Fluisce esso nell’estate e cessa totalmente nell’inverno. Nello stesso giorno che fluisce il Fiumelatte, e nello stesso giorno che inaridisce, succede cio’  pure  all’Acqualatte, rigagnolo che sbuca da una buca opposta, ma piu’ elevata di quella del Fiumelatte, e posta nella Valle dei Mulini presso Prato San Pietro. Lo stesso fenomeno presenta la Bobbia.

Nell’Annuario del Club Alpino Italiano Sezione di Milano, anno XII – 1899-1900 stampato a Milano dalla Tipografia Golio, vengono ricordati gli itinerari per raggiungere  alcune grotte della Grigna Settentrionale..

Ghiacciaia.di Moncodeno – (m.1605) – Da Varenna ad Esino in 2 ore di buona mulattiera, indi per il Passo di Cainallo per le alpi di Moncodeno in circa 3 ore, e volgendo a sinistra, in 30 minuti si arriva alla caverna. Totale ore 5 e mezzo.

Da Mandello a Releccio in ore 4 e mezzo, e da qui alla Bocchetta di Pianciafornia (m.1836) in ore 2. Totale ore 6 e mezzo.

Vi si accede facilmente per mezzo di una scala di legno. Quando lo stato della conca di Moncodeno lo permette si possono visitare le doline che numerose vi si trovano. L’accesso vi e’ assai spesso impedito dall’accumularsi di neve agli imbocchi che vi si conserva fino a tarda estate.

Il Monte Codano ha dunque al suo centro una colossale caverna entro cui cade per stretti meati l’acqua piovuta sul monte: da cio’ la ragione della mancanza di sorgenti nella parre superiore. A 1675 metri, in un erboso declivo sotto a due baite, si apre al fianco di tramontana un buco ovoidale piuttosto ampio sotto un vecchio caprifico e un nespolo selvaggio. Quella spaccatura mette nella grotta. I montanari per discendervi introdussero una scala a piuoli, ma sara’.piu’ prudente affidarsi ad una fune assicurata al vicino nespolo o a qualche sasso sporgente dal suolo. All’entrata la grotta non si presenta gran cosa essendo piuttosto piccola e completamente  occupata dal ghiacciaio. Scendendo per una sessantina di metri, si vedra’ una grotta con numerose stalattiti di ghiaccio scendenti dalla volta, a cui fanno contrapposto altrettante stalagmiti ai loro piedi ma assai piu’ grosse, le quali formano delle colonne di bizzarro aspetto, lisce e quasi trasparenti come clavi enormi.

Una grande emozione entrarvi, e l’impressione che lascia nell’animo e’ cosi’ grande e completa, che non occorre neanche una lunga fermata.

Grotta di Piancafornia (m..2100) – Da Mandello a Releccio in ore 4 e mezzo, donde sulla costa di Piancafornia in circa 2 ore, e un’ora di distanza dalla vetta della Grigna Setrentrionale.

Grotta verticale profonda una ventina di metri; non ancora esplorata nel 1900.

Grotta di Cainallo (m.1300) – Da Varenna ad Esino, in due ore di buona mulattiera, indi al Passo del Cainallo (m.1296) e, volgendo a destra per un sentiero che si mantiene quasi orizzontale, dal versanre della Valle Molinera, si raggiunge in 1 ora e mezzo la grotta.

L’ingresso e’ piccolo e la visita e’ facile in causa dei lavori eseguiti dalla Sezione di Milano.

Il cambiamemto climatico con l’alterazione delle temperature e dei modelli metereologici globali, causato dalle attivita’ umane portera’ a una totale dispersione delle poche ghiacciaie tuttora esistenti,  seppur gia’ molto ridotte.

Approviamo pertanto  Greta Thunberg che ha integrato la lotta per la giustizia climatica con Il sostegno alla Palestina simbolo della liberta’ dei popoli, sostenendo che il sistema che distrugge la biosfera provoca anche genocidio e oppressione.

“Non possiamo avere giustizia climatica senza una Palestina libera, perche’ non possiamo avere giustizia climatica senza giustizia sociale”.

Tutti quelli che non capiscono o non condividono questo concetto lavorano per la distruzione dell’ambiente naturale (ecocidio), e per l’estinzione del genere umano. 

Allegate seguenti immagini fotografiche:

Cascata della Troggia. Foto inserita nella Guida illustrata della Valsassina di Fermo Magni, 1904.

Incisione. Albergo di Monte Codano in Esino, 1883.

Cascata di Fiumellatte. Foto all’albumina di Alfred Noack 1865 ca.

Giancarlo Valera

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