Molte le riflessioni suscitate nell’incontro organizzato dall’Università delle Tre Età Valsassina sulla Intelligenza Artificiale, mercoledi scorso 8 aprile presso la Comunità Montana della Valsassina.
Certamente l’Intelligenza artificiale è ua tematica di attualità, con risvolti e dubbi a volte anche angoscianti: le macchine un giorno potranno fare a meno dell’uomo ? Addirittura potrebbero prevalere sull’essere umano, come in certi films catastrofistici ?
In mancanza del relatore previsto, che non ha potuto venire all’incontro per motivi di salute, ha introdotto il sottoscritto, presidente dell’Unitre Valsassina, mostrando col computer ai presenti le modalità di utilizzo dei due “chatbot” più famosi e comunemente utilizzati, e cioè ChatGPT di OpeAI e Gemini di Google.
“A cosa servono ? Servono ad esempio a scrivere frasi intere, racconti, articoli di giornale senza fare molta fatica: testi lunghi ed elaborati che sembrano scritti da un essere umano”.
In America molti giornali ormai sono scritti così, licenziando i giornalisti veri, e anche racconti che poi vengono pubblicati dagli editori.
Basta dare l’argomento e i i dati che si vogliono al programma, che subito rielabora ed esibisce dei risultati, sia che si tratti di una domanda generica (come si faceva con Google) sia che richieda argomenti più complessi.
I problemi che si pongono però, ha sottolineato la professoressa Chiara de Lorenzo, a volte non vanno sottovalutati; intanto può capitare che le risposte diano informazioni completamente errate e fasulle, prese magari da qualche sito di fake news, in quanto l’algoritmo elabora quello che trova su internet: se trova risposte fasulle quelle ti dà !
E poi naturalmente il problema su chi sia l’autore: capita spesso con le tesine universitarie (ma anche quelle che si scrivevano per gli Esami di Maturità) che si copi e incolli da qualche sito. Se prima però, quando c’era solo Google, si poteva capire il trucco (le frasi copiate corrispondevano tali e quali) con l’elaborazione più complessa di ChatGPT è più difficile: le frasi sono interpolate e più variegate.
“L’unico modo per capire – ha detto De Lorenzo – è che se io so che l’alunno/a scrive un po’ maluccio, ma mi presenta un testo ortograficamente più che corretto, probabilmente questo è stato preparato da ChatGPT”.
Insomma le risposte troppo facili date da questi sistemi disabituano la mente a una vera ricerca e approfondimento, rendendo tutto troppo facile e superficiale.
Però questi sistemi non vengono usati solo per i testi, ma anche per creare immagini e video. E’ difficile a questo punto capire quali immagini siano vere, e quali inventate dall’intelligenza artificiale.
Comunque esistono in rete video molto interessanti, come ad esempio quelli che ricreano le Legioni Romane in guerra in Gallia o in Britannia, che ricreano la vita del semplice legionario, e sembrano dei veri documentari.
Altri invece che partendo magari da semplici immagini sbiadite in bianco e nero danno una rielaborazione perfetta, rendendo viva e movimentata l’immagine di una vecchia fotografia.
E altri ancora che si inventano personaggi “virtuali” che sembrano reali, come presentatori televisivi, accompagnatori o altro.
Insomma gli utilizzi dell’Intelligenza Artificiale sono veramente tanti, e come sempre ci sono aspetti positivi e aspetti negativi.
Certo, il controllo umano dovrebbe sempre essere prevalente, altrimenti, come in certi films di Schwarzenegger, dove le macchine decidono di lanciare le bombe atomiche, si rischia “l’Armageddon” : ma gli uomini sanno già distruggersi molto bene anche da soli, come dimostrano le guerre in Iran e in Palestina, non c’è proprio bisogno che intervengano anche le macchine !
ENRICO BARONCELLI


