Il 50% degli scolari e degli studenti non vuole, o non può, andare in gita coi compagni di classe
“Davanti alla scuola, tanta gente
…e spegni quella sigaretta…
e migliaia di gambe e di occhiali di
corsa sulle scale”
è un dato davvero preoccupante pubblicato recentemente da tutte le riviste specializzate italiane nel campo dell’istruzione (Orizzonte scuola, Tecnica della Scuola, Tutto scuola…) che svela l’incomunicabilità tra i pari, ma soprattutto emerge la paura degli studenti di ‘essere presi in giro’, derisi, snobbati, anche picchiati in camera, dai compagni di scuola: quelli che offendono e si arrabbiano per nulla, i duri della classe…che fanno le corna alla prof quando illustra un quadro o parla con uno studente curioso…quelli che bestemmiano e fumano cartine nei bagni…
“…e il professore
Che ti legge sempre la stessa storia
Sullo stesso libro, nello stesso modo,
con le stesse parole
Da quarant’anni di onesta professione
Ma le domande non hanno mai avuto
una risposta chiara
E la Divina Commedia, sempre più
commedia,
Al punto che ancora oggi io non so
Se Dante era un uomo libero
O un fallito o un servo di partito”
E al 14% dei ragazzi la scuola non ha proposto il viaggio di istruzione per motivi di indisciplina e per gli alti costi non sopportabili dalle famiglie.
A ciò si aggiunge il diniego degli insegnanti ad accompagnare i ragazzi per l’elevata responsabilità penale e civile, oltre alla concreta possibilità di morire sul campo. Sugli insegnanti grava il peso di comportamenti che sfuggono al controllo, come le nottate passate dagli studenti a fare chissà cosa mentre il sonno chiude gli occhi dei docenti dopo una giornata faticosa a spiegare e a vigilare…Senza un minimo riconoscimento economico, se non il residuo del fondo di Istituto, diversi docenti credono nella missione educativa-formativa delle gite scolastiche e ne perorano la giusta causa, tuttavia sono consapevoli che dietro l’angolo del pullman del viaggio è pronto il fascicolo della responsabilità oggettiva, indipendentemente dalla colpa o dal dolo.
Lo sfregio di un muro, il lancio di un sasso, fare gli smargiassi al museo, lasciare i bagni in uno stato indecente…per non parlare dei fatti gravi…alla fine pesano esclusivamente come macigni sui docenti.
Una professoressa di Educazione Fisica di un Istituto superiore della provincia di Lecco, ha pregato gli studenti di cambiarsi diligentemente e di allacciarsi le scarpe a lezione terminata per evitare che, durante il transito dalla palestra alle aule potessero inciampare spintonandosi o altro…ebbene un ragazzo, forse per una spinta mai emersa nel corso dell’indagine, con le scarpe slacciate è caduto e si è fatto male seriamente. La prof è stata indagata per culpa in vigilando, ha sofferto talmente tanto che si è ammalata di cuore e di depressione e non è più tornata a scuola…E’ giusto?
I passaggi da un ambiente all’altro dentro la scuola, le piccole gitarelle come dicono gli studenti, non sono mai stati regolamentati, se non col buon senso degli insegnanti.
Poi c’è la complicanza burocratica che deriva dal fatto che se i costi delle gite superano 140mila euro devono essere svolti tramite piattaforme certificate o strumenti messi a disposizione da centrali di committenza, in linea con il recente aggiornamento del Codice dei Contratti.
Insomma, portare i ragazzi in gita scolastica è un impegno gravosissimo per gli insegnanti, e peraltro molti di essi hanno problemi seri nell’assentarsi da casa…
Fino ad ora le gite scolastiche sono state organizzate a titolo di ‘volontariato’ da parte dei docenti, ora non è più possibile, soprattutto riguardo ai viaggi su più giorni. È necessario che a scuola entrino le imprese del settore competenti a fornire tutti gli accorgimenti indispensabili per garantire la serenità necessaria durante tutte le fasi della gita.
Non basta più la buona volontà dei docenti, e le sofisticate piattaforme che forniscono dati, ma non i supporti che servono alla scuola di perseguire concretamente l’obiettivo culturale e inclusivo del viaggio di istruzione, sono inutili.
“Prof, l’anno prossimo non partecipo più alla gita”. Perchè? “Perché in camera di notte non si può dormire…alcuni fumano… e bevono…un macello…alla faccia del vostro controllo e approfittando della vostra stanchezza…i più subiscono in silenzio per non avere storie, e…anche botte. No, io non ci vengo più”. E’ la dichiarazione di una ragazza delle superiori raccolta in una scuola di Lecco.
Altri studenti: “Non vengo in gita perché costa troppo” oppure “i miei non vogliono” e poi: “non mi trovo bene coi compagni di classe…” e via dicendo.
Questi sono disagi reali vissuti dalla maggior parte degli studenti con la proposta della gita scolastica, che non sono contemplati sulla carta riempita di belle parole e nobili intenti.
“Mezzogiorno, tutto scompare, “Avanti!
tutti al bar”
Dove Nietzsche e Marx si davano la
mano
E parlavano insieme dell’ultima festa
E del vestito nuovo, buono, fatto
apposta…
Compagno di scuola, compagno di
niente…”
Compagno di scuola, Antonello Venditti
MARIA FRANCESCA MAGNI
