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Le parrocchie della Pieve di Valsassina e della estesa diocesi di Milano hanno sempre usufruito con gioia delle Missioni dei sacri esercizi.

A tenere questi sacri esercizi venivano i Padri Oblati della Congregazione dei SS. Ambrogio e Carlo.

Abbiamo trovato in riguardo un libro che approfondisce la storia di questa Congregazione e del fondatore del Collegio Missionario.

Vita del Servo di Dio Giorgio Maria Martinelli

Sacerdote Obblato della Congregazione de’ SS. Ambrogio e Carlo scritta da Benedetto Mazzoleni…

In-16° (cm.16,5 x 10,5) 24 [319] 1 p., 1 c. di tav. in antiporta con inciso ritratto del Venerabile Giorgio Maria Martinelli sullo sfondo la sua biblioteca.

Bergamo, 1731 Presso Giovanni Santini

“Sorge otto miglia da Milano presso il borgo di Ro’ un tempio famoso non tanto per la vastita’ e magnificenza degne del celebre architetto Pellegrino, quanto per la fama dell’insigne miracolo per cui vedesi l’anno 1583 24 aprile l’immagine della Beata Vergine Maria mandare dagli occhi lacrime di sangue…Gia’ Il glorioso S.Carlo aveva consegnato cotesta Chiesa coll’imperfetto annesso Collegio alla direzione e custodia degli Obblati con suo decreto l’anno 1583 14 ottobre”

Il Martinelli fonda il collegio missionario con memoriale del 22 luglio 1714.

La Congregazione degli Oblati non costituisce un vero ordine religioso, ma una Congregazione diocesana di sacerdoti che sotto l’obbedienza del loro Arcivescovo si dedicano alle opere piu’ importanti della diocesi, l’istruzione dei giovani nei seminari e collegi, le missioni di citta’ e campagne, e quando e come e dove vuole l’autorita’ stessa diocesana, la cura d’anime. Essenza della Congregazione e’ il voto di obbedienza all’arcivescovo, al quale puo’ aggiungersi il voto di povertà.

La Congregazione venne soppressa due volte nel 1798 e 1810, quindi estinta fin verso il 1850.

Parecchi valsassinesi entrarono a fare parte a vario titolo della Congregazione dei SS. Ambrogio e Carlo, tra questi Marc’Aurelio Grattarola di Margno (1549-1615), autore di diverse pubblicazioni, e dal collegio dei Padri Oblati di Rho sono passati in tanti per i sacri esercizi, ricordiamo Candido Uberti nel 1880 prima della sua partenza in missione nel Bangladesh.

Il Martinelli (1655-1727) dichiarato Venerabile da Paolo VI nel 1977, durante il suo mandato non si e’ risparmiato nello svolgere missioni in luoghi impervi della vasta diocesi, sia di lago che per valli montane “ebbe per ordinaria circonferenza de’ suoi ardori la vasta circonferenza della Diocesi milanese, niente meno trionfava il suo ardentissimo zelo fuori dal collegio”

La brama veemente di portare i sacri esercizi nelle Pievi di Dervio, Bellano e Perledo gli consentirono di affrontare viaggi avventurosi per il tempo: “da Gravedona in sembianza di spirante cadavero; onde convenne trasportarlo con barca a Dervio, ed in vece del pulpito, preparargli il letto”.

Nell’anno 1714 doveva il Martinelli portarsi nella Valle di Taleggio “ad imprendere una solenne coltura per quei buoni sacerdoti”.

Un estenuante viaggio  passando per Morterone e la Colmine. Giunto in Taleggio Giorgio Maria ” non volle accetttare la stanza, o almeno la sedia offertagli per riposo, per un’ ora intera si mantenne in piedi adducendo diverse scuse per colorire il sui virtuoso rifiutato, finché venne il tempo di fare il primo discorso a’ congregati”

Sacerdoti come il Martinelli, di questo stampo e cultura, oggigiorno sono rari a trovarsi come questo primo libro che racconta della sua vita.

Allegate seguenti immagini.fotografiche:

Frontespizio e tavola in antiporta con ritratto del Martinelli.

Collegio dei Missionari, inserito nell’opuscolo -Cenni storici del Santuario della Madonna di Rho, Milano, Tipografia Pontificia S.Giuseppe, 1891.

Giancarlo Valera

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