Ogni piccolo pezzo che compone un arma è un contratto miliardario

…che si snoda come le Avemarie di un rosario strettamente collegate e interconnesse nella piccola e nella grande industria. I Trattati di Pace tra i popoli stipulati per scongiurare i conflitti con la preghiera: mai più l’orrore della guerra! Oggi non hanno più alcun valore perché la pace non crea denaro ed è molto costosa da mantenere, quindi servono armi per far finta di ‘difendere’ la pace agli occhi del popolo, furbescamente tenuto all’oscuro del doppio gioco, con lo scopo di mantenere il potere e aumentare il business a più non posso. Un gioco di parole? No, manca la volontà nei fatti di ripudiare la guerra perchè la sola volontà che conta è fare quattrini.

SecondoThe Weapon Watch, Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei, a Lecco e in tutta la sua Provincia, il ‘made in Lecco’ ha una fiorente attività nell’esportazione di macchine per fare armamenti,e scrive: “senza le dettagliate informazioni sul materiale esportato contenute nella ‘Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento’ (questo è il titolo completo della relazione annuale al Parlamento secondo la legge n.185 del 1990) non sapremo quali e dove sono state inviate armi prodotte nel nostro Paese, e dunque non potremo valutare se i nostri Governi osservano o violano le regole preventive contenute nella legge e nel Trattato internazionale sul commercio delle armi firmato nel 2013” che all’art. 6 comma b recita: “l’esportazione, il transito, il trasferimento intercomunitario e l’intermediazione di materiali di armamento sono altresì vietati…verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’art. 11 della Costituzione”.

La norma si riferisce ad esempio al caso dell’export autorizzato ad alcune piccole e medie aziende che operano nel settore delleattrezzature per confezionare munizioniche possono facilmente aggirare gli embarghi internazionali e che facilmente possono procurarsi le materie prime come l’ottone, il ferro, il rame, acciaio, polimeri per bossoli, piombo per l’ogiva, polveri…in un circolo senza fine che porta a ‘casa’ enormi profitti.

Le macchine da guerra che producono munizioni sono definite “attrezzature inerti per la fabbricazione di punte calibro”. Le autorizzazioni governative hanno consentito di esportare macchine sofisticate come quelle che figurano sui depliant di propaganda di Invernizzi Presse, descritte come attrezzature rivoluzionarie per la fabbricazione di munizioni…

Nel 2023 le aziende italiane autorizzate a vendere accessori, attrezzature e know-how per confezionare munizioni sono state 7 ha pubblicato The WW, tutte con sede in Provincia di Lecco: OMC Wirelombardia srl, Invernizzi Presse srl, Carlo Salvi spa, Minuterie 3Msrl, R.B. srl, Simecon srl, Bjo Tactical Solutions srl. E chissà quante altre imprese che non conosciamo operano nella componentistica in armamenti nel nostro territorio…

Lecco, una delle Province più piccole d’Italia dove è cresciuta la fama mondiale diFiocchi Munizioni ha visto lo sviluppo di una nicchia di settore nella meccanica specializzata nellafabbricazione di accessori e macchinari per munizioni leggeremolto apprezzata nel mondo costantemente in guerra.

La vendita lecchese di queste forniture riguarda principalmente i Paesi alleati della NATO e i Paesi dell’Unione Europea dell’Est: Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Polonia, ma…vi sono anche Paesi che non hanno ratificato il Trattato Internazionale sulle armi come la Turchia, la Macedonia del Nord, l’India, il Qatar, gli Emirati Arabi, il Messico e…Israele.

Vi è stato anche il tentativo di inviare questi macchinari inEtiopiada parte della ditta Forza 3M Lecco prodotte da Minuterie 3M, presentati al porto di Genova come comuni macchine utensili, ma la Guardia di Finanza italiana li ha sequestrati.

Forse una ri-conversione della produzione destinata agli armamenti in queste aziende che operano già nel mercato dell’automazione industriale, packaging, attrezzature a controllo numerico, presse e stampatrici a caldo e a freddo…non è impossibile in una economia di pace, anche perché l’eccellenza delle imprese metalmeccaniche lecchesi costituisce la chiave di volta dell’intera economia lariana.

E se non bastassero le guerre in corso per fare soldi, ecco la dichiarazione sconcertante di questi giorni del Presidente ucraino che arriva in Europa come un dente di ghiaccio dalla trincea di confine che brucia, tra morti e distruzione:l’Ucraina è pronta ad esportare armi…

MARIA FRANCESCA MAGNI

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