Leonello Caddeoera uno di quegli amici che ritieni immortali: tu sai sempre che ci sono, pronti a offrirti un caffè e soprattutto a gratificarti con una lunga e interessantissima conversazione.
Ma quando improvvisamente ti mancano capisci che avresti dovuto frequentarli molto di più, e questo ora è il mio rimpianto personale.
Era fiero delle sue origini sarde: “Sono nato nel paese diGramsci” ricordava spesso , e cioèGhilarzanel 1941, quattro anni dopo la morte del fondatore del PCI.
“Per questo sono comunista” scherzava nel suo solito tono faceto.
Venuto ancora giovane in Valsassina, si era stabilito aMoggio, e dopo aveva aperto il suo studio di artigiano a Pasturo.
AMoggioil comunista gramsciano aveva incontrato il personaggio forse più rappresentativo di Forza Italia e del berlusconismo nostrano, il simpaticoUmberto Locatelli(oggi purtroppo passato alle sirene leghiste di Salvini) Sindaco per molti anni del paese dell’altopiano (dal 1985 agli inizi del duemila).
Umberto Sindaco e Nello vicesindaco: politicamente non potevano essere più differenti, ma umanamente una coppia affiatatissima. Il Comune amministrato benissimo, e soprattutto Nello un vulcano di iniziative, per i giovani , gli anziani e i cittadini, che non cessava mai di stupire. Sua l’idea di “Moggio Profumi e Sapori d’autunno”, sua la promozione del bellissimo Centro sportivo e ricreativo Locatelli, e tante altre iniziative che resteranno nel ricordo.
Nel 1999, alle seconde elezioni del nuovo consiglio provinciale lecchese, si candidò nella Valsassina per il PDS : dopo una campagna elettorale “pancia a terra” per tutti i paesi e tutti i mercati, ottenne circa un migliaio di voti (cinque volte i voti che la Sinistra normalmente aveva in Valsassina).
Non venne eletto ma per poco: la volta successiva invece venne eletto in Provincia Umberto Locatelli, nelle file di Forza Italia, che iniziò una nuova carriera politica.
Nellouscì dall’amministrazione pubblica, ma con la sua esperienza era disposto a dare sempre ottimi consigli a chi volesse provare a entrarci: il primo di tutti era sempre quello.
“Umiltà, ascolto delle esigenze della gente, dei suoi problemi e delle sue aspettative”.
L’errore più grande da evitare era quello di “chiudersi nel palazzo“, e creare una barriera con i propri concittadini.
Bisognava invece vivere in mezzo a loro, e soprattutto mettersi in una situazione diperenne ascolto.
Si dedicava quindi al suo sempre più incredibile negozio, una specie diraccolta da Alì Babà, dove trovavi di tutto, oggetti bellissimi che venivano dall’Oriente e altri fatti da lui con le sue mani.
Un successone straordinario quando partecipò alla Sagra, con due stands affollatissimi e ricchi di oggettistica.
La sua specialità ? Icrocefissi.
Il comunista gramsciano era capace di scolpire bellissimi crocefissi, che poi si pentiva di dover vendere a qualcuno.
E poi naturalmente il suo grande amore per lafotografia: tra i fondatori delCircolo fotograficodi Introbio, anche in questo campo amava le sperimentazioni e dava ottimi consigli.
I funerali si terranno sabato mattina alle ore 11 nella Chiesa parrocchiale di Pasturo.
Addio indimenticabile Nello e grazie di tutto: mandaci se puoi una foto dal Paradiso. Che la terra ti sia lieve !
ENRICO BARONCELLI
